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Basket, Serie A 2020/2021: i top e i flop della quarta giornata Milos Teodosic - Credit: Michele Nucci / IPA / Fotogramma
BASKET LBA UNIPOLSAI SERIE A 2020-2021 20 ottobre 2020

Basket, Serie A 2020/2021: i top e i flop della quarta giornata

di Federico Bandirali

Promosse a pieni voti per Cremona e Reggio Emilia. Toney Douglas e Teodosic bocciati senza appello

La quarta giornata della LBA UnipolSai Serie A 2020/2021 di basket è stata ricca di spunti, con Cremona a confermarsi contro Varese dopo aver piegato a domicilio la Virtus Bologna e Brindisi capace di issarsi al secondo posto in classifica grazie soprattutto ad un Harrison semplicemente fenomenale.

In mezzo la vittoria di una tenace Unahotels Reggio Emilia sul campo della Segafredo, tradita da Teodosic nel derby emiliano dopo un primo quarto che lasciava intuire altro E, per la "regola dei poli opposti", le prove a dir poco scialbe di Toney Douglas nella sconfitta della Openjobmetis e quella di una Pesaro capace di illudere per poi deludere, con coach Repesa pronto a scaricare sui suoi uomini responsabilità anche sue in una sconfitta segnata dal “tiro al piccione” dai 6,75 (4/33).

 

Top: i promossi

Cremona: dopo la vittoria a sorpresa sul campo della Virtus Bologna grazie alle prodezze di Peppe Poeta e Hommes, la Vanoli si conferma nell’anticipo del sabato battendo senza nemmeno soffrire troppo Varese. Salvata in extremis dai problemi economici che rischiavano di condannarla a ripartire dall’attività di base, la Vanoli pian piano sta scoprendo nuovi protagonisti. Contro la Openjobmetis, oltre a Hommes (17), Fabio Mian (15 e Jarvis Williams (14 e 6 rimbalzi hanno fatto più di quanto lecito aspettarsi.

 

Ma a far la differenza per la truppa di coach Galbiati è stato l’altro Williams. TJ, scoperto dal GM Flavio Portaluppi e capace di dominare per lunghi tratti il match mettendo a referto 17 punti con 9 rimbalzi e 4 assist. La Vanoli è partita per salvarsi, e due vittorie consecutive dopo i tonfi di inizio stagione sono il modo migliore per allontanare lo spettro retrocessione nella stagione 2020/2021.

 

D’Angelo Harrison: la guardia dell’Happy Casa Brindisi si conferma degnissimo erede di Adrian Banks, passato alla Fortitudo, facendo a fette la difesa di Treviso per un’ampia vittoria degli uomini di coach Frank Vitucci. Il tabellino dice 27 con 4 triple, 2 stoppate, 4 assist e altrettanti rimbalzi. Numeri che portano la guardia statunitense a 19,5 punti di media con il 52% da 2 e il  32% dalla lunga. A colpire, poi, la capacità di rendersi pericoloso in più modi, al punto da dominare diventando un rebus irrisolvibile per le difese avversarie. Totale.

 

Reggio Emilia: dopo una partenza shock che avrebbe tramortito chiunque, la truppa di coach Martino dimostra di essere sul pezzo ribaltando completamente il derby emiliano sul campo della Virtus Bologna dal secondo quarto in poi. Difesa, coesione, amalgama e tanta voglia di vincere. Esito? Segafredo fermata a 67 punti segnati (di cui 24 nei primi 10’), Teodosic mandato in tilt al punto di farsi espellere e vittoria inattesa su una delle pretendenti alla vittoria finale della UnipolSai LBA Serie A 2020/2021. Chapeaux.

 

Flop: i bocciati

Toney Douglas: il navigato play di Varese, che dall’alto della sua esperienza in NBA e ad alti livelli dovrebbe essere la “certezza” nel reparto esterni a disposizione di coach Bulleri contro Cremona, evidentemente, ha mandato in campo un sosia. 2 punti in 31’ sul parquet (troppi) con un imbarazzante 0/6 da 3 e un pietoso 1/5 da 2 per un sontuoso -6 di valutazione. Il resto del backcourt varesino, ad onor del vero, si è adeguato al suo standard.

 

Offensivamente incomprensibile, difensivamente inaccettabile. Merito a Cremona, ma la sconfitta nel derby lombardo dà spazio a dubbi sulla Openjobmetis che sembravano essere stati spazzati via dopo le prime due uscite vincenti in LBA. I soli Scola (24+8) e Strautins (18+5), ovviamente, non possono fare pentole e coperchi. E l’esperto Douglas è stato “scelto” proprio per questo motivo. Imbarazzante.

 

Milos Teodosic: da leader a emblema di una Virtus in difficoltà e sconfitta tra le mura amiche da Reggio Emilia dopo il tonfo contro Cremona. Le gesta finali, con tanto di urlacci da primadonna in faccia alla terna arbitrale, servono solo a mascherare una partita no, non la prima. 1 tripla a bersaglio su 8 tentativi, 9 punti totali con un bel -20 di parziale con lui in campo.

 

Nella scorsa stagione il serbo faceva a fette gli avversari, mentre adesso quello “affettato” (e punto nell’orgoglio) sembra lui. Ha tutto per rifarsi, certo, ma se non cambia l’approccio mentale per una Segafredo già in difficoltà di suo le cose si complicano. E non poco.

 

Pesaro: la vittoria sul campo della Reyer aveva portato la truppa di Repesa a meritarsi una giornata al top. Purtroppo per i marchigiani, però, il tentativo di ripetersi è stato imbarazzante. Sconfitta contro Trento, ferma a quota zero in classifica prima del match, e insistenza nel tiro da 3 inspiegabile, visto il modestissimo 4/33.

 

Sparare a salve è la definizione che calza a pennello per la prova balistica della VL, ma se per Repesa quella contro l’Aquila “è stata la peggior partita da quando sono qui”, forse un “mea culpa” ben scandito da parte del navigato coach croato sarebbe stato opportuno. Anche perché, per cambiare lo spartito, spesso basta cambiare gli uomini e non aggrapparsi solo e soltanto al tiro da 3 scaricando poi la colpa sui giocatori. Film già visto altrove, peraltro, che rende ancora meno “belle” le parole di Repesa nel post partita.

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