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MotoGP 2020: Oliveira ha vinto il GP di Stiria, Dovizioso 5° Miguel Oliveira - Credit: Hasan Bratic/SIPA / IPA / Fotogramma
SPORT 23 agosto 2020

MotoGP 2020: Oliveira ha vinto il GP di Stiria, Dovizioso 5°

di Federico Bandirali

L'incidente di Viñales: con i freni rotti si lancia dalla moto a 200 km/h

 

Miguel Oliveira ha vinto il GP di Stiria nella MotoGP al termine di una gara strana e anomala, segnata come il GP d’Austria di domenica 16 agosto da una bandiera rossa e da un grande spavento, con Maverick Vinales a lanciarsi giù dalla Yamaha rimasta letteralmente senza freni, evitando una tragedia con la M1 a schiantarsi contro le barriere e in cenere ma lo spagnolo “salvo”.

La prima parte di gara stava regalando un facile successo a Joan Mir, bravo a tener testa a Espargaro e Miller in avvio per poi prendere il comando delle operazioni e andare in fuga per la vittoria con la sua Suzuki Fuga fermata solo dalla bandiera rossa.

 

Vinales “senza freni”: bandiera rossa

Nel corso del 17° giro Maverick Vinales, da diverse tornate in difficoltà con la sua Yamaha, arriva alla staccata in curva 1 dopo la retta del traguardo con i freni della M1 che non funzionano.

Lo spagnolo, dopo aver provato in qualche modo a restare in sella, si getta letteralmente giù a 200 chilometri all’ora dalla moto, che finisce la sua corsa contro gli air-fence finendo in cenere. Immediata la bandiera rossa.

 

Grande lucidità di Finale, ma ennesima tragedia sfiorata sul circuito dello Spielberg dopo il tremendo incidente tra Zarco e Morbidelli nel GP d’Austria, con lo stesso Vinales e, soprattutto, Rossi, a rischiare grossissimo mentre in curva 3 arrivavano come proiettili impazziti la Ducati Avintia del francese e la Yamaha del team Petronas del “Morbido”.

 

La seconda gara “sprint”: la prima vittoria in MotoGP di Miguel Oliveira

Si riparte con 12 giri da disputare e tutto da decidere una volta azzerati i distacchi. Rins, che già pregustava la vittoria, scatta malino al via e si ritrova davanti sia Jack Miller con la Ducati Pramac che Pol Espargaro con la KTM.

 

Alle loro spalle la KTM di Miguel Oliveira, con Brad Binder che sbaglia in curva 3 e dice addio ai sogni di gloria, mentre Dovizioso e Rins si danno battaglia con lo spagnolo della Suzuki che alla fine riesce ad avere la meglio sul Dovi.

 

Espargaro intanto, lasciato sfogare il ducatista, prende il comando delle operazioni con un sorpasso di motore nella retta conclusiva e resta al comando fino all’ultimo giro. Miller effettua un sorpasso clamoroso, l’iberico restituisce la cortesia alla penultima curva.

 

L’australiano della Ducati Pramac non ci sta e si gioca il tutto per tutto all’ultima curva. Entrambi finiscono larghi e ne approfitta Miguel Oliveira con la KTM del team Tech3: primo successo in carriera per il portoghese nella classe regina in una gara strana ma entusiasmante, con Miller e Pol Espargaro a completare il podio.

 

Quarta piazza per Rins, mentre Dovizioso chiude quinto e non effettua il sorpasso nel mondiale avvicinandosi comunque molto a Fabio Quartararo, 13° e in difficoltà sul tracciato austriaco ma primo con 70 punti (+3 sul “Dovi” con Miller terzo a 14 punti dal francese della Yamaha Petronas.

 

Sesto Alex Rins, con la Honda (team LCR) di Nakagami in settima posizione e Brad Binder in ottava davanti a Valentino Rossi, primo dei piloti Yamaha in una giornata “nera” per il costruttore di Iwata, alle prese con problemi di affidabilità e con il peggior motore del lotto nonostante sia in testa a tutte le classifiche iridate.

 

A chiudere la top ten Iker Lecuona con l’ultima delle KTM, davanti alla Ducati di Danilo Petrucci e all’Aprilia di Aleix Espargaro, con Morbidelli 16° e ultimo dei piloti Yamaha a precedere la Honda HRC di Alex Marquez

 

Moto2, la beffa per Martin e il primo successo di Bezzecchi

Dopo il successo di Vietti in Moto3. l’Italia fa la "voce grossa" anche in Moto2 con Marco Bezzecchi a regalare al team VR46 (di Valentino Rossi, come desumibile dal nome) la vittoria. La prima in carriera per il “Bez”, che lo ha scoperto ben dopo aver tagliato il traguardo in seconda posizione alle spalle di Martin, uscito largo e fuori dai limiti della pista all’ultima curva e quindi (dopo il richiamo nel GP d’Austria per lo stesso motivo) retrocesso in seconda posizione.

 

Scattato al comando, Martin ha sempre mantenuto la testa della corsa resistendo all’assalto di Marco Bezzecchi nel finale, dopo che il centauro del Team VR46 aveva messo in scena una progressione impressionante da metà gara in poi risalendo posizioni per poi arrivare sul traguardo a 30 millesimi dallo spagnolo. Beffato dalla direzione corsa dopo aver “pizzicato” il verde.

 

Terzo gradino del podio per Remy Gardner, con la KTM del giapponese Nagashima e lo svizzero Thomas Luthi a chiudere la top 5. Settima piazza per il compagno di team del “Bez”, Luca Marini, preceduto al traguardo anche da Xavier Verge. Il fratellino di Valentino Rossi, ad ogni modo, mantiene la testa del mondiale.

 

Nei 10 anche Dixon, Garzo ed Enea Bastianini, con Schrotter 11° seguito da Joe Roberts e da 3 italiani, tutti a punti ma con ritardi superiori ai 15” dal vincitore: Bulega, 13°, precede Stefano Manzi e Andrea Baldassarri. Bandiera nera per Sam Lowes dopo il contatto nel 3° giro che è costato la gara anche a Chantra e Navarro, con Canet partito bene ma scivolato nel corso della seconda tornata.

 

Nella classifica iridata Marini (87) conserva 8 punti di vantaggio sulla coppia Martin-Bastianini, con Nagashima a quota 68 davanti a Bezzecchi (65) e Sam Lowes (59).

 

Evidentemente soddisfatto Bezzecchi: “Ho notato che (Martin) era passato sul verde e mi sono detto ‘chissà’, poi al parco chiuso mi hanno detto che ero primo: gioia indescrivibile. Ho pianto e non trovo le parole: posso solo ringraziare la famiglia, il team e Valentino (Rossi) per questo successo”.

 

Moto3, la prima vittoria di Celestino Vietti su Arbolino e Ogura

Celestino Vietti, dopo tante buone prestazioni, prende letteralmente il volo nel GP di Stiria delle Moto3. L’azzurro del Team VR46, infatti, si impone sul circuito dello Spielberg al termine di una gara “cuore e cervello”, con tanti giri nelle retrovie per poi prendere la scia di Arbolino e bruciarlo prima della bandiera a scacchi al termine di una sfida entusiasmante.

 

Terzo gradino del podio per il giapponese Ogura, con Rodrigo 4° a precedere il leader del mondiale Albert Arenas. Solita bagarre sin dalla luce verde, con sorpassi e controsorpassi in un gruppone che procede in fila indiana. A cinque tornate dalla fine, Oncu perde la moto in staccata e centra in pieno il compagno di team Sasaki: il turco finisce al centro medico ma non desta preoccupazioni.

 

Nei 2 giri conclusivi lotta serrata tra Vietti e Arbolino, con il primo a prendere il largo resistendo anche all’attacco alla penultima curva di Arbolino (McPhee nel frattempo finisce per le terre) per cogliere il primo successo in carriera.

 

Che non lo lascia certo indifferente una volta arrivato nel paddock per la premiazione. “Recuperare non è stato facile, ma negli ultimi giri ho cercato di portarmi davanti e con Tony, che staccava forte, non è stato facile: è il giorno migliore della mia vita, ringrazio famiglia e squadra” ha commentato un emozionatissimo Vietti.

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