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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 12:10
Marc Marquez Marc Marquez - Credit: Robert Michael / IPA / Fotogramma
MOTOGP 25 marzo 2020

Coronavirus, Marc Marquez parla dell’isolamento: “Lezione di vita”

di Federico Bandirali

Per lo spagnolo stare in casa è un “atto di responsabilità. Ne usciremo più uniti”

Anche l’otto volte iridato Marc Marquez, come tutti i comuni mortali di mezzo mondo, è in isolamento a causa dell’emergenza causata dalla pandemia da coronavirus (che in Spagna ha proporzioni inaudite: già superato il numero di decessi dell’intera Cina), e come tanti suoi colleghi si apre con la stampa – in questo caso l’emittente Tv Dazn Spagna -  raccontando come sta trascorrendo questo drammatico periodo.

“È dura restare in casa, ma è un atto di responsabilità: questa situazione è una lezione di vita per tutti, ci unirà ancora di più – spiega il fuoriclasse di Cervera -. Speriamo di tornare più o meno alla normalità, la MotoGP è la nostra passione e prima si torna in pista, meglio è. Io ne sto approfittando per recuperare al meglio con la spalla: ha dato più problemi del previsto, ma sta migliorando e i medici mi seguono bene”.

 

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Parlando della stagione 2020, a patto che parta e con l’incognita sul quando (di sicuro non a inizio maggio a Jerez e difficilmente per 19 GP come da programma dopo la cancellazione parziale di quello del Qatar, l’alfiere della Honda ha pochi dubbi. Il rivale più ostico “sarà Fabio Quartararo. Anche a me è capitato di perdere qualche duello per mancanza di esperienza, ma lui sta imparando e quando torneremo a correre sarà uno degli avversari da battere: è veloce, combattivo, non ha ancora colto una vittoria ma ha dato uno ‘scossa’ al torpore della Yamaha”.

 

Venendo alla sua Honda, invece, Marquez non fa mistero che l’inverno e i test siano stati difficili, “ma abbiamo trovato qualcosa da poter sviluppare, anche se ormai la prima gara, quando si farà, avverrà senza veri e propri test: il mio obiettivo resta quello di vincere il mondiale e migliorare come pilota e come persona”.

 

L’ultimo capitolo riguarda l’ex compagno di team Jorge Lorenzo, che prima si è ritirato per far posto al minore dei fratelli Marquez, Alex, in casa HRC, e poi è diventato collaudatore di extra-lusso per il test-team europeo della Yamaha guidato dall’ex capotecnico di Valentino Rossi, Silvano Galbusera: “Si è ritirato perché aveva paura, ma più della moto che del resto: se fa una wild card non ha certo paura del motociclismo come sport”.

 

Come a dire che la Honda è tanto veloce quanto difficile da guidare (cosa ammessa dallo stesso Marquez e dagli altri alfieri del costruttore nipponico nei team satellite in MotoGP, Cal Crutchlow si tutti), e che sulla definitività del ritiro del maiorchino, che ha parlato recentemente di “certezza al 98%”, qualche dubbio evidentemente lo ha. E, invero, non è il solo.

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