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Australian Open, Djokovic dice di essere stato frainteso Nole Djokovic - Credit: CHINE NOUVELLE/SIPA / IPA / Fotogramma
TENNIS 20 gennaio 2021

Australian Open, Djokovic dice di essere stato frainteso

di Giovanni Teolis

Il campione serbo su Twitter torna sulle polemiche e pubblica una lunga lettera

Per il suo tentativo mediazione, perché venissero in parte riviste le regole di quarantena a cui sono sottoposti i tennisti partecipanti alla prossima edizione dell'Australian Open, Nole Djokovic è stato pesantemente criticato da più parti.

Anche e soprattutto dalle autorità governative. Il campione serbo ha così voluto chiarire la sua posizione in una lunga nota sul suo profilo Instagram. Un modo per fare chiarezza.


Questa la traduzione integrale del suo lungo post

“Australia, alla luce delle recenti critiche nei media e nei social media per la mia lettera a Craig Tiley, direttore degli Australian Open, vorrei chiarificare alcune cose. Le mie buone intenzioni per i miei colleghi giocatori a Melbourne sono state fraintese come egoistiche, difficili e ingrate. Ciò non potrebbe essere più lontano dal vero. Non tutte le azioni sono prese per il loro valore nominale e delle volte, quando vedo le conseguenze delle cose, mi chiedo se sia meglio sedermi e godermi i miei benefici invece di prestare attenzione alle difficoltà di altre persone. Ad ogni modo, ho sempre scelto di fare qualcosa e di agire nonostante le conseguenze e i fraintendimenti.
 


M’importa davvero dei miei colleghi giocatori, e inoltre capisco benissimo come va il mondo. Mi sono guadagnato i miei privilegi lavorando duro, e per questa ragione per me è molto difficile essere un semplice spettatore capendo il valore di tutti gli aiuti, gesti e buone parole ricevuti quando ero piccolo e insignificante nel mondo. Per questo, uso la mia posizione di privilegio per essere utile più che posso, quando e dove necessario.


Ho sempre avuto rapporti molto buoni con Craig, e rispetto e apprezzo tutto lo sforzo che mette nel rendere gli Australian Open qualcosa per cui tornare ogni anno. Nel nostro scambio di mail ho usato un’opportunità per raccogliere potenziali miglioramenti circa la quarantena dei giocatori che si trovavano in lockdown totale a Melbourne.


Ci sono stati alcuni suggerimenti e idee che ho raccolto dagli altri giocatori dalla nostra chat di gruppo, e non c’era nessun danno inteso nel tentare e aiutare. Ero cosciente del fatto che le possibilità che qualunque dei nostri suggerimenti fosse ascoltato erano poche, così come la mia richiesta di fare la quarantena col mio team a Melbourne invece di Adelaide è stata respinta prima del nostro viaggio, per via delle strette regole governative. Dal momento che non ho potuto essere con gli altri giocatori a Melbourne, mi sono reso disponibile nel caso ce ne fosse stato bisogno.


Capisco che organizzare un evento sportivo durante una pandemia pone rischi per la salute della comunità locale e per i giocatori stessi. Per questo, vorrei esprimere la mia piena gratitudine a Tennis Australia, al Governo australiano e ai cittadini locali per essere disposti a prendersi questo rischio con noi, per l’amore del gioco e per le molteplici opportunità che porta all’economia del Paese e alla sua gente. Siamo onorati, e faremo del nostro meglio per seguire le linee guida e i protocolli messi in atto. Speriamo che saremo in grado di allenare i nostri corpi ed essere pronti per le sfide mentali e fisiche che abbiamo davanti a noi una volta che la competizione partirà.


Le cose, nei media, hanno avuto un’escalation e c’è stata l’impressione generale che i giocatori, me compreso, siano apparsi ingrati, deboli ed egoisti per via delle loro sensazioni d'infelicità all’interno della quarantena. Sono molto dispiaciuto che si sia arrivati a questo punto perché so quanto sono grati molti di loro. Siamo tutti arrivati in Australia per competere. Non potersi allenare e preparare prima che il torneo parta non è semplice. Nessuno di noi ha realmente messo in dubbio i 14 giorni di quarantena, a dispetto di quanto è stato detto dai media. Non vedo davvero l’ora di giocare di fronte alla gente e di unirmi alla frenesia del tennis e all’energia della città che mi ha sempre portato verso tante vittorie. Non vedo inoltre l’ora di vedere i miei colleghi giocatori tutti insieme a Melbourne. Sono commosso dai numerosi messaggi di gratitudine e affetto che ho ricevuto in questi ultimi giorni”.

 

 

 

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