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MotoE, Ducati vuole 'dare paga' alla Moto3: ecco come

Jordi Torres impegnato nel Mondiale MotoE- Credit: Cordon Press / IPA / Fotogramma

MOTOMONDIALE 202302 luglio 2022

MotoE, Ducati vuole 'dare paga' alla Moto3: ecco come

di Samuele Ghidini

Fornitore unico del campionato per moto elettriche dal 2023, a Borgo Panigale gli obiettivi sono già importanti. E in futuro…

 

 

 

 

 

 

 

 

Al momento, tra la MotoE e la Moto3 sui circuiti del motomondiale la differenza cronometrica sul giro secco si aggira attorno ai due secondi, con qualche eccezione su alcune piste. Il ritardo delle moto elettriche, principalmente, è dovuto al peso maggiore delle stesse, oltre al fatto che si tratta di prototipi da poco in pista e che, per ora, non hanno avuto modo di sviluppare al meglio la tecnologia di alimentazione dovendo fronteggiare innanzitutto la 'taglia forte'  delle batterie e della poca durevolezza dell'energia contenuta nelle stesse.

 

Nel 2023, Ducati entrerà come fornitore unico nella MotoE, pronta a raccogliere una sfida nuova e proiettata al futuro della mobilità, anche su strada sebbene difficilmente entro il 2030 come previsto dai piani dei Paesi occidentali.

 

Poco cambia, perché a Borgo Panigale ultimamente le sfide vengono raccolte e superate sempre o quasi, con la GP21 ancora molto competitiva (a dir poco) e la GP22 ancor più della versione dello scorso anno in MotoGP, dove però manca la continuità dei risultati dei piloti.

 

E per la MotoE, la sfida è ancora più allettante, con lo storico collaudatore delle Desmosedici Michele Pirro che da diversi mesi lavora con tecnici e ingegneri per preparare una moto il più possibile simile a quelle a motore tradizionale in termini di performance e, quindi, velocità.

 

Al momento, ovviamente, comparare la MotoGP con la MotoE è un'esagerazione, ma se il riferimento sono le meno potenti Moto3 – anche per le dimensioni ridotte – il discorso cambia, con Ducati che per voce del responsabile del reparto corse Gigi Dall'Igna in un'intervista concessa a Speedweek ha chiarito gli obiettivi parlando anche della strettissima collaborazione tra ingegneri di Audi, che in Germania sono stati spostati sui progetti di moto elettriche.

 

“Parliamo sempre con il Gruppo Audi per garantire la migliore tecnologia possibile per le nostre moto. La cosa più difficile di questo progetto – spiega Dall'Igna - è il dover costruire una moto molto pesante. Non è l'obiettivo che ci si prefigge solitamente quando si sviluppano mezzi da corsa, ma penso che abbiamo trovato un buon equilibrio in questo progetto nel suo insieme".

 

Il numero uno del reparto corse di Borgo Panigale ha poi svelato, senza nascondere la propria soddisfazione, quanto già fatto: 'Sono estremamente contento dei risultati che abbiamo raggiunto finora. Il peso sarà di poco superiore ai 200 kg e battere i tempi delle Moto3 è un obiettivo alla nostra. Con la tecnologia attuale, è impossibile pensare di sostituire la MotoGP con una propulsione puramente elettrica e, a dire il vero, non è nemmeno questa la nostra intenzione'.

 

Anche perché prima di arrivare a costruire stradali con performance simili alla classe regina è utopia allo stato attuale, mentre provare ad arrivare quantomeno al livello delle Superbike e delle Moto2 una volta raggiunto il primo step è decisamente più realistico e alla portata di Ducati. In attesa che le batterie cambino, perché altrimenti pensare di alleggerire le moto risulta impossibile come lo sarebbe arrivare ai tempi della 'classe di mezzo' del Motomondiale o delle derivate di serie.