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La vittoria di Morbidelli nel Gran Premio del Teruel ad Aragon Franco Morbidelli - Credit: Cordon Press / IPA / Fotogramma
MOTO 25 ottobre 2020

La vittoria di Morbidelli nel Gran Premio del Teruel ad Aragon

di Federico Bandirali

Precede Rins e Mir e si rilancia nella lotta iridata. Dovizioso 13° e fuori dai giochi

 

Franco Morbidelli fuori dai giochi per il mondiale?  Forse prima, sicuramente dopo il GP del Teruel, seconda gara sulla pista del MotorLand, assolutamente no.

Il “Morbido” con una gara da incorniciare ha infatti vinto ad Aragon, centrando il secondo successo - stagionale e in carriera - nella classe regina dopo quello di Misano, rilanciandosi così in sella alla Yamaha Petronas nella corsa per il titolo iridato dopo aver pereceduto al traguardo le Suzuki di Alex Rins e del leader del mondiale Joan Mir.

 

Scattato dalla seconda casella in griglia, l’italo-brasiliano ha colto al volto la strada aperta dalla caduta del poleman Nakagami per prendere il comando delle operazioni e, dopo aver tenuto a distanza di sicurezza Rins per metà gara, piazzare l’affondo decisivo nel finale come solo i grandi della classe regina sano fare.

 

Amarezza per Nakagami, che dopo aver cullato per 24 ore sogni di gloria dopo aver centrato la prima pole in carriera, nel volgere di poche curve ha abbandonato la prima posizione causa scivolata.

 

Così Morbidelli ne ha approfittato, e senza scomporsi si è issato a protagonista di giornata, lasciando a Rins l’amarezza del secondo posto. Gran rimonta per Mir, che dopo essere scattato dalla 12esima casella al via come al solito ha risalito la classifica fino ad agguantare il podio. Risultato che consente all’iberico di allungare ancora nel mondiale sui diretti rivali, con Quartararo solo 8° e ora a -14 dal leader del mondiale.

 

Poco meglio la M1 ufficiale di Maverick Vinales, settimo al traguardo e ora a meno 19 dal connazionale, con Andrea Dovizioso in grande difficoltà in tutto il weekend e solo 13° al traguardo, cedendo il quarto posto nella classifica iridata a Morbidelli (-25) arrivando ad accusare 28 punti di ritardo dal capoclassifica con 3 gare ancora da disputare con Rins a 32 punti dal compagno di team.

 

Quarto posto per la KTM di Pol Espargaro davanti alla Ducati (in versione 2019) del team Avintia di Zarco e a Miguel Oliveira, con la prima Desmosedici al traguardo affidata a Danilo Petrucci, solo 10°.

 

Con questi risultati, ovviamente, per l’Italia cambiano le carte in tavola. Da un lato Morbidelli si rilancia nella corsa al titolo; dall’altro il Dovi alza sostanzialmente bandiera bianca. Anche se, visto il passo gara, pensare di impensierire le due Suzuki è davvero complesso per tutti, con Mir netto favorito grazie ad una costanza di rendimento emersa solo in questa pazza e anomala stagione, segnata inesorabilmente dalla pandemia.

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