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David Stern David Stern - Credit: Account Facebook ufficiale NBA
BASKET 2 gennaio 2020

Chi era David Stern, il commissioner che rese l’NBA “globale”

di Federico Bandirali

È morto a 77 anni l'uomo che guidò la lega di basket Usa dal 1984 al 2014

L’NBA inizia il 2020 con una bruttissima notizia: mercoledì 1 gennaio, infatti, è morto David Stern, ex commissioner (Presidente) della lega di basket professionistico del Nord America.

 

 

Stern, 77 anni e una laurea in legge, era stato colpito da emorragia cerebrale lo scorso 12 dicembre, senza più riprendersi.

Ad annunciare il lutto è stato Adam Silver, suo ex delfino e braccio destro e attuale “capo” della NBA succedendo proprio al suo “mentore”. L’ex avvocato con i suoi 30 anni alla guida della National Basketball Association (1984-2014), oltre ad essere il Commissioner più longevo di qualsiasi lega professionistica sportiva americana, è considerato universalmente l’uomo che ha reso globale l’NBA.

 

Il suo ruolo, ifatti, è stato vitale nell’espansione dell’NBA, presa in mano con un bilancio in rosso (e non è un caso che tante stelle statunitensi negli anni ’80 vennero a “monetizzare” in Europa e in Italia) e 23 squadre partecipanti. Per rendere l’idea del lavoro svolto, quando ha lasciato nel 2014 il basket a stelle e strisce aveva portato a cinque miliardi di dollari il giro d’affari attorno alle Lega (30 volte di più rispetto a quando si insediò), con 30 franchigie partecipanti.

 

Un dato su tutti rende bene l’idea del suo operato: nel 1984 i diritti televisivi dell’NBA valevano circa 22 milioni di dollari; nel 2014 la cifra era salita a 930 milioni (con 200 Paesi a trasmetterle e commentate in 49 lingue). Inoltre, il valore complessivo delle squadre era passato da circa 400 milioni a 19 miliardi di dollari. Se si pensa che nel 1984 l’NBA era di gran lunga meno seguita del campionato di football americano (NFL) e di quello di baseball (MLB), quella di Stern fu una vera e propria impresa.

 

Artefice di un’operazione di marketing a dir poco “visionaria”, oltre a ridare lustro al prodotto NBA, logorato da scandali di droga, assieme all'ex segretario generale della FIBA (Federazione Internazionale), Boris Stankovic, è stato anche promotore della partecipazione dei professionisti a stelle strisce alle competizioni internazionali. Prime tra tutte le Olimpiadi di Barcellona 1992 con il famoso “Dream  Team” composto da Magic Johnson, Michael Jordan, Larry Bird che le dominò senza particolari problemi.   


 

La Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) ha pubblicato una nota sul proprio sito nella quale si legge: “A titolo personale e a nome della Federazione Italiana Pallacanestro, il presidente FIP Giovanni Petrucci esprime il proprio sincero cordoglio e la vicinanza del nostro movimento alla moglie Dianne, alla famiglia Stern e alla NBA”.

 

“Per 22 anni, ho avuto la possibilità di guardarlo in azione - ha commentato l’attuale Commissioner Adam Silver (che prese il suo posto il 1° febbraio 2014) -, è stato un mentore e uno dei miei più cari amici. David ha cominciato nel 1984 con la Lega a un bivio. Nei 30 anni come commissioner ha fatto sviluppare l’NBA a livello globale. Ha rilanciato media e marketing, risorse digitali e grandi programmi di sviluppo sociale che hanno portato l'NBA ad essere conosciuta in ogni parte del mondo".

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