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Clamoroso Stoner: “Volevo raggiungere Rossi in Yamaha” Casey Stoner in lotta con Jorge Lorenzo (2010) - Credit: Manuel Bruque / IPA / Fotogramma
MOTOGP 23 novembre 2021

Clamoroso Stoner: “Volevo raggiungere Rossi in Yamaha”

di Federico Bandirali

Nel documentario “RiVale” di Dazn, l’australiano ha svelato che “qualcuno disse no” a cose già fatte

Quando Valentino Rossi parla dei tanti rivali affrontati nell’appena chiusa e longeva carriera in MotoGP, nonostante duelli mozzafiato e spesso al limite in pista il nome di Casey Stoner viene associato dal Dottore all’espressione “uno dei migliori” in MotoGP.

Parole di rispetto, proferite da anni, per il centauro australiano che, dopo aver vinto l’unico titolo iridato MotoGP di Ducati, passò in Honda arrivando a vincere due mondiali nella classe regina prima di appendere il casco al chiodo ancora giovane e con possibilità di continuare per anni causa problemi fisici.

 

Il tutto mentre la rivalità tra i due, a dir poco accesa, negli anni in cui Stoner ha corso è stata tanto in pista quanto fuori, con rapporti tesi e parole pesanti quasi come il finale del GP di Laguna Seca che, causa sorpasso folle al “cavatappi” e altre manovre al limite nel giro finale, consegnò vittoria e titolo a Rossi.

 

Ma, come rivelato da Stoner nel documentario “RiVale” trasmesso da Dazn, prima di tutto ciò l’australiano avrebbe voluto e potuto diventare il compagno di squadra del Dottore in Yamaha come rivelato da lui stesso. Nonostante i duelli in pista nella MotoGP, che crearono una rivalità quasi epica dopo quella tra il nove volte iridato e Max Biaggi, per Stoner infatti Valentino non era solo un avversario ma anche il punto di riferimento.

 

“Ho cercato di essere compagno di squadra di Valentino per ben due volte. Eppure qualcuno in Yamaha me lo ha impedito. Probabilmente si sa a chi mi riferisco. Mi sarebbe piaciuto tantissimo avere la stessa moto di un pilota come Rossi per poter imparare da lui”.

 

Una confidenza che potrebbe scatenare l’immaginazione dei tifosi rispetto al mancato binomio e a ciò che sarebbe stato, ma che apre anche a quesiti: quando c’è stata questa possibilità, e chi della Casa di Iwata ha deciso di cambiare le carte in tavola quando le cose sembravano ormai fatte?

Il contatto tra Casey e Yamaha, invero, non sorprende i tifosi dell’australiano. Stoner, nella sua autobiografia Pushing the Limit, ha raccontato di un’intesa raggiunta con Yamaha nel 2005, mentre era in lotta con Daniel Pedrosa per il titolo in 250 vinto dallo spagnolo.

 

Stoner voleva la M1, appena riportata in alto da Rossi dopo anni di dominio Honda, ma un personaggio misterioso si mise di traverso a cose fatte. Escludendo l’ex pilota italiano, gli indizi sembrano puntare più sul management giapponese che su Davide Brivio, ma forse anche l’agente di Vale ai tempi non era troppo dell’idea (cosa che giustificherebbe sia la trattativa, che la successiva retromarcia Yamaha.

 

Fatto sta che a quel punto Stoner passò sì nella classe regina, ma in sella alla Honda affidata al team di Lucio Cecchinello. Poi, l’anno seguente, la casa del Diapason stava meditando il divorzio con Rossi, tentato dalla Ferrari, e scelse come prima guida in caso di addio Jorge Lorenzo.

 

Stoner, contestualmente, passò in Ducati. E poi ancora: nel 2009 i rapporti tra Borgo Panigale e l’australiano si logorarono, ma in questo caso Yamaha aveva già una coppia di stelle come Lorenzo e Rossi, quindi o si tratta del 2005 o del 2006. E, finché uno dei protagonisti non parlerà, il mistero è destinato a rimanere tale, come quello che sarebbe potuto succedere in caso di buon esito della trattativa. Cambiando il futuro della MotoGP, un po’ come nel film “Sliding Doors”.

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