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Il bilancio del mondiale di atletica di Eugene

- Credit: Massimo Stano tra il presidente della Fidal Stefano Mei e il direttore tecnico azzurro Antonio La Torre

parla il presidente Fidal26 luglio 2022

Il bilancio del mondiale di atletica di Eugene

L'Italia chiude con l'oro di Stano e il bronzo di Vallortigara

L'Italia chiude il Mondiale di atletica di Eugene con il settimo posto della staffetta 4x400: Anna Polinari, Ayomide Folorunso, Virginia Troiani e Alice Mangione corrono in 3:26.45, il crono della terza prestazione italiana assoluta di sempre.

 

Mai un quartetto del miglio così in alto ai Mondiali. Due primati del mondo nella giornata conclusiva: lo svedese Armand "Mondo" Duplantis sale nell'asta a 6,21, scavalcando di un centimetro il precedente limite, da lui stesso ottenuto nel marzo di quest'anno al Belgrado; la nigeriana Tobi Amusan stupisce nei 100hs, correndo in semifinale in 12.12 (+0.9), otto centesimi meglio di quanto fatto dalla statunitense Kendra Harrison nel luglio 2016. In finale, ancora un crono stupefacente per la nigeriana, oro in 12.06, tempo però realizzato con vento oltre il limite (+2.5).

 

'Nel complesso, sono soddisfatto oggi, ma lo ero anche ieri sera, prima della vittoria di Stano – commenta il presidente della Fidal Stefano Mei – perché ho visto una squadra compatta, ragazzi che hanno tratto il massimo dalla condizione che avevano'.

 

'Questo Mondiale – prosegue il numero uno dell'atletica italiana – ci dice che la base degli atleti italiani di alto livello si sta allargando: l'emergere di talenti che lo scorso anno erano più indietro è sintomatica di un'età dell'oro che dà questi frutti, anche per l'effetto emulazione di Tokyo'.

 

Nel ricordare le due medaglie vinte (oro Stano, bronzo Vallortigara nell'alto), il confortante numero di finalisti intesi come piazzamenti tra i primi otto (nove) e il rendimento delle punte ('Jacobs voleva fortemente essere qui per onorare la maglia, Gimbo ha sfiorato la medaglia con un'impresa straordinaria, Elena ha fatto qualcosa che era tutt'altro che scontata'), il presidente torna anche a sottolineare in quale contesto ci si muovesse, alla luce di una stagione che prevede Mondiali ed Europei nel giro di un mese.

 

'Non ce la siamo sentita di imporre scelte – le sue parole – abbiamo fatto decidere gli atleti, alcuni hanno preferito doppiare, altri si sono concentrati su Monaco. Il ruolo del presidente è mettere in condizione il settore tecnico di rendere al meglio, e per questo abbiamo investito molto: se i ragazzi vanno bene è merito loro, se vanno male è colpa mia. Io credo che la struttura e gli allenatori personali abbiano lavorato bene, e altri lo potranno dimostrare anche agli Europei: punto a un'edizione migliore di quella di Spalato 1990'.