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MotoGP 2021, Germania: Rossi 'vede nero' per la gara e il 2022 Valentino Rossi nel box Petronas (Sachsenring 2021) - Credit: Jan Woitas / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2021 19 giugno 2021

MotoGP 2021, Germania: Rossi 'vede nero' per la gara e il 2022

di Simone Colombo

Solo 16° in qualifica, sul proseguire con il team VR46 ammette: “Difficile sia io a guidare una delle Ducati”

Il 2021 di Valentino Rossi, se possibile, è ancor peggiore del 2020: nella stagione segnata dal Covid, quantomeno, il nove volte iridato era salito sul podio a Jerez dando qualche segnale di riscossa prima di precipitare nella depressione più totale e collezionare cadute e pessimi risultati.

La nuova stagione, nonostante il passaggio nel team Petronas sempre con una Yamaha identica a quelle ufficiali, non è stato però esaltante, anzi, e nel GP di Germania in programma domenica 20 giugno al Sachsenring il Dottore scatterà dalla sesta fila dopo non essere riuscito ad andare oltre al 16° tempo nelle Q1.

 

“Ho migliorato un po', ma siamo tutti molto vicini e in tanti sono veloci. Qui la qualifica è sempre difficile e si vede dai tanti top riders in fondo alla griglia. Dobbiamo lavorare sui dettagli per analizzare le condizioni della gara – ha spiegato il campione di Tavullia - perché la scelta della gomma è aperta e dobbiamo capire come interpretare il grip”.

 

Davanti alla domanda/presa d’atto di come il toboga tedesco sia una pista particolarmente adatta alle caratteristiche della M1 e a quelle delle Suzuki, poi, Vale l’ha presa sul ridere: “Molti me lo hanno detto e lo hanno scritto, ma io non ricordo Yamaha e Suzuki così forti qui in passato. Qui ci sono molte curve lunghe con le gomme che si scaldano e la nostra moto soffre: non è facile. Quartararo va forte, ma le altre Yamaha pare abbiano tutte problemi”.

 

Davanti all’ennesima qualifica deludente, Rossi ha tentato di andare a ritroso alla ricerca dell’origine del suo costante declino: “Fino al 2018 mi sentivo forte, andavo bene e avevo raccolto tanti podi, poi nel 2019 è cambiato qualcosa e da lì è stato necessario lavorare sulla moto in modo molto differente”

 

Problemi tecnici, visto che il Dottore “in carriera” ha gradito sempre avere il posteriore della moto più duro e invece queste gomme sono un grande problema perché si deve essere più morbidi e non posso sfruttare i benefici del mio stile di guida”. Stile che è valso 9 titoli iridati (7 tra 500 e MotoGP), ma ormai inadatto alle moto attuali e soprattutto agli pneumatici Michelin.

 

La gara di domenica rischia di essere un altro calvario, con la scelta della gomma ancora da chiarire ma fondamentale perché “sarà una gara lunga e dura nella quale proverò a migliorare la posizione”. Affrontato anche il tema Marc Marquez, che per il Dottore può giocarsi la vittoria, il campione di Tavullia ha fatto il punto sull’accordo imminente tra il suo team VR46 e Ducati per il 2022 in MotoGP, con ufficialità attesa mercoledì 23 giugno 2021.

 

“Dovremmo annunciarlo a breve: alla Ducati abbiamo detto che ci piacerebbe scegliere i piloti e loro hanno dimostrato di credere molto nella nostra Academy” ha chiarito Rossi. Che, però, ha smorzato gli entusiasmi di molti rispetto all’eventualità che possa proseguire proprio con una moto del suo team in MotoGP nel 2022: “È molto difficile che sia io a guidare una di queste Ducati”.

 

Chiosa che non lascia molto spazio a dubbi di sorta, anche perché da programma nel mese di luglio Valentino, ormai 42enne, annuncerà le proprie intenzioni per la prossima stagione.

 

E se dopo le libere del venerdì in Germania è stato lui stesso a chiedersi che senso abbia correre ancora così (nelle retrovie) ribadendo quanto affermato da Marquez (“al suo posto non riuscirei a proseguire), salvo risultati improbabili nelle due gare che precedono la pausa estiva a questo punto il destino sembra scritto: Rossi è pronto a tuffarsi nel mondo delle 4 ruote per un anno almeno appendendo stivali e tuta ma non casco al chiododo.

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