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MotoGP 2021, Portimao: le pagelle del GP di Portogallo Marc Marquez - Credit: Maxime Le Pihif/SIPA/ IPA/Fotogramma
MOTOMONDIALE 2021 19 aprile 2021

MotoGP 2021, Portimao: le pagelle del GP di Portogallo

di Federico Bandirali

Quartararo concede il bis ed è da 10 come Marquez, stoico al rientro. Bagnaia 9,5. Rossi: incubo perenne

Il terzo GP della stagione 2021 in Portogallo sullo spettacolare tracciato a Portimao (Algarve) è stato senza dubbio quello della terza vittoria Yamaha (seconda in fila per Quartararo) e del ritorno in sella alla Honda HRC di Marc Marquez a nove mesi esatti o quasi dall’infortunio del 19 luglio 2020 a Jerez che ha avviato il calvario del fuoriclasse di Cervera.

 

Ma è stato anche il GP di un ottimo Pecco Bagnaia e del ritorno in alto della M1 Petronas di Morbidelli, nonché occasione per l’ennesima prova disastrosa di un Valentino Rossi sempre più in crisi, di testa e di tutto il possibile ben oltre i limiti di una M1 che in mani altrui vola.

Chiuso il weekend, al solito è tempo di dare pagelle e voti, senza appelli di sorta.

 

MotoGP: le pagelle del GP di Portogallo 2021 a Portimao

Fabio Quartararo: 10

Scatta male dalla pole e si ritrova nel gruppone in sesta posizione, poi pian piano lascia che gli pneumatici vadano in temperatura e rimonta senza particolari problemi imponendo un ritmo degno di “El Diablo”.

Passa Rins facendo anche chiudere anzitempo la gara allo spagnolo della Suzuki e chiude senza voltarsi indietro con una gran vittoria in solitaria.

 

Il bis, dopo la vittoria nel GP d Doha, è servito, e con una Yamaha sempre più convincente (e solo vincente nel 2021) la testa del mondiale è logica conseguenza, anche se dopo le cautele del rientro il duello con Marquez potrebbe accendersi e complicare la vita al franco-italiano. Se non è perfezione, ci si avvicina molto. India”Bolato”.

 

Marc Marquez: 10

Sesto posto in griglia e settimo al traguardo dopo nove mesi di assenza causa infortunio e calvario di operazioni, senza essere nemmeno lontano dalla forma che aveva quando tutto iniziò a Jerez il 19 luglio scorso.  Le voci dicono che l’ok dei suoi medici sia stato “forzato”, ma nelle Libere e in Qualifica il Cabroncito si è gestito stampando qualche riscontro cronometrico molto interessante.

 

E in gara, dopo essersi ritrovato subito terzo, non ha lesinato carenate pericolose pur cercando di amministrare le (poche) energie utili a guidare una Honda che in altre mani fatica, senza le assenze. Lacrime di gioia e dolore al traguardo per un campione ritrovato. A breve saranno gli altri a dover piangere alle sue spalle, in pista, ma intanto l’otto volte iridato ha stupito una volta di più. Fuoriclasse.

 

Pecco Bagnaia: 9,5

La pole tolta per la bandiera gialla fa parte del regolamento, ma oggettivamente l’errore del piemontese non c’è stato data la posizione in cui era esposta. Dorna avrà tempo e modo per pensarci sopra, ma Bagnaia ha preferito bruciare le tappe e riprendersi almeno in parte il maltolto chiudendo al secondo posto dopo la retrocessione in 11esima posizione al via.

 

La Ducati c’è, Pecco anche e se su un tracciato non particolarmente adatto alle Desmosedici tolto il lungo rettilineo è riuscito a risalire, può e deve provare a stare sempre tra i migliori per poi vedere a metà stagione. Combattivo.

 

Joan Mir: 7

Partire nono non è il massimo, ma il campione del mondo in carica – a parte il peso relativo delle qualifiche per la sua Suzuki – si è trovato subito nelle posizioni di testa. Solo che a Portimao, dove le gomme tengono per tutti, non è riuscito a fare la differenza nella seconda metà di gara prendendo paga anche da Rins --- non poca – finché è rimasto in pista.

 

Poteva attaccare Bagnaia? Forse. Come poteva venir infilato da Morbidelli. Il terzo posto gli vale un buon voto, al pari di un breve duello con Marquez. Ma se vuole confermarsi deve “dare di più”.

 

Franco Morbidelli: 7

Parte male, fatica nel trovare un minimo di confidenza con la M1 2020 “A-Spec” del team Petronas nelle libere del venerdì, poi “esce” nelle FP3 e stampa il sesto tempo in qualifica. In gara parte male, sfrutta gli errori altrui ma forse non tutto il potenziale della sua Yamaha, e si avvicina solo a Mir senza riuscire ad attaccarlo e prendersi il podio. I progressi ci sono, ma resta un GP anonimo per un pilota che nel 2020 ha fatto più che bene. Morbido…

 

Aleix Espargaro: 7

Centra un sesto posto con l’Aprilia a riprova che la moto di Noale è competitiva e lui anche, chiudendo anche il terzo GP stagionale in top ten. Prima risale, poi cede il passo, ma la sensazione è che sia lui che l’Aprilia siano sulla strada giusta per essere competitivi. Promosso.

 

Alex Rins: 5

Sporca una gara da antologia con un errore tanto banale quanto pesante, proprio mentre sembrava l’unico a potersela giocare con Quartararo. Con l’aggravante che per lo spagnolo della Suzuki errori simili non sono tanto una novità quanto una costante della carriera. Può, deve, è costretto a capire quale sia il limite. Il problema è che sono parole che si ripetono da anni, poi Rins in pista fa disastri e vede Mir sempre davanti a lui. Abitudinario.

 

Johann Zarco: 4,5

Si getta via a 5 giri dal termine e con la sua Ducati scivola via anche il primo posto nel mondiale. Zarco, invero, aveva fatto bene in Qatar con due secondi posti sapendosi accontentare, mentre in Portogallo ha osato troppo e ne ha pagato le conseguenze. La stagione ha molto da dire, ma il francese non è un novellino e dovrebbe sapere che serve anche portare fieno in cascina sebbene la moto affidata al team Pramac faccia faville. Bocciato.

 

Valentino Rossi: 3

Due gare anonime in Qatar, il diciassettesimo tempo in qualifica e un’altra gara illusoria con qualche buon giro e riscontro cronometrico prima di buttarsi via nel corso della 17esima tornata. La moto è identica a quelle di Quartararo e Vinales o quasi e “migliore” di quella del compagno in Petronas Morbidelli, ma il Dottore ha urgente bisogno di una visita di controllo. Così, invero, è una fine indecorosa per una carriera da record. Urge cambiare registro. E la sensazione è che conti molto la testa. Invisibile.

 

Maverick Vinales: 3

Salva il salvabile in gara dopo essersi visto cancellare due tempi in qualifica ed essere partito fin troppo male per pensare che la moto non lo abbia tradito. Resta che dopo la vittoria in Qatar tutti ipotizzavano il definitivo salto di qualità, mentre nei due GP successivi Quartararo ha fatto centro e lui si è ritrovato sempre più indietro. Riuscirà a sbocciare davvero? A saperlo…

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