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Zoom: sospesa “temporaneamente” l’integrazione con Giphy in chat

- Credit: iStock

APP25 maggio 2020

Zoom: sospesa “temporaneamente” l’integrazione con Giphy in chat

di Federico Bandirali

Per generici aggiornamenti, ma l’acquisizione di Giphy da parte di Facebook pare la vera causa

I primi effetti dell’acquisizione della piattaforma di GIF e meme Giphy da parte di Facebook, come prevedibile, iniziano a farsi sentire: Zoom, l’app di videochiamate divenuta popolarissima (tanto da risultare l’applicazione più scaricata nel mese di aprile), ha infatti “temporaneamente” disabilitato l'integrazione della piattaforma nella chat, come comunicato con blog post. La società ha chiarito come, “una volta implementate ulteriori misure tecniche e di sicurezza, riattiveremo la funzionalità”. Un comunicato sintetico che dice, evidentemente, tutto e nulla, se non una vaga promessa di riattivare, quando non è dato sapere, la possibilità di ritornare ad usare le GIF “griffate” Giphy, e poco altro.

 

Zoom, infatti, ha citato gli aggiornamenti di sicurezza in fase di lancio come causa della momentanea interruzione. Update che, tra le altre cose, inseriranno nuovi limiti rispetto alla possibilità di condividere lo schermo e, più in generale, l’implementazione di diverse funzionalità tra cui anche restrizioni rispetto all’accesso ad una riunione in videochiamata da più dispositivi per un singolo utente (ma solo per quelle che richiedono la registrazione dei partecipanti).

 

E tuttavia, a pochi giorni dalla definizione dell’acquisto di Giphy da parte di Menlo Park per una cifra compresa tra i 300 e i 400 milioni di dollari in modo da integrare il servizio su Instagram, appare evidente il nesso causale.

Peraltro, anche piattaforme rivali del ecosistema di Facebook quali Twitter, TikTok e gli iMessage, sono integrate con Giphy, e quello di Zoom sembra solo il primo passo verso una diaspora rapida imposta da Mark Zuckerberg che, nel caso, vorrà farsi pagare profumatamente dai competitor per lasciare che accedano alle GIF appena comprate.

 

Pensando a iMessage (il servizio di messaggistica di Apple) e a Twitter, i problemi potrebbero e dovrebbero sorgere a breve, anche perché in questo momento il “settore” più gettonato tra le app – videogiochi esclusi – riguarda le videochiamate, e il recente lancio anche in Italia del servizio “Messenger Rooms” punta, evidentemente, a far diventare la nuova creatura di Menlo Park la più usata.

 

Rispetto agli annosi e documentati problemi del social blu relativamente a privacy e sicurezza dei sistemi - che peraltro sono una prerogativa anche di Zoom impreparata per un incremento della base utenti come accaduto a causa della pandemia – va detto che Giphy, quantomeno, non aveva accesso ai dati degli utenti delle altre piattaforme che, altrimenti, sarebbero finiti nelle mani, non certo sicure, di Facebook.