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Marc Marquez operato per la terza volta, 2021 a rischio Marc Marquez - Credit: Michael / IPA / Fotogramma
MOTOGP 4 dicembre 2020

Marc Marquez operato per la terza volta, 2021 a rischio

di Federico Bandirali

In 30 giorni si conoscerà l’esito della nuova operazione all'omero. Se riuscita, il recupero sarà decisamente lento

Marc Marquez, dopo un tentativo recupero infinito e interminabile successivo alla frattura dell’omero destro riportata nella prima gara del Mondiale 2020 a Jerez lo scorso 19 luglio a cui sono seguiti due interventi chirurgici, ha sciolto le riserve e si è sottoposto a una nuova operazione, la terza, per sostituire ancora la piastra in titanio.

L’operazione, infatti, visti problemi con le precedenti, era cosa scontata, con l’unico obiettivo di non dover dire addio per sempre alla MotoGP. Il passato è alle spalle, e nei 5 mesi trascorsi dal duplice intervento il dolore è stato una costante per il campione di Cervera.

 

Che, forte di 8 titoli iridati (di cui 6 nella classe regina), si è reso perfettamente conto di come proseguire sperando fosse un rischio tale da mettere a repentaglio la carriera e le future vittorie. Questa volta, quindi, il “Cabroncito” ha fatto quello che non fa mai quando è in pista: andarci cauto.

 

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Dopo essere finito sotto i ferri a Barcellona senza ottenere i risultati sperati, Marquez si è recato giovedì 3 dicembre all’ospedale Ruber Internacional di Madrid per provare a voltare definitivamente pagina, a prescindere da quanto tempo ci vorrà per tornare in pista. Un intervento durato 8 ore ed eseguito da un’equipe composta da cinque specialisti iberici.

 

Con Honda a spiegare subito la dinamica in comunicato ufficiale: “Gli è stata tolta la placca precedente e ne è stata inserita una nuova, con aggiunta di un innesto osseo di cresta iliaca con un lembo libero cortico-periostico”.

 

Futuro immediato? Risposo, solo riposo e nessuno sforzo per 30 giorni, forse anche meno. Ma per l’inizio del 2021 si saprà con certezza se la frattura all’omero si è ricomposta, e quindi se Marc potrà iniziare a ritmettersi in forma. Nel caso si prevede un lento recupero, molto lento e quantificabile in mesi, con la "quasi certezza" che l’otto volte iridato non sarà presente al via della stagione 2021.

 

Secondo le stime, infatti, come minimo ci vorranno altri due mesi, ma più probabilmente tra i tre e i cinque, per tornare al 100%. Circostanza che esclude la partecipazione al GP inaugurale in Qatar il 28 marzo 2021, con gli eventi ad Austin e in Argentina difficilmente nel mirino, in attesa che il calendario per la prossima stagione sia confermato.

 

I rumors dalla Spagna parlano di un possibile rimpiazzo “a tempo” per Honda, pronta ad ingaggiare Andrea Dovizioso che dopo la brutta “rottura” con Ducati pensava già ad un anno sabbatico da dedicare al motocross. Conferme zero, visto che il manager del “Dovi”, Simone Battistella, da tempo nega di aver avuto qualsiasi tipo di contatto con la Casa di Tokyo, dove il forlivese è già passato senza lasciare ricordi memorabili.

 

Altri tempi, altra storia, e la certezza che prima di intavolare una reale trattativa sia necessario capire come evolverà il quadro clinico di Marquez. Se dovesse rientrare nel “luogo del delitto”, ovvero a Jerez il 2 maggio 2021, per l’ex centauro della Ducati avrebbe poco senso rimettersi tuta e casco e disputare una manciata di gare.

 

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Fare previsioni adesso è insensato, come lo è stato il folle tentativo di recupero record di Marquez nel 2020. Reduce da un intervento alla spalla nella pausa invernale dopo la vittoria nel 2019, il fuoriclasse spagnolo ha osato troppo in quell’occasione tentando di rientrare in tempi record per poi dover passare per un nuovo interveto, e a 28 anni dire addio alle corse non è un’opzione.

 

Tempo, pazienza e cautela: anche se dovesse significare saltare tutta la stagione 2022, il ritono in sella avverà solo quando il recupero sarà completo, almeno questa volta. Con le imprecazioni contro i medici di Barcellona, guidati dal dottor Mir, da riporre nel cassetto.

 

Honda non intende perdere il suo fuoriclasse e nemmeno rischiare di farlo. Il “Cannibale” che per una volta terrà a bada la sua irrefrenabile voglia di vincere aspettando tempi migliori. Per poi tornare a correre (e vincere) davvero e senza handicap, facendo splendere la sua stella nel “suo” Motomondiale quando il fisico lo permetterà. E poco conta se ciò dovesse accadere nel 2022.

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