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Zoom ci ripensa: crittografia end-to-end per tutti

- Credit: iStock

APP19 giugno 2020

Zoom ci ripensa: crittografia end-to-end per tutti

di Federico Bandirali

Da luglio sarà disponibile anche per gli account gratuititi contrariamente alle attese

Zoom, l’app per videochiamate diventata popolarissima a causa della pandemia da coronavirus, davanti a un mare di critiche e ai continui rilanci dei competitor - che potrebbero costare milioni di utenti - ha improvvisamente e ragionevolmente cambiato idea. Se in un primo tempo la società pensava di rendere disponibile la crittografia end-to-end solo per gli utenti “a pagamento”, con un’inversione a U inaspettata ha poi deciso di renderla disponibile anche per gli utenti con account gratuiti.

 

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Il voler introdurre nelle videochiamate la crittografia solo per gli account a pagamento onde evitare che l’app venisse utilizzata da criminali con finalità illecite, vista la retromarcia, lascia pensare che, in realtà, si trattasse solo di una banale scusa con ravvedimento dovuto al rischio di veder "migrare" molte delle persone verso altri servizi omologhi.

 

Infatti la decisione precedente avrebbe sicuramente danneggiato Zoom in termini di popolarità e, conseguentemente, eroso ricavi. Ora però la società pare aver scoperto una nuova strada “che bilancia il legittimo diritto di tutti alla privacy con la sicurezza degli utenti della piattaforma“.

 

Un bilanciamento che si tradurrà in una semplice procedura di verifica dell’identità degli utenti implementata, ovviamente da eseguire solo una volta inviando a Zoom il proprio numero di telefono e un SMS di conferma.

 

Nelle intenzioni, questa procedura dovrebbe eliminare il rischio di avere migliaia di account falsi a popolare la piattaforma, limitando così le possibilità che l’app venga usata per attività illegali. Intenzioni, appunto, perché il metodo di verifica in questione è facilmente aggirabile.

 

Detto ciò, occorre ricordare come la crittografia end-to-end non sia ancora presente su Zoom, e non lo sarà fino a luglio. Da quel momenti tutti la potranno utilizzare al posto dell’attuale crittografia AES 256 CGM, ma la scelta rispetto a quale delle due scegliere sarà “libera”.

 

Questo perché optando per la crittografia end-to-end si perderanno molte delle funzionalità peculiari di Zoom, prima tra tutte la possibilità di far partecipare alle videoconferenze anche persone che si partecipano alle call con la tradizionale linea telefonica.

 

Per questo chi “ospiterà” le videoconferenze deciderà cosa fare, e nel caso attivasse la nuova crittografia imporrà agli altri partecipanti di fare altrettanto poiché non sarà possibile far partecipare allo stesso meeting virtuale utenti (gratis e non) criptati e "diversamente criptati".

 

Se sia una soluzione sensata mantenere due tipi di codifiche, invero, rappresenta un quesito a cui è difficile rispondere sì, a meno che non si faccia parte del "fantasitico" mondo di Zoom. Ammesso e non concesso che sappiano esattamente quello che stanno facendo: misteri...

 

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