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MotoGP, Lorenzo: “Yamaha favoriva Rossi, lui disse no a Stoner” Jorge Lorenzo e Valentino Rossi compagni in Yamaha - Credit: XINHUA PHOTOSHOT NIKKU / Fotogramma
MOTOMONDIALE 1 dicembre 2021

MotoGP, Lorenzo: “Yamaha favoriva Rossi, lui disse no a Stoner”

di Samuele Ghidini

Altra uscita surreale del maiorchino, che segue le parole dell'australiano su una trattativa quasi conclusa nel 2006

Jorge Lorenzo, dopo aver abbandonato la MotoGP forte di tre titoli iridati nella classe regina e non intenzionato a farvi ritorno dopo l’ultima esperienza a dir poco negativa in Honda (2019), dal ritiro si è spesso lasciato andare a racconti polemici e rivelazioni surreali, quasi come se volesse restare comunque al centro delle cronache nonostante abbia appeso il casco al chiodo.  Il maiorchino, come noto, nei due periodi in cui ha diviso il box in Yamaha con Valentino Rossi, non era in rapporti idilliaci col Dottore al punto da far mettere un muro per separare i due staff personali.

 

E, nonostante le vittorie, nell’ormai noto documentario di Danz Ri-Vale dedicato al campione di Tavullia – il medesimo in cui aveva ammesso il “biscotto” con Marquez per evitare che Rossi vincesse il decimo titolo mondiale – questa volta si è scagliato contro Yamaha, rea di problemi passati ma soprattutto di averlo prima illuso nel 2020 ingaggiandolo come collaudatore,  e poi scaricato visto il suo essere un ex-pilota nella testa a prescindere dall’età.

Salito nella classe regina nel 2008 condividendo subito il box nel team ufficiale Yamaha con Valentino Rossi, le tensioni tra i due furono subito palesi e il predetto muro ne è testimonianza. 

 

“In teoria, Massimo Meregalli era il team manager di entrambi, ma si è focalizzato maggiormente dalla parte di Valentino – le parole di Jorge Lorenzo -.

Qualcuno è andato a Tavullia per parlare con l’allenatore di Rossi e dirgli cosa stessi facendo io per migliorare la condizione fisica. Questo ovviamente mi ha infastidito perché erano informazioni riservate. Più tardi, guardando le sue foto sui social, ho scoperto che Valentino aveva iniziato a guidare la stessa moto con cui mi allenavo. Ho capito che Meregalli o qualcuno della Yamaha gli aveva raccontato come mi preparavo con mio padre”.

 

E non è tutto, perché oltre a presunti favoritismi per Rossi che non gli hanno tolto nulla, il maiorchino ha sottolineato una volta di più che nel 2012 avrebbe potuto porre il veto per il ritorno di Rossi in Yamaha dopo l’esperienza infelice in Ducati. Impossibile, visto che a decidere (e pagare una fetta dell’ingaggio) fu la società organizzatrice Dorna isto il valore del Dottore per il Circus.

 

 

Ma non per Lorenzo: “Non immaginavo che la Yamaha stesse per riprendere Valentino. Se lo avessi saputo, sicuramente lo avrei impedito. Del resto è una cosa naturale. Non so se sia vero, ma, per esempio, pare che, a suo tempo, Valentino avesse posto il veto all'ingresso di Casey Stoner in Yamaha”.

 

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Con il maiorchino a svelare il presunto colpevole del mancato approdo dell’australiano in sella alla M1, reso pubblico dal due volte campione del mondo in MotoGP e unico iridato in sella alla Ducati. Strano che per Lorenzo, in un rapporto evidentemente di amore odio, il “colpevole” sia Rossi. Ma con i “si dice” e i “pare”, spesso si ottiene la ribalta mediatica. E lo spagnolo non pare in grado di rinunciarci.

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