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EuroLega: lunedì 25 maggio la decisione sulla ripresa della stagione Il CEO di EuroLeague Jordi Bertomeu - Credit: Nicola Marfisi / Fotogramma
BASKET EUROLEGA 2019-2020 23 maggio 2020

EuroLega: lunedì 25 maggio la decisione sulla ripresa della stagione

di Federico Bandirali

Possibile ripartenza il 6 luglio per conludere anche l’EuroCup ma serve l’ok di 11 club, Milano inclusa (e contraria)

Il board di EuroLeague, lunedì 25 maggio, deciderà definitivamente come si concluderà la stagione 2019-2020 sia per quanto concerne l’EuroLEga che l’EuroCup, con Milano ancora teoricamente impegnata nella massima competizione europea, mentre Virtus Bologna e Reyer Venezia sarebbero ipoteticamente in corsa per la vittoria dopo aver staccato il biglietto per i quarti di finale prima che la pandemia da coronavirus imponesse lo stop.

L’indecisione sul da farsi del CEO di EuroLEague Jordi Bertomeu, invero, ha rasentato lo stucchevole, anche perché numerosi campionati nazionali sono stati cancellati e, di conseguenza, la soluzione più semplice sarebbe stata fare altrettanto per diversi motivi.

 

Non sorprende, infatti, che rispetto alla possibilità di ripartire, sebbene EuroLeague abbia già predisposto una sorta di piano per terminare le due competizioni che isolerebbe i club in un'unica sede il 6 luglio - un po’ come dovrebbe fare l’Nba (presumibilmente a Disney World di Orlando, Florida) poco dopo – aleggi un certo pessimismo, e tra i giocatori che dopo mesi di inattività non premono certo per tornare a calcare i parquet, e perché l’emergenza sanitaria non presenta le stesse situazioni in tutti i Paesi delle squadre coinvolte (16 in EuroLega, 8 in EuroCup).

 

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Decisivo il parere dei club con licenza pluriennale

L’ennesima riunione del board direttivo, ad ogni modo, metterà la parola fine in un senso o nell’altro alla situazione “sospesa” da due mesi a questa parte, e per fare in modo che si torni davvero in campo serve il parere favorevole dei club.

 

Che, invece, sono divisi, sebbene non spetti a tutti esprimere il proprio parere ma solo agli undici club di EuroLega con licenza pluriennale, quindi Milano, Barcellona, Real Madrid, Vitoria, le due greche Olympiacos e Panathinaikos, lo Zalgiris Kaunas, il Maccabi Tel Aviv e le due compagini di Istanbul, Fenerbahçe e Maccabi.

 

Undici squadre che, evidentemente, decideranno anche per i restanti 7 club che disputano l’EuroLega e per tutti quelli ancora in lizza per l’EuroCup (8). L’Olimpia Milano ha già reso noto in modo ufficioso di essere per il no alla ripresa, quindi per ripartire sarà necessario l’ok di 6 delle altre 10 squadre coinvolte nella votazione.

 

Probabile la conclusione anticipata della stagione

Il piano che Bertomeu ha sottoposto in anteprima ai club, almeno in parte, è stato valutato con favore da molti staff dirigenziali, ma i giocatori sono del parere opposto. Senza contare le difficoltà logistiche per i tanti stranieri che hanno fatto ritorno negli Usa, con molti non intenzionati a tornare in Europa visto che, normalmente, i contratti scadono il 30 giugno.

 

Problema a cui si aggiunge, per club spagnoli e per il Maccabi Tel Aviv, il dover scegliere, nel caso, se partecipare alle coppe o ai campionati nazionali, con la scomparsa a causa del Covid-19 di Roman Abzhelilov, medico sociale del Cska Mosca, che ha turbato e non poco tutto il movimento cestistico.

 

Come si ripartirebbe: il format

Dando per scontato che i club dovranno, in caso di ripresa, richiamare i giocatori alla base, la prima data utile per far tornare a suonare l’inno ufficiale dell’EuroLega è a luglio. Prima, infatti, ci sarebbe una sorta di “finestra” di 5/6 settimane per farlo, far “scontare” a tutti la quarantena dove necessaria, e poi riprendere con la preparazione atletica, iniziando a giocare il 6 luglio.

 

Il piano di Bartomeu, logicamente, prevede che si giochi a porte chiuse e con ritmi a dir poco serrati. Entro il 19, quindi 13 giorni, si dovrebbero disputare i restanti sei turni della stagione regolare di EuroLega, per un totale di 54 match: 3 partite a settimana circa.

 

Dal 20 al 26 luglio, poi, si procederebbe con una formula rivista, ovvero una Final Eight senza sfide al meglio delle 5 partite ai quarti, concludendo così il tutto con 7 partite “secche”.

Formato identico a quello pensato per l’EuroCup che si chiuderebbe con finali a 8 su gara singola, anche se in questo caso sulle date non sono ancora filtrate indiscrezioni. In ultimo, ovviamente, bisognerà eventualmente decidere la sede unica in cui isolarsi e giocare.

 

Le possibili sedi: Belgrado “favorita”

Atene, Salonicco, Colonia, Vilnius e Kaunas e Lubiana sono tra le candidate, ma la scelta pare sia già caduta su Belgrado, che ha diversi palasport, mentre le escluse potrebbero ospitare le Final Eight di EuroCup come “consolazione”.

 

Ma, giova ribadirlo, le sensazioni sono tutt’altro che positive, e situazioni come quella di Malcolm Delaney che ha già chiuso il contratto con il Barcellona oltre al parere negativo dei giocatori e di alcuni club fanno pendere l’ago della bilancia per il no.

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