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MotoGP 2021, le pagelle del GP di Aragon Marc Marquez - Credit: Cordon Press / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2021 13 settembre 2021

MotoGP 2021, le pagelle del GP di Aragon

di Federico Bandirali

Bagnaia e Marquez da 10 (Pecco con Lode). Bene Aleix Espargaro. Quartararo desolante

Il GP di Aragon 2021 classe MotoGP ha regalato a Pecco Bagnaia il primo successo nella classe regina in carriera in sella alla Ducati e di un pilota italiano nel 2021.

Il piemontese, nonostante l’annullamento del GP d’Argentina e il calendario accorciato di una gara, ha vinto in pista un entusiasmante duello con un Marc Marquez ancora non al 100%, e sebbene con 5 GP ancora da disputare sfruttato la giornataccia di Quartararo per provare a riaprire il Mondiale, portandosi a 52 punti dal francese della Yamaha.

 

Altre note positive: la conferma di Aleix Espargaro, quarto con l’Aprilia dopo il podio di Silverstone; il sesto posto di Enea Bastianini con la Ducati Avintia in configurazione 2020, e la combattività di Marc Marquez favorita dall’ottimo feeling col MotorLand ma penalizzata dalla spalla ancora convalescente.

MotoGP: le pagelle del GP di Aragon 2021, al MotorLand

Francesco Bagnaia: 10 e lode

Una prima vittoria di quelle indimenticabili. In testa dal primo all’ultimo giro rispondendo immediatamente a tutti i sorpassi di Marquez, un ritmo insostenibile per tutte le altre Ducati, il corpo a corpo con il re della specialità e otto volte iridato. Impresa assoluta, che complice la brutta gara di Quartararo lo lancia al secondo posto nel Mondiale a 52 punti dal francese. Consacrazione.

Marc Marquez: 10

Aragon è “casa sua”, ma i progressi fisici sono evidenti. Maltratta una Honda decisamente non così competitiva e dà più volte la sensazione di avere qualche decimo in meno nel manico rispetto a Pecco. Infatti, come al solito, attende la fase finale per sferrare l’attacco decisivo. Ma rispetto al consueto, per merito di Bagnaia e del motore Ducati, non riesce a portarlo a termine. Combattivo

Joan Mir: 7

Parte male, poi si mette in terza posizione semplicemente senza compiere errori al contrario di Miller e lì resta fino alla fine del GP, lontano dal duo di testa. Centra un altro podio, e sono punti preziosi anche se con questa Suzuki la conferma iridata non è alla portata. Ragoniere.

Aleix Espargaro: 7 

Parte forte, non molla quando la RS-GP paga un po’ dazio, poi resta saldamente in quarta posizione respingendo gli assalti di Martin. L’Aprilia, dopo il podio di Silverstone, può “aspettare” Vinales con calma. Solido.

Enea Bastianini: 7

Osa poco nella prima metà di gara, poi con una moto inferiore al resto del lotto conferma quanto di buono fatto in qualifica e, esattamente come al sabato, centra il miglior risultato nell’anno di esordio in MotoGP (6°). Forse poteva fare di più, ma in ottica 2022 tanto basta. Determinato.

Jorge Martin: 5,5

Non riesce mai ad entrare nel gruppetto dei primi, poi pian piano cede posizioni e non trova rimedio. Al primo anno nella classe regina un passo falso può capitare, quindi la bocciatura non è perentoria bensì rapportata al talento dell’iberico. Timido.

Jack Miller: 5

Parte bene, poi crolla e accumula secondi di ritardo dal compagno di squadra fino a gettare via il podio a metà gara con un lungo frutto solo della sua irruenza. Se in qualifica si era difeso alla grande, in gara l’australiano ha fatto un solo errore, decisivo. Non può bastare, e dietro Martin prima e Bastiani poi scalpitano per prendere il suo posto nel team ufficiale di Borgo Panigale. Deludente.

Maverick Vinales: 5

Alla prima ufficiale in sella all’Aprilia non entusiasma, ma quantomeno dimostra lungo tutto il weekend di avere margine e bisogno di tempo per prendere confidenza con la RS-GP, competitiva nelle mani di Aleix Espargaro. Fosse stato in Yamaha altro discorso, ma per una volta evita votacci. Giustificato.

Fabio Quartararo: 4

Il terzo posto in griglia non lasciava presagire un GP anonimo dall’inizio alla fine. Errata la scelta delle gomme (concorso di colpa con Yamaha), mai un guizzo in pista e l’onta finale di vedersi sfilare da molti, troppi rivali per essere il leader del mondiale.

Il titolo resta ipotecato, ma con Morbidelli nella stessa squadra (e finalmente con una M1 ultima versione e non vintage) già a Misano, i 52 punti di margine in classifica vanno conservati diversamente. Bagnaia è pronto ad approfittarne, e si è visto. Quartararo, invece, è stato invisibile.

Valentino Rossi: SV

Inutile infierire. Aragon non gli piace, il feeling con la M1 del team Petronas e con gli pneumatici Michelin inesistente, e se ci si aspetta un suo guizzo avendo Dovizioso al fianco è meglio pensare a Misano. Due chance, per il 200° podio nella classe regina prima di appendere il casco al chiodo. Mai dire mai, anche se...

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