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MotoGP 2020, le pagelle del GP del Teruel ad Aragon Franco Morbidelli - Credit: Luca Marenda/PACIFIC PRES/SIPA / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2020 26 ottobre 2020

MotoGP 2020, le pagelle del GP del Teruel ad Aragon

di Federico Bandirali

Vittoria da 10 e lode per Morbidelli. Bocciati Quartararo (con appello), Vinales e Dovizioso (senza)

Franco Morbidelli: 10 (e lode)

Il “Morbido” nella seconda gara ad Aragon ci va giù pesante.

Con la Yamaha satellite del team Petronas “non aggiornata” contrariamente a quella del compagno di scuderia Fabio Quartararo, l’italo-brasiliano mette in scena la gara perfetta e, con sicurezza da campione consumato, centra la vittoria nel GP del Teruel bissando così il primo successo nella classe regina ottenuto a Misano. In passato si parlava di lui come “pilota da Superbike”, mentre ora Morbidelli è in piena corsa per vincere il mondiale con 3 gare ancora da disputare. Prevalere su Rins sarà impresa ardua, ma il “Morbido” c’è eccome. Campione.

 

Alex Rins: 9,5

Sbaglia forse la scelta degli pneumatici e questo gli costa verosimilmente la vittoria, ma lo spagnolo della Suzuki dopo la vittoria nel primo Gran Premio al MotorLand si prende il secondo gradino del podio nel bis sul tracciato di Aragon. 32 punti di distacco dal compagno di squadra Mir sono tanti, ma escluderlo dai pretendenti al titolo è impossibile. Ritrovato.

 

Joan Mir: 8,5

Chiude una qualifica oscena e, scattando dalla 12esima casella in griglia, limita i danni conquistando l’ennesimo podio senza andare nel panico. Spettacolare e intelligente nella rimonta, senza mai rischiare per tenere la testa del mondiale, riesce ad allungare ancora sui diretti inseguitori. Manca la vittoria, vero, ma alla fine il sapore del titolo iridato sarebbe più che sufficiente per compensare l'assenza di primi posti in MotoGP. Costante.

 

Pol Espargaro: 7

Ha per le mani una KTM ormai al top, ma paga il fatto di aver iniziato a prendere confidenza con la moto tardi per risalire fino al podio. Bello il sorpasso a Zarco per conquistare il quarto posto. Altre tre gare, e poi nel 2021 il passaggio in Honda al fianco, forse, di Marc Marquez. Dormiglione.

 

Johann Zarco: 8

L’unico pilota Ducati in grado di lottare al vertice con la moto in versione 2019. La scelta di confermalo e “promuoverlo” nel team Petronas dal 2021 ha senso, perché il francese sembra aver finalmente compiuto quel salto di qualità “mentale” che gli mancava per diventare completo. The best is yet to come (Il meglio deve ancora arrivare).

 

Maverick Vinales: 5

Vedendolo in gara a molti è venuto da chiedersi chi avesse per le mani la Yamaha ufficiale e chi no tra lui e Morbidelli. I 14” di ritardo al traguardo, poi, non hanno fatto altro che rafforzare il dubbio. Eppure, la livrea della moto è quella “giusta”, e i limiti dello spagnolo sempre i soliti. Resta in lizza per il mondiale, vero, ma la sensazione è che stia lasciando (e abbia lasciato) tanti, troppi punti preziosi per strada. Top rider? Anche no…

 

Fabio Quartararo: 4

Sembra soffrire di ansia da prestazione. Arrivato ad Aragon in testa al mondiale con 5 punti di vantaggio su Mir, nel Gp del Teurel non sprofonda come nel primo evento ma prende paga dalle altre due Yamaha in pista e, soprattutto, si ritrova a 14 punti dal centauro della Suzuki. Senza pressione, a Valencia potrebbe anche stupire, ma un campione vero non alterna vittorie a prestazioni incolori. Vista la giovane età avrà tempo per maturare, ma con Marquez in pista (Marc) il sogno iridato non esisterebbe nemmeno. Immaturo.

 

Andrea Dovizioso: 3

Gara dai due volti. Rimonta nelle fasi iniziali, tanto da far pensare ad un possibile piazzamento nei primi 5 senza dire addio alla lotta per il mondiale, dopo un contatto con Espargaro va lungo, perde morale e confidenza, e si eclissa chiudendo mestamente al 13° posto. Voleva dire addio a Ducati da campione del mondo, lo farà da “piazzato” come in tutta la carriera nella classe regina. Demoralizzato.

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