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MotoGP, Quartararo e il ‘caso’ tuta aperta: “Meritavo la bandiera nera Fabio Quartararo - Credit: Cordon Press / IPA / Fotogramma
motomondiale 2021 9 giugno 2021

MotoGP, Quartararo e il ‘caso’ tuta aperta: “Meritavo la bandiera nera"

di Simone Colombo

Dopo aver mal digerito la doppia penalità, almeno sulla seconda il francese fa un passo indietro: onestà intelletuale

Chiuso il GP di Catalunya 2021 classe MotoGP, a tenere banco oltre all’attesa per l’annuncio rispetto al 2022 di Valentino Rossi con tutte le speculazioni del caso, è stato certamente il “caso” creatosi in gara con la tuta del francese Fabio Quartararo apertasi completamente a poche tornate dal termine ma penalità di 3 secondi postuma, sommata a quella per taglio di chicane.

Sesto posto finale, e nonostante il podio “in pista” doppia beffa.

 

Ma se da un lato, per quanto concerne il taglio, il franco-italiano della Yamaha ha ancora da obiettare, rispetto a quanto deciso dalla direzione gara per la tuta completamente slacciata sul davanti l’opinione è cambiata “a freddo”.

 

Difendendosi, dopo il GP, Quartararo aveva esagerato, salvo tornare sull’argomento con una retromarcia che rende onore alla sua onestà intellettuale parlando al quotidiano spagnolo Marca.

“È difficile ammetterlo, ma per me sarebbe stata giusta una bandiera nera. È vero, mi sono messo in pericolo. Considerando anche quello che è successo la scorsa settimana (ovvero la tragica morte di Jason Dupasquier in Moto3 al Mugello), penso che sarebbe stata la cosa giusta da fare. Sono stato fortunato”

 

Tuttavia, se da un lato la squalifica dal GP per la tuta e i conseguenti problemi di sicurezza per lui stesso e per gli altri piloti hanno portato “El Diablo” a ravvedersi, la prima penalità inflitta non è proprio andata giù al leader del mondiale.

 

Il taglio, a suo avviso, non presentava infatti i requisiti per un intervento della direzione gara, contrariamente alla mano soft sulla tuta: “Non lo trovo equo. Ho perso sette decimi, ma se avessi perso un secondo non mi avrebbero penalizzato. Come faccio a sapere mentre sono in moto che ho perso sette decimi e non un secondo? È stato un po' stupido”.

 

E in effetti, vista anche la dinamica dell’errore, forse decidere subito di fargli cedere la posizione a Miller visto l’esiguo margine che ha determinato la penalità, era la cosa più logica da fare. Solo che logica e decisioni cervellotiche, al solito, non viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda.

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