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Maverick Vinales Maverick Vinales - Credit: pixathlon / HZ/SIPA / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2020 18 maggio 2020

MotoGP, niente stop in caso di positività al Covid-19 nel paddock

di Federico Bandirali

Lo ha dichiarato il CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta confermando: “Si parte il 19 luglio da Jerez”

Il futuro della stagione 2020 del Motomondiale, apparso segnato in negativo a metà marzo quando la pandemia da coronavirus SARS-CoV-2 ha travolto l’Europa, ora sembra essere tornato se non brillante quantomeno entusiasmante.

Il CEO della Dorna (la società iberica che organizza il Motomondiale e il Mondiale Superbike), infatti, dopo pessimismo e titubanze, seguite dal varo di un nuovo calendario da 12 GP di cui 7 in Spagna, ormai è convinto che nulla potrà fermare l’esordio della MotoGP e il ritorno in pista dopo l’assaggio dell’8 marzo scorso in Qatar per Moto2 e Moto3.

 

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Intervistato dal sito del quotidiano sportivo spagnolo Marca.com in video, Ezpeleta ha infatti ribadito che la stagione inizierà “il 19 luglio da Jerez. Ci saranno due Gp su molti circuiti, la maggior parte in Spagna, tutti a porte chiuse. La nostra missione è disputare la stagione 2020”.

 

Anche se, come chiarito dal numero uno di Dorna, “Adesso siamo molto più preparati rispetto a marzo e abbiamo anche dei protocolli ad hoc. Avanti comunque? L'unica cosa certa è che se ci dovesse essere un positivo nel paddock, il GP non verrà fermato”, e nemmeno il Mondiale a meno di un focolaio al muretto box.

 

Pensando alla pandemia e ai suoi tragici effetti, l’affermazione di Ezpeleta è quantomeno inopportuna, ma “the show must go on” perché quando si parla di fatturato tutto il resto viene in secondo piano.

 

Non si ripeterà dunque, quanto accaduto nella gara che avrebbe dovuto essere inaugurale per la Formula 1 a marzo, annullata proprio per la positività di alcuni meccanici, e la strada è comunque segnata: nessuno stop se non imposto dalle autorità.

 

“Abbiamo dei protocolli da sottoporre ai vari Paesi dove pensiamo di andare – ha garantito Ezpeleta - e a inizio giugno potremmo annunciare il calendario che si spera diventi realtà”.

 

Da ricordare come la misura di sicurezza principale sia il sottoporre a tampone tutti coloro che entreranno nella versione “ridotta” del paddock a causa del coronavirus.

E, rispetto alla formula a porte chiuse anche nel 2021, visto che nessuno ha la sfera di cristallo, resta arduo ipotizzare se si tornerà alla normalità o meno con un virus così subdolo e difficile da "controllare".

 

Tuttavia, centrato l’obiettivo principe di correre nel 2020, la Dorna si concentrerà “sul 2021 per il quale abbiamo un contratto con 20 circuiti per 20 gare. Vedremo se potrà essere mantenuto, abbiamo inoltre già apportato alcune modifiche tecniche, che riteniamo molto importanti per la situazione che potrebbe crearsi”.

 

Ezpeleta, che non ha fatto mistero di dover preservare il fatturato, ha infine speso una battuta su Rossi, più suo “amico” che pilota: “Valentino è molto importante di per sé, al di là di qualsiasi considerazione economica che non facciamo mai (bugia)”.

 

Aggiungendo come sia “importante che stia bene e si senta di correre, finché lo farà, meglio. Con Valentino parlo di tante cose, mai del suo ritiro. Quando avrà da dirmi qualcosa, me lo dirà. Dipende da lui, non da noi. È vicino all'accordo con la Petronas? Sarebbe fenomenale”.

Anche perché il “Dottore” muove molti tifosi, ben più di quelli di un campionissimo come Marc Marquez che, di certo, non ha tra le sue doti principali ironia e simpatia.

 

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