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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 10:13
Fabio Quartararo Fabio Quartararo - Credit: Maxime Le Pihif/SIPA / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2020 E COVID-19 26 marzo 2020

Coronavirus, la MotoGP non inizierà a maggio: rinviato il GP di Jerez

di Federico Bandirali

Rinviato il GP di Spagna del 3 maggio, difficile si corra a Le Mans e al Mugello nello stesso mese

Come scontato anche a causa della pesante situazione sanitaria che sta interessando la Spagna, dove la pandemia da coronavirus è evidentemente “fuori controllo”, gli organizzatori del Motomondiale, ovvero Fim, Irta e Dorna, giovedì 26 marzo hanno annunciato il rinvio della tappa d’esordio del mondiale MotoGP, già slitta al 3 maggio a Jerez.

Gli organizzatori “si rammaricano di annunciare il rinvio del GP di Spagna, previsto a Jerez, perché l’attuale epidemia di coronavirus ha obbligato la riprogrammazione dell’evento.

Visto che la situazione rimane in costante evoluzione, una nuova data per il GP di Spagna non potrà essere confermata finché non sarà più chiaro quando sarà possibile organizzare l’evento. Un calendario completo e rivisto verrà pubblicato non appena disponibile”.

 

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Già rinviati il GP di Thailandia, quello di Austin e quello d’Argentina (e parzialmente cancellato quello inaugurale in Qatar), la decisione era come detto nell’aria, e davanti al continuo crescere del numero di persone contagiate nel mondo viene difficile credere che il GP di Francia, in programma il 17 maggio sul circuito di Le Mans, possa essere quello del via alla stagione, al pari di quello d’Italia al Mugello (bisognerà accontentarsi di quello “virtuale” del 29 marzo, per ora) che dovrebbe svolgersi il 31 maggio.

 

Al momento, evidentemente, si naviga a vista, e anche in ragione delle diverse tempistiche con cui il virus sta colpendo i diversi Paese, è tutto sostanzialmente fermo. Esattamente come le moto delle categorie Moto2 e Moto3, scese in pista in Qatar sul circuito di Losail perché già in loco per i test e ora bloccate un apposito magazzino predisposto a Doha, con tutte le strutture per non danneggiare nulla.

 

Quanto è stipato nelle casse, secondo i programmi, dovrebbe “rientrare” in Europa con 5 voli cargo tra il 1° e il 22 aprile, ma anche in questo caso di certezze poche, per non dire nessuna.

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