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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 10:48
Adriano Panatta chiede tutela per i grandi tornei Adriano Panatta - Credit: Alberto Terenghi / IPA / Fotogramma
TENNIS 26 marzo 2020

Adriano Panatta chiede tutela per i grandi tornei

di Giovanni Teolis

Intervista (senza peli sulla lingua) a La Stampa dell’ex campione azzurro

Mondo del tennis sempre più stravolto.

Il Roand Garros a settembre, Roma che cerca una nuova data, Montecarlo che si ferma un anno, New York che polemizza con Parigi e Federer e la sua Laver Cup che non la prendono bene. Il tennis è il più globalizzato degli sport e questo 2020 rappresenta uno stravolgimento per la sua storia. Difficile che non ci siamo problemi quando da gennaio a dicembre è previsto che si giochi toccando 64 paesi. 


In un’intervista concessa a La Stampa Adriano Panatta commenta così il momento insolito e particolare che il mondo della racchetta si trova ad affrontare:, rimarcando una certa differenza con i “suoi” tempi: “A me - dice l’ex campione azzurro - degli Australian Open non importava nulla. È vero che gli spostamenti erano più difficili, ma io volevo giocare bene Roma, Montecarlo - dove purtroppo non mi è mai riuscito -, Parigi, la Coppa Davis. Andavo a Wimbledon perché ci dovevo andare. Il segnale più brutto è stato proprio aver distrutto la Coppa Davis". 


Gli appuntamenti da ricollocare stanno diventando tanti, forse anche troppi: "Faccio un appello ad Andrea Gaudenzi, il Presidente dell`Atp. Non gli chiedo, da italiano, di favorire l`Europa, ma le istituzioni del tennis hanno il dovere di salvaguardare i tornei che hanno più tradizione. Giocare a Phoenix, Arizona, non è più importante che giocare a Roma. Bisogna che tutti se lo mettano in testa".


Il Roland Garros si è spostato a settembre senza chiedere a nessuno. Panatta non ha peli sulla lingua e sull'argomento dice: "Sono d'accordo con il Roland Garros, che ha una storia centenaria. Fine settembre è una collocazione giusta, anche se per i giocatori passare dal cemento alla terra battuta è un piccolo problema. Io lo avrei spostato anche una settimana più tardi”.


E su gli Internazionali di Roma aggiunge: "Vanno recuperati. Ottobre va benissimo, anche dopo Parigi. Ha presente le famose ottobrate romane? A Roma maggio come clima non è meglio di ottobre, anzi”. E su Federer, che organizza nelle stesse date la Laver Cup e non l'ha presa bene è altrettanto netto: "Federer mi sta anche simpatico, ma si è fatto una società per conto suo, se ne farà una ragione. Non possiamo andare dietro a lui".

 

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