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I Los Angeles Lakers sono campioni NBA 2020 LeBron James - Credit: Robert Hanashiro / IPA / Fotogramma
BASKET NBA FINALS 2020 12 ottobre 2020

I Los Angeles Lakers sono campioni NBA 2020

di Federico Bandirali

Heat demoliti nel 2° quarto. LeBron James MVP delle Finals, memoria di Bryant onorata

I Los Angeles Lakers sono campioni NBA 2020 dopo aver battuto i Miami Heat in Gara 6 delle Finals 2020 sul parquet della AdvenHealth Arena all’interno del Disney World Resort di Orlando (Florida) - dove è ripartita la stagione isolandosi in una bolla anti-coronavirus – chiudendo la serie finale 4-2.

Vittoria meritata per i gialloviola, che vincono il 17° anello della loro storia (divisi tra Minneapolis e “la città degli angeli”, dove la franchigia si è trasferita nel 1961) a 10 anni dall’ultimo vinto nel 2010 con Kobe Bryant e Gasol in campo contro gli storici rivali dei Boston Celtics grazie all’83-79 in Gara 7.

 

E proprio nell’anno aperto dalla tragica scomparsa del “Black Mamba” a causa di un incidente in elicottero lo scorso 26 gennaio assieme alla 13nnefiglia Gianna e ad altre 7 persone. LeBron James aveva promesso a sé stesso e al popolo gialloviola questo successo per onorare la memoria dell’ex leggenda dei Lakers.

 

Il "prescelto" era entrato nella “bolla” con una missione portata a termine come protagonista principale e Anthony Davis quale supporto extra-lusso conquistando il suo 4° anello in carriera (su 10 Finals giocate), dopo i due messi al dito con gli stessi Miami Heat (2012 e 2013) e quello indossando la canotta dei “suoi” Cleveland Cavs nel 2016.

 

In Gara 6, complici anche le poche energie fisiche e mentali di Miami, gli uomini di coach Vogel hanno avuto vita abbastanza facile, trascinati dal duo LeBron-Davis con Rajon Rondo a “spaccare” la partita definitivamente nel secondo quarto nonostante il rientro, dettato più dalla disperazione che da un reale recupero fisico dall’infortunio, di Goran Dragic per coach Spoelstra.

 

Partita che, come detto, si è decisa nella prima metà, con i Lakers avanti di 8 alla prima sirena (28-20) e, grazie anche al 6/6 dal campo di un ispirato Rondo in uscita dalla panchina nel secondo, capaci di assestare il colpo del definitivo k.o con un eloquente parziale nel periodo di 36-16 per il +24 alla pausa lunga trascinati, ovviamente, dal “Prescelto” e da un Anthony Davis sontuoso su entrambi i lati del campo.

 

E, se mai ci fossero state velleità di rientro degli Heat, l’inizio di terzo quarto è servito a L.A per volare sul +32 e cominciare anzitempo i festeggiamenti per il titolo NBA 2020, spazzando via una Miami “spenta” e costretta da una serie di fattori a giocare una pallacanestro “statica”, pagando anche un’inconsueta imprecisione ai liberi a certificare la totale assenza di energie mentali della franchigia della Florida, con risultato (106-93) che non riflette il dominio dei Californiani in Gara 6.

 

 

Lunedì 12 ottobre: risultato Gara 6 Finals NBA 2020

Los Angeles Lakers – Miami Heat 106-93

i Lakers vincono la serie 4-2 e sono campione NBA 2020

Si parte con Spoelstra che recupera Goran Dragic, infortunatosi in Gara 1 e in panchina alla palla a due, con Vogel che abbassa il suo quintetto dando spazio ad Alex Caruso al posto di Dwight Howard. L’avvio di match scorre sul filo dell’equilibrio. Miami ha un Duncan Robinson in versione cecchino mentre LeBron, stranamente, spadroneggia in ogni aspetto del gioco.

 

Los Angeles allunga fino ad avere sei lunghezze di vantaggio - dopo essere stata avanti dalla palla a due - grazie a un parziale di 8-3 che suggerisce a Spoelstra di gettare Dragic nella mischia. La mossa sembra pagare, ma James scuote immediatamente i suoi con un gioco da tre punti, e il primo quarto va in archivio sul 28-20 L.A.

 

Dopo la pausa L.A non si ferma, difende in modo sublime e affonda come il burro nella difesa di Miami, sia in contropiede che a difesa schierata, con Rondo che ne mette 13 senza errori dal campo in uscita dalla panchina spaccando in due la partita, Caldwell-Pope è in serata con 15 a referto, LeBron già vicino alla doppia doppia (11 con 9 rimbalzi e 6 assist) e Davis (15) domina nel verniciato su ambo i lati del campo.

 

Miami non riesce ad attaccare, Adebayo sembra pagare ancora pegno per l’infortunio alla spalla mentre Tyler Herro è la versione peggiore della matricola da meraviglia ammirata in questa postseason. Agli Heat non bastano gli 8 (con 5 rimbalzi) di Jimmy Butler . che sveste i panni da Superman -, in totale e ne mettono solo 16 subendone 36 con percentuali dal campo e dalla lunetta oscene, consegnano di fatto il Larry O’Brien Trophy nelle mani dei gialloviola già alla pausa lunga sul 64-36

 

Vero che gli Heat hanno mostrato più volte di avere sette vite come i gatti, quindi prima di mettere la parola fine e dare il via al garbage time pare doveroso dare credito ad una reazione d’orgoglio degli Heat. Che non c’è, perché Los Angeles vola sul +32 e manda i titoli di coda con larghissimo anticipo.

 

Il terzo quarto, dopo la dimostrazione di forza Lakers, vede gli Heat limitare quantomeno i danni e si entra nei 12’ conclusivi in un clima di festa con L.A avanti di 29 (87-58) e ampio spazio per i “panchinari”.

 

Miami quantomeno tira fuori l’orgoglio mostrato in tutti i playoff 2020 e contiene il passivo fino al 106-93 finale dopo che Vogel manda in campo le terze linee, con tanto di una bomba da metà campo di Dwight Howard, al primo titolo NBA dopo averne perso uno con la canotta di Orlando proprio contro i gialloviola nel 2009. Ironia della sorte averlo vinto in Florida, ma con la canotta gialloviola per l'ex Superman delle schiacciate.

 

Le Bron James MVP delle Finals 2020, è la quarta volta

I gialloviola onora così la memoria di Bryant anche se non può condividere gioia e commozione con la “Lakers Nation”, ma la tripla doppia di LeBron (28, 14 rimbalzi e 19 assist) vale al prescelto il titolo di MVP delle Finals 2020 (il quarto personale), facendone l'unico giocatore ad aver vinto l’anello con tre squadre diverse nella storia.

 

“Per me significa tanto rappresentare questa squadra. Avevo promesso che l’avrei riportata al posto che mritava. È una sensazione indefinibile,.abbiamo vinto il rispetto della 'Lakers Nation' con questo titolo”, le parole a caldo di King James.

 

Il primo anello per Anthony Davis

Davis vince il primo anello da protagonista (18+15) in tutte la cavalcata di questi strani, mentre Rondo dopo il titolo del 2008 con la canotta dei Celtics torna a vincere da protagonista (19) e Danny Green (11) emula James vincendo il secondo anello consecutivo dopo quello del 2019 con i Toronto Raptors, arrivando a 3 se si aggiunge quello messo al dito con la maglia degli Spurs nel 2014.

 

15 per Caldwell-Pope, protagonista nella fase decisiva di Gara 6 e in generale nella cavalcata verso l’anello, con difese a tratti epiche che non hanno certo fatto rimpiangere Avery Bradley, assente dopo aver deciso di non isolarsi nella “bolla”.

 

Heat: più di così era impossibile, onore agli sconfitti

Miami chiude comunque una postseason entusiasmante con la consapevolezza di aver dato tutto ed essere andati oltre ogni aspettativa. Adebayo termina la stagione della consacrazione con 21 punti a referto (tutti a buoi scappati) e 11 rimbalzi, Butler e Crowder finiscono mettendone 12 a testa, mentre Duncan Robinson conclude con 10 dopo l’avvio promettente, e Herro (7) non arriva alla doppia cifra per la prima volta in questi playoff, martoriari, condizionati  e resi forse ancor più spettacolari dalla maledetta pandemia.

 

Una vittoria nella memoria del "Mamba"

Los Angeles può giustamente festeggiare la vittoria del campionato NBA 2020, il 17° anello nella storia della franchigia nell’anno della tragica scomparsa di Kobe Bryant. Con le scontate ma toccanti dediche al “Black Mamba” nel post-partita prima dei “goffi” festeggiamenti finale che riflettono una stagione particolare, culminata con dei playoff particolari ma sicuramente non avari di spettacolo.

 

Quale futuro per la stagione 2021?

Ora non resta che capire (o sapere) quando comincerà la stagione 2020/2021, ma al momento date non ce ne sono e molte cose sono da definire. L’unica certezza: per tutti sarà una postseason lunga e segnata dall’incertezza.

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