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Basket, finale scudetto 2021 Virtus-Milano: le pagelle di gara 3 Alessandro Pajola - Credit: Davide Di Lalla / IPA / Fotogramma
BASKET LBA SERIE A FINALE SCUDETTO 2021 10 giugno 2021

Basket, finale scudetto 2021 Virtus-Milano: le pagelle di gara 3

di Simone Colombo

Weems domina, Teodosic fa l'asso mentre per l'Olimpia in generale è notte fonda

La Virtus Bologna, con il successo in gara 3 di finale, si avvicina sempre più allo scudetto 2021, contro un’Olimpia Milano demolita nel quarto periodo dell’atto andato in scena alla Segafredo Arena con i felsinei ad imporsi 76-58 portandosi sul 3-0 nella serie al meglio delle sette partite.

Inutile il turnover tra stranieri adottato da Ettore Messina per la prima trasferta emiliana, mentre Kyle Weems dopo essere stato leader silente nei primi due episodi è letteralmente esploso mettendo in croce la difesa meneghina. Venerdì 11 giugno (19) gara 4, sempre a Bologna, con la Virtus che avrà a disposizione il primo match point.

 

Virtus Bologna: 8,5

Belinelli: 6,5

Poco preciso al tiro, riesce comunque a far correre e andare fuori giri le rotazioni difensive milanese, oltre a piazzare un paio di difese da manuale su Datome che non rientrano esattamente tra i pezzi forti del suo repertorio.

 

Pajola: 7

Per una volta, oltre al lavoro nella propria metà campo, aggiunge 10 preziosi punti che permettono alle Vu Nere di scavare il solco decisivo. Determinante, ed è un bene anche per la nazionale.

 

Alibegovic: 6

Partita solida e di pura energia, è abbastanza sicuro di sé e sfrontato per permettersi di piazzarne due sulla faccia di Hines. E non è il meglio di serata. In crescita.

 

Markovic: 6

Non servono le sue giocate per spaccare il match, quindi si concede il lusso di orchestrare l’attacco senza mai prendersi soluzioni personali. L’esperienza è anche questo, e il serbo ne ha da vendere.

 

Ricci: 6

La tripla che apre le danze sembra il preludio ad un’altra prestazione offensiva rilevante. Poi si spegne offensivamente dedicandosi a rimbalzi e difesa, ovvero le necessità di serata.

 

Hunter: 6

Incide relativamente, anche se non fa mancare garra e intensità. Importante nella serie, anche senza mettere punti a referto o quasi.

 

Weems: 9

Esplode letteralmente dopo due partite comunque ad alto livello con 23 punti, 5 triple, 10 rimbalzi e tante giocate risolutive. Se la Virtus ha in mano 4 match point, lo deve anche al suo esterno statunitense.

 

Teodosic: 8

La finale è terreno di caccia, e lui prosegue nella raccolta delle prede. Spara triple senza senso, regala cioccolatini ai compagni, oltre a difendere egregiamente considerando anche l’attitudine quantomeno relativa a farlo. L’asso serbo è sbarcato a Bologna per questo, e la missione va completata.

 

Gamble: 6,5

Lavora bene a rimbalzo e in difesa, ma anche in attacco punisce le rotazioni pigre dei lombardi sui raddoppi, muovendo puntualmente palla per regalare ai compagni tiri aperti.

 

Abass: 6.5

Ottimo in gara 1, meno nel secondo episodio, si rimette i panni del primo atto e nel quarto conclusivo mette sotto Shields su entrambi i lati del campo oltre ad entrare nel parziale che apre lo strappo decisivo della Virtus.

 

Djordjevic: 8,5

Rischia di far tardi causa traffico in città, ma la partita l’aveva preparata prima e bene. Match a strappi, vero, ma con la Virtus sempre a lanciare la fuga, per poi completarla al quarto tentativo. Meriti molti, pecche poche e scudetto a un passo. E pensare che per 24 ore a metà stagione era stato esonerato…

 

Olimpia Milano 4,5

Punter: 4,5

Forzature tante, buone scelte poche, una folata offensiva delle sue e poi tanta sofferenza, soprattutto in difesa e al tiro dalla lunga.

 

Micov: 5

Entra nei 12 per turnover, parte bene, poi si spegne alla distanza senza cambiare nulla rispetto a quanto visto a Milano nelle prime due partite. Weems è cliente difficile, e si vede.

 

Moraschini: 5

Senza Delaney Messina lo utilizza da play ed è un disastro. Quantomeno riesce a difendere decorosamente su Belinelli, ma resta lontano da standard accettabili.

 

Rodriguez: 4

I contatti subiti lo rendono nervoso, i tiri sbagliati lo mandano in depressione totale. Ma in una serata da spalle al muro spettava soprattutto all’ex MVP di Eurolega (2015) caricarsi la squadra sulle spalle. Con letture rivedibili non ci riesce, e Milano paga pegno.

 

Tarczewski: 5,5

Gettato subito nella mischia, si fa sentire a rimbalzo salvo perdere palloni banali. Poi cala, e Messina lo rimette in panchina preferendogli Biligha. Portarlo nei 12 per usarlo così non ha molto senso, premesso che il lungo statunitense di suo ci mette davvero ben poco.

 

Biligha: 6

Voto identico ai minuti giocati, conferma di poter contribuire in difesa. Ma quello che manca davvero all’Olimpia sono tiri buoni e punti, e per entrambe le cose Messina deve citofonare altrove.

 

Shields: 5.5

La bocca da fuoco di Milano spara a slave, difende male, e a rimbalzo dorme. Lontano parente del giocatore ammirato in Eurolega, è in evidente debito d’ossigeno. E a risentirne è anche la testa.

 

Brooks: 5

Anche senza LeDay i minuti sono pochi, e oltre a sparare una tripla non fa molto per meritarsi di più. Separato in casa, la valigia è pronta e sabato potrebbe già essere caricata in macchina. Direzione? Venezia.

 

Hines: 6

L’orgoglio non manca, e così almeno in difesa riesce a farsi sentire dopo una gara 2 da incubo. I lunghi della Virtus lo mettono comunque sotto, ma almeno in un paio di occasioni mostra perché è da anni tra i migliori in Europa nel ruolo.

 

Datome: 6,5

Come un diesel, ci mette tempo per mettersi in moto ma firma l’ultima rimonta dell’Armani, prima di lasciare il passo alle Vu Nere. 14 punti su 58 totali non sono pochi, ed è l’unico a salvarsi davvero nella trasferta bolognese. Troppo poco.

 

Messina: 5

Senza Delaney, per disperazione prova a cambiare le carte in tavola lasciando fuori anche LeDay. La mossa non paga, ma evidentemente le colpe del tecnico catanese sono da “parametrare”. La squadra è sulle gambe, lui sembra quasi rassegnato, e sotto 3-0 la rimonta andrebbe oltre il miracolo. Djordjevic lo “batte” ancora, senza appello.

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