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MotoGP 2020: le pagelle del GP di Catalogna al Montmeló Joan Mir - Credit: Cordon Press / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 28 settembre 2020

MotoGP 2020: le pagelle del GP di Catalogna al Montmeló

di Federico Bandirali

Voti alti per Quartararo e Mir. Bocciati senza appello Rossi, Vinales e Dovizioso

Il GP di Catalogna sul circuito del Montmeló (Barcellona), è andato in archivio con la vittoria di Fabio Quartararo, tornato in testa al mondiale con la yamaha del team Petronas, e con l’ennesimo piazzamento di Joan Mir, ormai abituè delle rimonte da metà gara in poi con la Suzuki.  Non male Rins e Morbidelli, con Bagnaia ottimo in gara dopo qualifiche pessime e Morbidelli ancora nel lotto dei migliori Giù dal podio e bocciati senza appello, invece, sia Valentino Rossi che Maverick Vinales per motivi diversi, mentre Dovizioso si evita l’ennesima stroncatura solo per una caduta figlia di errori altrui.

 

Le pagelle del GP di Catalogna 2020 al Montmeló

 

Fabio Quartararo: 10

Dopo i fasti di Jerez, con doppietta nei due GP d’esordio della stagione 2020 in terra iberica, il francesino della Yamaha Petronas torna in Spagna per il GP di Catalogna al Montmeló (Barcellona) ed estrae dal cilindro una prestazione quasi impeccabile, conquistando la terza vittoria su tre uscite spagnole.

 

Partenza buona ma non eccelsa dalla seconda casella, sorpassi in rapida successione su Rossi e Morbidelli per prendere il comando delle operazioni, poi una gara “pulita” e senza sbavature che gli ha permesso di gestire anche il crollo della gomma posteriore nel finale, non lasciando spazio alla rimonta delle Suzuki di Mir e Rins.

 

L’italo-francese si riprende la testa del mondiale, e visto che in Spagna ci saranno altri 4 GP (due ad Aragon e due a Valencia) dei 6 rimanenti, per gli avversari è tempo di tremare.

Concentrato.

 

Joan Mir: 9,5

Lo spagnolo della Suzuki ormai non è più una sorpresa, anzi. Dopo aver iniziato a salire sul podio con rimonte eclatanti, Mir si è ripetuto anche in Catalogna. Qualifiche rivedibili, partenza bruciante dall’ottava casella per salire in quinta posizione, poi con la consapevolezza che il suo stile di guida e la moto gli consentono di preservare gli pneumatici, ha atteso pazientemente che gli avversari andassero in sofferenza restando in scia alla Ducati Pramac di Miller.

 

Scelta azzeccata, con Mir a sfruttare il crollo delle gomme dei rivali per risalire fino alla seconda posizione, che è anche l’attuale piazzamento nella classifica iridata. E se la gara fosse durata un giro in più, per l’ormai certezza della Suzuki sarebbe arrivata anche la prima vittoria in carriera nella classe regina con tanto di leadership nella graduatoria iridata. Certezza.

 

Alex Rins: 7,5

Il terzo posto finale, con una gara sostanzialmente identica a quella del compagno di squadra Mir, è un buon piazzamento, Ottimo se si considera il 13° posto nella griglia di partenza e i problemi alla spalla che lo tormentano dal primo GP stagionale. Il punto è che la prima guida della Suzuki a inizio anno era lui, mentre ora i ruoli si sono invertiti.

 

48 punti da recuperare su Quartararo sono davvero tanti, ma se troverà continuità senza soffrire psicologicamente Mir, nei sei GP rimanenti potrà sicuramente fare bene. Quanto, dipende anche da lui. Resurrezione?

 

Franco Morbidelli: 7

Dopo una Qualifica da antologia, parte bene dalla pole e prova subito a lanciarsi in fuga. Rossi, però, si attacca al codone del “Morbido”, suo compagno di team in Petronas dalla prossima stagione, e non lo molla.

 

Subito il sorpasso da Quartararo, con il Dottore negli scarichi è indotto all’errore, con un lungo che gli costa la seconda posizione momentanea e diversi secondi. Che, nel finale, sarebbero stati preziosi per contenere la rimonta delle Suzuki, davanti alle quali ha invece dovuto inchinarsi senza opporre resistenza causa gomme ormai alla frutta.

 

Il quarto posto conferma le qualità di Franco, che con 31 punti di ritardo dal compagno nel team Yamaha Petronas è forse l’ultimo dei candidati al titolo. Di sicuro, però, questa è la stagione della sua consacrazione, e il futuro non può che sorridergli. E pensare che negli anni scorsi molti ipotizzavano per lui una carriera in Superbike. Invece. Combattivo.

 

Francesco Bagnaia: 6,5

Pessimo in qualifica, Pecco come al solito si conferma il pilota Ducati più “dolce” sulle gomme. Finisce alle spalle del suo compagno di team Pramac Miller, vero, ma partendo dalla 14esima casella al via era difficile fare di più. La rimonta in gara, smaltita la delusione della caduta a Misano quando era lanciato verso la vittoria, testimonia le doti di Pecco.

 

Che a logica dovrebbe prendere il posto sulla Rossa ufficiale lasciato vacante da Andrea Dovizioso nel 2021. Proprio al fianco di Miller. E se nel suo irresistibile recupero non avesse sbagliato un paio di volte, sarebbe salito sul podio in Catalogna al posto di Rins anziché chiudere con il sesto posto. Tenace.

 

Valentino Rossi: 4,5

Due cadute quasi uguali a Misano nel secondo GP e al Montmeló. Che pesano come macigni. Rinvigorito dall’annuncio ufficiale del passaggio in Petronas nel 2021 con una Yamaha sostanzialmente ufficiale, va forte in qualifica e resta in scia a Quartararo in gara dopo essersi “liberato” di Morbidelli.

 

Poteva essere la seconda occasione per riaprire il discorso iridato in un campionato che lui stesso ha definito “pazzo. Invece, si deve leccare le ferite e dire addio al sogno di vincere il decimo titolo iridato. Peccato davvero, perché in un week end quasi perfetto sembrava avere le carte in regola per superare anche Quartararo pur preservando meglio gli pneumatici del francese. Invece la sua gara è finita nella ghiaia in curva due dopo aver perso, ancora una volta, l’anteriore. Errori inconcepibili per un pilota a dir poco esperto. Sprecone.

 

Maverick Vinales: 2

Prima guida della Yamaha ufficiale, ha stentato in qualifica e ancor di più nella gara “di casa”. L’idea, sua e della Casa di Iwata, è giocarsi il mondiale con la M1 ufficiale. Ma se dopo una gran vittoria come quella di Misano il riscontro è quello del Montmeló viene difficile crederci. Si salva nonostante una partenza pessima dalla quinta casella e raccoglie punti con un nono posto figlio dei demeriti altrui.

 

La moto, però, è la stessa del vincitore e di Rossi e Morbidelli. Il manico, evidentemente, no. Resta al terzo posto nel mondiale con evidenti possibilità di vincere il titolo, ma se non svolta mentalmente sarà davvero dura.  E i segnali sono tutto fuorché incoraggianti. Incostante.

 

Andrea Dovizioso: s.v.

Non valutabile in gara perché caduto per colpe altrui poco dopo una partenza fulminante dalla 17esima casella che lo aveva proiettato in scia a Zarco, sesto al via. Il francese della Ducati Avintia, però, è caduto trascinandosi dietro il Dovi. Che ha perso la leadership nel Mondiale e difficilmente la ritroverà.

 

Con la premessa, doverosa, che tra Libere e Qualifiche era stato il peggiore dei ducatisti, meritandosi un voto in pagella pari a 0. Come i punti raccolti, perché partendo nelle retrovie è molto più facile finire nella bagarre e a terra. Voleva dire addio a Borgo Panigale con un titolo iridato, invece lo farà da incompiuta senza peraltro trovare una sella per il 2021 (salvo sorprese). Deludentissimo.

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