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MotoGP 2020, le pagelle del GP dell’Emilia Romagna a Misano Francesco Bagnaia - Credit: Hasan Bratic/SIPA / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2020 21 settembre 2020

MotoGP 2020, le pagelle del GP dell’Emilia Romagna a Misano

di Federico Bandirali

Italiani a dir poco disastrosi. Vinales promosso per demeriti altrui, ma il migliore e Joan Mir (Suzuki)

Il GP dell’Emilia Romagna, secondo evento del mondiale MotoGP 2020 sul circuito di Misano dopo quello di San Marino vinto da Franco Morbidelli su “Pecco” Bagnaia e Joan Mir, non ha regalato soddisfazioni ai piloti italiani, che per un motivo o per l’altro escono tutti bocciati dalla gara vinta da Maverick Vinales.

Un contrappeso sgradito alle doppiette azzurre in Moto2 (Bastianini su Bezzecchi) e Moto3 (vittoria di Fenati su Vietti) in vista del GP di Spagna, in programma a Barcellona dal 25 al 27 settembre. Mandata in archivio la gara, è comunque tempo di pagelle, e i voti bassi la fanno da padrona.

 

Maverick Vinales: 9

Prima vittoria in stagione e tanta voglia di far sapere che, finalmente, è riuscito a vincere dopo tante gare in cui ha fatto la parte del leone in prova per poi trasformarsi in formica in gara. Il successo a Misano è importante in ottica mondiale, ma la domanda sorge spontanea: se Bagnaia non fosse caduto cosa sarebbe successo? Bravo lui ad eliminarla, visto che la pressione messa sull’italiano della Ducati Pramac è stata causa dell’errore di “Pecco”, ma una rondine non fa primavera e l’iberico è chiamato a confermarsi a Barcellona. Dove difficilmente i rivali finiranno a terra giro dopo giro come nel secondo evento in riva all’Adriatico. Fortunato.

 

Joan Mir: 9,5

Il secondo posto è il giusto coronamento di una gara quasi perfetta. Partito nelle retrovie, lo spagnolo della Suzuki ha trovato il bandolo della matassa strada facendo, con una gran rimonta che, questa volta, non gli ha regalato il gradino più basso del podio. Il compagno di team Alex Rins soffre, lui cresce ed entra di prepotenza nella lotta per il titolo iridato. Nel 2019 nessuno l’averebbe mai detto, ma anche questa volta il team manager Suzuki, Davide Brivio, ci ha visto giusto. Il futuro è dalla sua. E già…

 

Pol Espargaro: 7,5

Sceglie la morbida al posteriore e, dopo aver veleggiato ai piedi del podio per tutta la gara, ci sale per pura coincidenza. Bella la battaglia con Quartararo, che per avere la meglio sullo spagnolo della KTM è uscito due volte “sul verde” beccandosi 3” di penalità al traguardo. Su altri tracciati, con questa moto, può giocarsela con tutti. In attesa di passare in sella alla Honda ufficiale nel 2021. Tenace.

 

Andrea Dovizioso: 6

Bravo nell’eseguire il “compitino” nonostante una gara a dir poco opaca. I limiti della Ducati su certe piste sono evidenti, e si riflettono sul suo stile di guida. Ma, in una gara che poteva costargli cara, esce ancora in testa al mondiale con punti preziosi per errori altrui. A Barcellona, poi, il motore della Desmo potrebbe e dovrebbe dargli qualcosa in più rispetto ai rivali. Calcolatore obbligato.

 

Franco Morbidelli: 6

Paga la brutta prestazione in qualifica vendendo letteralmente falciato dall’Aprilia di Aleix Espargaro nel primo giro. Poi risale complici gli errori altrui e centra un posto nei primi dieci. Ma, dopo aver fatto vedere nel GP di San Marino tutte le sue qualità, esce dal weekend sconfitto, lasciando la sensazione che sarebbe bastato davvero poco per confermarsi nel gruppo di testa. Può e deve fare meglio. Incerto.

 

Fabio Quartararo: 5,5

Il giovane italo-francese del team Petronas, dopo la doppietta nei primi due GP a Jerez, sembra in calando. Evidente l’aumento di pressione su di lui dopo l’infortunio di Marquez, si conferma in calando perdendo anche il podio per una serie di piccoli errori assolutamente evitabili. Eppure, in un mondiale strano, riesce quantomeno a riavvicinarsi a Dovizioso, a cui deve recuperare un solo, misero, punticino. Ma se non tornerà quello di inizio stagione (e del 2019), anche con una Yamaha finalmente veloce sarà impresa ardua. Sciupone.

 

Francesco Bagnaia: 5

Si butta via quando aveva saldamente in pugno le redini della gara, con tempi inavvicinabili per i rivali escluso Vinales. La morbida al posteriore si stava deteriorando, e la pressione dello spagnolo alle sue spalle cresceva. Ma la chiusa all’anteriore in un cambio di direzione “semplice” è anche demerito di “Pecco”. Che si merita la Ducati ufficiale, ma evidentemente ha ancora margini per crescere vista anche la giovane età. Svanito un sogno, in 7 giorni potrà riarsi. E a Barcellona la Ducati Pramac può sfruttare il lunghissimo rettilineo. Nel mentre, però, solo tanta frustrazione. Delusione cocente.

 

Valentino Rossi: 4

Sceglie di partire con la dura al posteriore per essere più performante nel finale, e scatta bene dalla settima casella al via. In poche curve dà battaglia e si prende rischi che, proprio in considerazione della scelta degli pneumatici, poteva evitare. Poi la scivolata nella ghiaia per una chiusa all’anteriore e l’obiettivo podio che svaniscono in pochi minuti di gara. Con la sua esperienza poteva e doveva fare di più, invece esce dai due GP sul circuito “di casa” senza grandi soddisfazioni. E vede gli avversari prendere il largo nel mondiale. Peccato.

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