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MotoGP 2021, Marc Marquez risorge e torna a vincere al Sachsenring L'esultanza di Marc Marquez - Credit: Jan Woitas / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2021 20 giugno 2021

MotoGP 2021, Marc Marquez risorge e torna a vincere al Sachsenring

di Federico Bandirali

Il Cabroncito trionfa dopo 11 mesi e centra l’11° successo consecutivo in Germania. Oliveria e Quartararo a podio

 

Non poteva andare altrimenti e infatti così è stato.

Nel “giardino di casa” del Sachsenring Marc Marquez risorge come l’araba fenice dopo il calvario iniziato a Jerez (19 luglio 2020) nella gara inaugurale della scorsa stagione per via della frattura dell’omero destro e delle tre successive operazioni, e torna ad imporre la sua legge a oltre un anno e mezzo (19 mesi quasi tondi) dal successo di Valencia che chiuse la stagione 2019 (27 novembre).

 

Ritorna al vertice anche la Honda, letteralmente “persa” negli interminabili 11 mesi passati senza il suo fuoriclasse in sella o a mezzo servizio per via del lento recupero. Undicesimo centro consecutivo nel GP di Germania per lo spagnolo, che nel toboga tedesco ha iniziato a vincere in 125, per poi cogliere due successi in Moto2 e ora l'ottavo di fila in MotoGP,  eguagliando uno dei tanti record di Giacomo Agostini.

 

Completano il podio un solido Miguel Oliveira con la convincente KTM e Fabio Quartararo, leader del mondiale e unico pilota Yamaha in grado di combinare qualcosa di decente, mentre Binder e Bagnaia coronano le rispettive rimonte chiudendo rispettivamente quarto e quinto.

 

Il piemontese della Ducati ha beffato il compagno di squadra Miller nel finale, con la Desmosedici dell'australiano i sesta posizione davanti all’Aprilia di Aleix Espargaro, protagonista di una gara di vertice nelle fasi iniziali andata progressivamente calando come gli penumatici Michelin. A chiudere la top ten, nell’ordine, Zarco, Mir e Martin. Disastro Yamaha con le due M1 del team Petronas di Rossi e Morbidelli in 15esima e 18esima posizione, davanti ad Vinales addirittura 19° nonché ultimo in sella alla M1 ufficiale. Disastro quasi totale.

 

Tolto “El Diablo”, che conserva la vetta della classifica (131) sulle tre Ducati di Zarco (109), Miller (100) e Bagnaia (99) e la Suzuki del campione del mondo in carica Mir (85), per la Casa di Iwata alla vigilia dell’ultima gara prima della pausa estiva ad Assen (27 giugno) c’è molto da riflettere, sul presente e in prospettiva.

La gara

Nel toboga del Sachsenring Aleix Espargaro brucia tutti al semaforo verde e dalla terza casella si porta al comando seguito nell’ordine da Marquez, Zarco, Quartararo e Miller. Al termine della prima tornata il Cabroncito riassapora il piacere del primo posto passando il connazionale dell’Aprilia, mentre Bagnaia dopo una partenza discreta sprofonda fino alla sedicesima posizione con Morbidelli in grande difficoltà e Vinales in ultima posizione.

 

I distacchi tra i primi nove restano risibili nonostante l’otto volte iridato scandisca un buon ritmo, mentre dietro Miller prima e Oliveira poi infilano Quartararo che si ritrova sesto in un amen con la seconda KTM ufficiale di Binder e la Suzuki di Alex Rins a chiudere il gruppo di testa quando dalle retrovie risale Mir.

 

L’australiano della Ducati rompe gli indugi e infila Zarco, a 22 giri dalla conclusione inizia a cadere qualche goccia di pioggia e Marquez ne approfitta per prendersi un secondo e mezzo di vantaggio sugli inseguitori, con Miller e Oliveira a passare Espargaro e mettersi virtualmente sul podio.

 

Il portoghese della KTM si conferma in grande forma e si prende la seconda posizione, prova a riprendere la Honda numero 93 ma Marquez da campione “risponde” scendendo sotto il muro dell’1’22” con continuità: il gruppone di vertice si sgrana definitivamente.

 

Rins paga il rientro dall’infortunio perdendo l’11° posto a favore di Bagnaia, mentre Rossi veleggia in quindicesima posizione con Morbidelli 19° preceduto da Vinales e il solo Quartararo a tenere al vertice la Yamaha.

Marquez veleggia solitario verso l’undicesima vittoria consecutiva al Sachsenring e la prima da fine 2019, Aleix Espargaro cala alla distanza come Zarco, passato anche da Binder e “El Diablo” ne approfitta passarli per poi infilare anche Miller e prendersi il terzo posto a undici giri dalla bandiera a scacchi.

 

Bagnaia estrae dal cilindro un buon passo gara ma paga la partenza pessima e si prende la nona posizione a scapito di Martin con Mir ottavo e nel mirino, Oliveira guadagna qualche decimo su Marquez mentre il piemontese della Ducati gira sul ritmo dei primi due e mette nel mirino il campione del mondo in carica.

 

"Pecco" mette nel mirino Mir e Zarco poi li passa di forza, mentre il campione di Cervera veleggia abbastanza tranquillo in testa a 4 tornate dal termine nonostante il portoghese della KTM provi a restargli in scia. Le posizioni di testa non cambiano e Marquez torna a vincere per una vera e propria rinascita seguito da Oliveira e Quartararo alla bandiera a scacchi.

Binder e Bagnaia piazzano un gran rimonta nel finale e chiudono rispettivamente quarto e quinto davanti a Miller, Aleix Espargaro e Zarco, mentre Mir e Pol Espargaro con la seconda Honda ufficiale chiudono la top ten.

 

Disastro Yamaha con Rossi a punti ma quattordicesimo, Morbidelli 18 in sella alla M1 versione 2019 e un disastroso Maverick Vinales 19° e ultimo. Risultato che dopo il cambio di capotecnico con Silvano Galbusera al timone, farà riflettere la Casa di Iwata sul futuro dell’iberico.

 

Cinquantasettesima vittoria in carriera per Marquez nella classe regina e 11esima consecutiva nel “giardino di casa” del Sachsenring (8 di fila in MotoGP stante l’annullamento del 2020) a 11 mesi dall'infortunio, con ritorno sul gradino più alto del podio a un anno e mezzo abbondante da quello di Valencia che chiuse la trionfale stagione 2019 (27 novembre). Bentornato, fenomeno.

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