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Per il CEO di Facebook Zuckerberg "non è nostro dovere censurare le bugie"

Mark Zuckerberg- Credit: ELIOT BLONDET-POOL/SIPA / IPA / Fotogramma

FAKE NEWS E SOCIAL NETWORK19 ottobre 2019

Per il CEO di Facebook Zuckerberg "non è nostro dovere censurare le bugie"

di Federico Bandirali

Poi ammete che Menlo Park realizza profitti con contenuti falsi

Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, durante un discorso alla Georgetown Univeristy, ha difeso la politica del social blu rispetto alla divulgazione di pubblicità politica con contenuti falsi, tutelando la libertà di espressione e parola nel senso più ampio del termine: “non credo sia giusto che una società privata censuri i politici”. Dichiarazioni arrivate in contemporanea con la decisione di Twitter di mettere invece dei paletti, importanti, sulla diffusione di contenuti da parte dei politici mistificanti e offensivi.

Contenuti falsi = proftti

In una fase nella quale la libertà d’espressione è messa a rischio su scala globale Zuck, de facto, ha riaffermato quanto previsto dal Primo Emendamento della Costituzione statunitense. Il cofondatore del social, poi, non ha fatto mistero del fatto che a Facebook faccia “comodo” la pubblicazione di fake news, che generano grandi profitti per Menlo Park: non l’aveva capito nessuno.

 

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La dichiarazione di Zuckerberg

“Data la delicatezza delle pubblicità politiche, ho valutato sei sia necessario scegliere di non consentirle. Dal punto di vista aziendale, la controversia è certamente una piccola parte della nostra attività. Ma le pubblicità politiche sono una parte importante per dar voce a candidati locali, sfidanti emergenti e gruppi di sensibilizzazione che, altrimenti, potrebbero non ricevere molta attenzione da parte dei media”.

Morale contro profitti: vince il fatturato

In tutto il suo discorso Zuckerberg ha definito le politiche di Facebook come il risultato di scelte morali piuttosto che di decisioni commerciali: “Vietare la pubblicità politica favorisce gli operatori storici e i soggetti a cui i media dedicano attenzione”. Affermando poi come la soluzione al problema passi dal monitoraggio di chi pubblica contenuti palesemente falsi, tralasciando il testo o quanto postato: “Puoi ancora dire cose controverse, ma devi farlo senza profili falsi, svelando la tua vera identità e, nel caso, affrontare le conseguenti responsabilità”.