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MotoGP, le pagelle del GP di Spagna 2021 a Jerez Jack Miller - Credit: Maxime Le Pihif/SIPA / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2021 4 maggio 2021

MotoGP, le pagelle del GP di Spagna 2021 a Jerez

di Federico Bandirali

Morbidelli "vintage" da 9 come Bagnaia, meglio solo Miller. Rossi e Vinales da incubo, Sfortuna Quartararo

Il GP di Spagna, quarta tappa del Mondiale MotoGP 2021, si è chiuso con una fantastica e storica doppietta Ducati su un circuito tradizionalmente indigesto alle Rosse di Borgo Panigale.

A vincere l’australiano Jack Miller, scattato dalla terza casella al via e lesto nell’approfittare dei problemi fisici dell’ex leader della classifica iridata e centrare il primo successo con la Desmosedici ufficiale. Alle sue spalle, esattamente come in griglia, Francesco Bagnaia, secondo dopo una gara in crescendo che vale anche il primato in classifica con due punti di vantaggio sul franco-italiano della Yamaha, mentre Morbidelli in sella alla M1 2019 “aggiornata” solo in minima parte ha conquistato uno splendido terzo posto che dovrebbe far riflettere la Casa di Iwata rispetto al futuro e alla moto da mettere nelle sue mani, visti i risultati degli ultimi due anni e la corte serrata delle scuderie rivali per assicurarsi i suoi sergi per il 2022.

 

Completato il podio e terminato il GP, al solito è tempo di dare i voti ai protagonisti, in negativo e positivo, del GP sul circuito andaluso di Jerez per il GP di Spagna 2021.

 

MotoGP: le pagelle del GP di Spagna a Jerez del 2021

Jack Miller: 9,5

Sorprendente ma non troppo, l’australiano si conferma pilota veloce e dopo un avvio di stagione complesso segnato anche da un’operazione a causa della sindrome compartimentale che ne ha pregiudicato le prestazioni, e conquista la seconda vittoria in MotoGP della sua carriera. Partenza lampo, rimontato e staccato da Quartararo, Miller è restato con i denti in scia della M1 sfruttando poi l’imprevedibile crollo del franco-italiano che gli ha aperto le porte di un comodo successo. Complimenti di rito, con le lacrime e l’esultanza celate dal casco al traguardo che danno la dimensione di questa vittoria: liberatoria.

 

Pecco Bagnaia: 9

Parte malino, rimonta fino al secondo posto poi decide come il più “consumato” dei centauri della classe regina di lasciar stare rischi inutili per andare a caccia del primo posto del compagno di team, amministrando le gomme della sua Desmosedici in modo da resistere alla rientro di Morbidelli con la Yamaha Petronas 'vintage0 nel finale. Seconda piazza per una doppietta Ducati storica a Jerez, miglior italiano al traguardo in sella alla Rossa di Borgo Panigale e primo posto nel mondiale. Pecco però può fare di più, e questo è il bello. Intelligente.

 

Franco Morbidelli: 9

Nelle FP3 si vede cancellare i due migliori tempi a Libere terminate da tanto, troppo tempo, e deve così passare dalle Q1 “giocandosi” un treno di gomme soft nella seconda parte delle qualifiche. Nelle Q2 piazza comunque la zampata nonostante una M1 “vecchia” (2019 con qualche aggiornamento) e meno adatta al suo stile di guida rispetto a quella dello scorso anno, conquistando la seconda posizione.

 

Soffre al via, mostra di essere ormai un big risalendo fino alla seconda piazza, poi deve cedere alle due Ducati, superiori a una moto inferiore e non poco a molte delle altre in pista. Eppure la Yamaha del "Morbido" è la prima al traguardo, il podio arriva e la capacità di modificare lo stile di guida per risolvere i problemi denota la maturità di un campione che meriterebbe quantomeno di correre ad armi pari con gli altri. Continuando così, la Casa di Iwata perderà un pilota chiaramente più maturo e veloce di Vinales. Certezza.

 

Takaaki Nakagami: 8

A Jerez il giapponese della Honda LCR si trova bene, e montato il telaio 2020 si prende una quarta piazza che è anche il miglior risultato per la casa di Tokyo. Non diventerà mai un fenomeno, ma un posto in MotoGP lo merita eccome anche per quello stile, in pista e fuori, assai nipponico. Risorto.

Joan Mir: 6

Il campione del mondo in carica fatica sin dalle Libere, poi come al solito in gara mette alla frusta una Suzuki non certo al top e fa il massimo consentito conquistando punti preziosi. Le qualifiche sono il suo punto debole, ormai è evidente, ma la costanza potrebbe essere – come nel 2020 – l’arma in più per vincere ancora. Con una moto competitiva. Concreto.

 

Marc Marquez: 6

Cade male in curva 7 nelle FP3 sullo stesso tracciato che aveva dato inizio il 19 luglio 2020 al lungo calvario, ringrazia gli air fence per avergli salvato la vita poi, in una fase in cui deve ancora gestire le poche energie, cade ancora nel warm-up. Dopo nove mesi fuori e un solo GP disputato prima, difficile dire qualcosa di negativo. Il tempo è dalla sua, e ritrovata la forma saprà dare spettacolo e riportare la Honda in alto come in passato. Per ora già correre è tanto, e serve in prospettiva. Voto “politico”.

Aleix Espargaro: 6

Fa volare l’Aprilia in qualifica, poi dopo aver tenuto il passo dei migliori il catalano chiude in calando e si deve accontentare di un sesto posto che conferma comunque i progressi continui della Casa di Noale, sempre nei dieci con l'iberico. E i suoi. Progressione costante.

 

Valentino Rossi: 4

Diciassettesimo al via e a fine gara, non si trova con la M1 2021 identica alle ufficiali e nelle prime quattro gare si è capito. Dovrebbe cambiare stile di guida come Morbidelli, ma l’età ovviamente non è dalla sua. E anche su un circuito storicamente gradito, chiarisce di non riuscire a fermare la M1 ed inserirla in curva a dovere. Ma non molla, a caccia almeno del 200 podio in carriera in MotoGP. Finché la testa reggerà, e con questi risultati è dura tenga a lungo. Comparsa, ma per quanto ancora?

 

Alex Rins: 4

Due di fila, e non in positivo. È veloce, ma esagera ancora e cade di nuovo nonostante la velocità sia superiore a quella di Mir e forse anche da titolo. Cosa che non arriverà, probabilmente mai visto il ripetersi degli errori e la mancata maturazione. Poteva provare a stare tra i primi, è volato via a GP iniziato da pochi istanti. Immaturo.

 

Maverick Vinales: 2

Lento in prova rispetto a Quartararo, in gara non va molto meglio ma sfrutta le difficoltà altrui per raccogliere un piazzamento e punti importanti per il Mondiale. Anche se così lo spagnolo della Yamaha non lo vincerà mai, con pregi e difetti immutati dal suo approdo in MotoGP e riproposti ogni volta che qualcuno si azzarda a parlare di maturazione completata. Eterno incompiuto.

 

Fabio Quartararo: n.g.

Parte male dalla pole, si prende la testa della gara di forza e mette in scena una fuga verso la vittoria che, senza preavviso, si chiude nel corso del 15° giro. Problemi alla Yamaha? No, o non solo. Anche lui, infatti, cede di schianto per problemi fisici, con il braccio destro oggetto di probabile sindrome compartimentale per la quale è già stato operato in passato. Si lascia sfilare, ma chiude 13° e pur perdendo la testa del Mondiale porta a casa 2 punti preziosi. Vittora andata in fumo.

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