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MotoGP, le pagelle del GP di Catalunya 2021: Oliveira “lodato” Miguel Oliveira - Credit: Cordon Press / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2021 7 giugno 2021

MotoGP, le pagelle del GP di Catalunya 2021: Oliveira “lodato”

di Federico Bandirali

Bene anche Zarco e Quartararo. Mir è un bluff, Rossi da incubo come Vinales e Marquez

Il GP di Catalogna 2021 classe MotoGP ha visto trionfare, a sorpresa ma non troppo,  il portoghese della KTM Miguel Oliveira, autore di una gara perfetta e bravo nel respingere l’attacco di Quartararo a metà gara e il disperato tentativo di rimonta nel finale del francese Zarco con la Ducati del team Pramac.

Conferma per il centauro del costruttore austriaco, che dopo il secondo posto al Mugello ha centrato il terzo successo nella classe regina in carriera con i primi due arrivati nel 2020. Risultato che dovrebbe far riflettere KTM, visto che telaio nuovo o meno i risultati raccolti dal portoghese in una stagione e mezza sono decisamente migliori di quelli strappati da Brad Binder, nonostante il sudafricano sia la prima guida almeno ufficialmente.

 

Bravò anche per Zarco con punti pesanti in ottica mondiale, e per Fabio Quartararo che nonostante una M1 crollata giro dopo giro causa degrado degli pneumatici, si è confermato veloce e maturo non riuscendo a salire sul podio solo per una penalizzazione quantomeno bizzarra (taglio di chicane con conseguente lungo e perdita di una posizione in pista) al traguardo, consegnando il podio a Jack Miller.

 

Ancora incubi per Rossi e Marquez, entrambi a terra e per motivi diversi davanti a un 2021 davvero difficile, con Rins fuori dalle pagelle vista l’incredibile caduta nella ricognizione del giovedì in bicicletta (frattura al radio) dopo le 4 in 6 gare stagionali. Lo spagnolo della Suzuki, pur veloce, farebbe meglio a foderare la tuta meglio, preparandosi a tonfi che da anni ne compromettono l’enorme potenziale. Un due però sarebbe troppo, quindi tocca rimandare  aspettando il suo rientro.

 

MotoGP: le pagelle del GP di Catalogna 2021 al Montmelò

Miguel Oliveira: 10 e lode

Scatta bene al via, respinge l’assalto di Quartararo dopo essersi preso la prima posizione e chiude tra gli applausi del pubblico catalano presente sugli spalti. Meritati, senza dubbio, con la KTM nuovamente veloce e, come nel 2020, ancor più nelle sue mani che in quelle di Binder. Il portoghese ormai è arrivato a tre vittorie in carriera, il costruttore austriaco migliora di GP in GP dopo un avvio di 2021 stentato, e forse è il momento di tenerlo in considerazione nella lotta per il mondiale nonostante gli stenti iniziali. Perfetto.

Johann Zarco: 10

Alla vigilia si era detto che la partenza sarebbe stata fondamentale, ma anche la gestione delle gomme. E Zarco, un’altra volta, riesce in entrambe le cose precipitando prima in quarta posizione per poi risalire di forza fino al secondo posto. Senza contare che con un paio di giri in più avrebbe portato la Ducati del team Pramac in vetta. Si conferma secondo nel mondiale e guadagna punti su Quartararo. KTM l'aveva dato per finito, a Borgo Panigale invece ci hanno visto giusto. Chapeau.

Fabio Quartararo: 9

Il salto di qualità, atteso nel 2020, è arrivato. In sella alla Yamaha ufficiale fa la differenza, domina sul giro secco poi non bada a nulla e spinge al massimo. Sbaglia, rischia di uscire di scena, ma resta in pista e chiude con la tuta aperta causa guasto a fare da “freno” aggiunto nei quattro giri finali. La penalizzazione per aver tagliato una chicanee perdendo sette decimi e non un secondo gli toglie il podio ma non i meriti, con il “petto al vento” e la collanina a sbattere sul casco a rendere al limite la sua gara e doppia penalizzazione al traguardo con conseguente declassamento in sesta posizione. Non piacerà alla direzione gara, ma l'erede di Marquez è lui e questo 2021 sta fugando i dubbi residui nel merito. Maturo (e incauto).

Jack Miller: 8

Non è perfettamente a posto con la moto, ma il terzo posto era l’obiettivo massimo e l’australiano tutto cuore lo ha raggiunto. Pur senza spingere la Ducati come avrebbe voluto. Torna in corsa per il mondiale, e avrà modo per provarci in situazioni a lui più congeniali. Intelligente.

Pecco Bagnaia: 6

Voto “politico” per il piemontese, che quantomeno non si è risparmiato provando a guidare sui problemi della Desmosedici. Resta nel gruppone in lizza per il titolo iridato, ma se vuole provare a vincerlo deve salire di livello. Al Mugello l’errore era figlio di deconcentrazione, mentre il weekend catalano è stato un mezzo disastro. Frastornato.

Joan Mir: 5

È il campione del mondo e, da tale, si lamenta della poca velocità in qualifica della Suzuki. Poi, però, azzecca la partenza ma si perde dopo metà gara a causa del logorio degli pneumatici. Confermarsi è possibile, risalire anche, ma atteggiarsi a primo della classe e poi finire male in gara è solo opera sua. Esige e pretende, ma dà poco. Il 2020 da favola è finito, e la realtà di un campionato “normale” conferma la sua velocità ma anche la fortuna nell’aver vinto il titolo iridato prematuramente. Lamentele inattese e atteggiamenti da prima donna, con quarto posto in extremis causa doppia penalizzazione per Quartararo: non ci siamo.

Aleix Espargaro: 5

Sul circuito di casa sceglie le soft e paga l’azzardo. Resta nelle posizioni che contano con l’Aprilia, poi gli pneumatici lo tradiscono e vola via. La RS-GP 21 è veloce, lui anche, ma certi azzardi sono da evitare. Imparerà.

Marc Marquez: 5

In gara sembra quasi tornato sé stesso dopo il lungo infortunio e veleggia nelle posizioni di vertice, ma la Honda lo tradisce e non riesce a “rialzarla” come da abitudine. Il recupero è lento, forse servirà un altro stop, ma il Cabroncito prima o poi tornerà a vincere. Gli altri sono avvisati, anche Quartararo. In crescendo.

Franco Morbidelli: 5

Difficile giudicarlo nel bene e nel male, visto che corre con la moto più vecchia e lenta del lotto. Nel 2020, identica situazione, ha fatto miracoli, ma andare a punti su una pista non adatta alla Yamaha 2019 – quale lo è resta mistero – non è malissimo. Certo, sul giro secco impressiona, poi in gara si ammorbidisce. Ma le colpe sono davvero sue? Vittima.

Valentino Rossi: 4

Centra le Q2 e professa ottimismo in ottica gara, ma poi si scioglie già al via come neve al sole a riprova che era immotivato. Immancabile la caduta a 8 tornate dal termine, che certifica un altro fine settimana da “vorrei ma non posso”. L’età pesa eccome, e se dopo altri due GP annuncerà cosa farà nel 2022 come promesso non è difficile ipotizzare cosa dirà. Anche se con il Dottore mai dire mai, l’avere un team in MotoGP potrebbe essere la spinta giusta per fargli fare quanto andava fatto nel 2019: ritirarsi.

Maverick Vinales: 4

Il quinto posto finale inganna anche per via della doppia penalizzazione del leader del mondiale. Fatica con Quartararo nello stesso box, parte malino e non riesce a risalire perché la Yamaha è ottima nel misto, meno come velocità di punta. E, non essendo mistero, spremere la M1 in qualifica e in partenza era un obbligo:.mon rispettato. La stagione è lunga, e tolti i soliti guizzi per lo spagnolo sarà ancora una volta anonima in più occasioni salvo miracolo. Che ha un nome e un cognome, ovvero quelli del suo nuovo capotecnico ed ex di Valentino Rossi: Silvano Galbusera.

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