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Basket, nel 2020-2021 Serie A a 16 squadre: Torino “torna” in A2 - Credit: iStock
BASKET SERIE A 2020-2021 29 giugno 2020

Basket, nel 2020-2021 Serie A a 16 squadre: Torino “torna” in A2

di Federico Bandirali

Cremona e Roma ancora in bilico: si potrebbe scendere a 14

L’assemblea della LegaBasket presieduta da Umberto Gandini, preso atto della rinuncia all’iscrizione al prossimo campionato di Serie A da parte di Pistoia e del successivo “rigetto” degli inviti per salire nella massima categoria da parte di Verona, Napoli, Ravenna, Forlì e Trapani, ha deciso di cambiare nuovamente il format per la prossima stagione.

Torino resterà in A2 e il campionato sarà a 16 squadre (se Cremona e Roma riusciranno a trovare i soldi necessari per l’iscrizione), rivedendo anche la formula della Supercoppa Italiana che avrà una prima fase con 4 gruppi da 4 squadre ciascuno e l’epilogo con le successive Final Four tra le prima classificate di ogni girone.

 

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Questo il comunicato della Lega:

“A seguito dell'emergenza coronavirus che aveva portato all'annullamento del campionato con il blocco di promozioni e retrocessioni avevamo deciso di istruire un format a 18 squadre, assegnando il 18° posto a una squadra di A2, individuata seguendo criteri di oggettività sportiva sulla base di un ranking con 10 voci diverse (solidità patrimoniale, titoli sportivi, impianti, presenza di altre squadre in ambito regionale, collegamenti ecc.). Ci siamo pertanto rivolti a Torino che era largamente al primo posto del ranking. Avendo Torino la stessa proprietà della Dinamo Sassari, volevamo dare tempo utile per cambiare struttura societaria. Il 15 giugno però abbiamo dovuto fare i conti con la richiesta di Pistoia di riposizionamento in A2. Pesaro, invece, ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e ha trovato le risorse per mantenere la categoria. Per Pistoia la situazione era irreversibile e ha dovuto compiere un passo doloroso. Abbiamo deciso di seguire ancora il ranking, dove al secondo posto c'era Verona, che prima ha mostrato un po' di freddezza e poi ha chiesto di estendere il termine fissato dal 22 al 25 giugno per centrare obiettivi di budget. Lo abbiamo concesso, ma purtroppo Verona non ce l'ha fatta e si è chiamata fuori. Abbiamo continuato a seguire il ranking, valutando un'altra serie di squadre, nell'ordine Napoli, Ravenna, Forlì e Trapani, senza però ottenere risposte positive. Udine non è stata ufficialmente contattata perché non aveva una posizione adeguata nel ranking adeguata. Se però Udine avesse i requisiti e la disponibilità economica per salire in serie A valuteremo anche questa opzione, ma mi sembra che abbia messo nero su bianco esattamente il contrario. Per Torino resta inalterata la possibilità di partecipare alla serie A in caso di rinuncia di una delle 16 società".

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Gandini ha poi voluto evidenziare come vi sia stata sostanziale unanimità tra i club di Serie A per procedere in questo modo:

“La delibera è stata fatta in assemblea di Lega con la sola assenza di Virtus Bologna, quindi con il pieno accordo di tutta la Lega compreso quello della struttura proprietaria di Torino presente come Sassari. Stefano Sardara ha mostrato grande rispetto delle istituzioni e senso di responsabilità. A differenza di quanto ho letto e sentito non ci sono state confusione, caos, incertezze ma ho trovato ambiente che ha condiviso problemi e cercato di risolverli con grande unità d'intenti. Abbiamo fatto tutto quello che era giusto fare per tutelare le squadre della Lega Serie A che io rappresento. Di errori possiamo averne commessi, chi non fa non sbaglia”.

Non poteva mancare un accenno alla situazione della Virtus Roma e della Vanoli Cremona, che potrebbero addirittura ridurre a 14 il numero di squadre che parteciperanno alla prossima Serie A:

“Le interlocuzioni con Cremona e Roma sono costanti. Stanno facendo passi per mettersi in sicurezza rientrando nei termini previsti. C'è ancora un mese di tempo e dobbiamo concedere loro il diritto di sfruttarlo fino all'ultimo giorno per provare a mantenere la categoria. La famiglia Toti sta lavorando per un passaggio di proprietà, Cremona chiede un aiuto più massiccio da parte del tessuto imprenditoriale locale. Se una delle due non ce la dovesse fare terremo in considerazione la candidatura di Torino. Se Torino dovesse essere davvero la 16esima partecipante al posto di una tra Cremona e Roma cercheremo di ottenere una deroga per darle tempo di organizzarsi. Se entrambe le squadre (Cremona e Roma) non dovessero iscriversi affronteremo il tema nell'assemblea del 4 agosto. Al momento preferiamo ragionare sugli scenari attuali”

 

Gandini per ora non esclude l'ipotesi di “bloccare” le retrocessioni al termine della prossima stagione: “La prenderemo in considerazione solo in casi eccezionali. Adesso è prematuro parlarne e dobbiamo tenere conto dei regolamenti esistenti. Se la serie A dovesse malauguratamente essere a 14 squadre non credo si possa parlare di perdita di appeal. Lavoreremo per adattare la stagione e renderla comunque attraente”.

 

Con queste premesse, però, sembra più utopia che altro per un mvimento cestistico che si conferma sempre più in salute: pessima.

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