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MotoGP 2021, San Marino: le pagelle del GP di Misano Francesco "Pecco" Bagnaia - Credit: Cordon Press / IPA / Fotogramma
MOTOMONDIALE 2021 20 settembre 2021

MotoGP 2021, San Marino: le pagelle del GP di Misano

di Federico Bandirali

Bagnaia fenomenale. Bastianini da sogno, Marquez stoico. Festa grande per Rossi, ma non in gara

Nel primo dei due GP in programma a Misano nel 2021 della MotoGP (quello di San Marino e della Riviera di Rimini), un irresistibile Pecco Bagnaia ha bissato il primo successo nella classe regina vincendo con la sua Ducati dopo aver condotto la gara dal primo all’ultimo giro, respingendo il tentativo di rimonta nel finale da parte del leader iridato Fabio Quartararo.

Strepitosa prestazione anche per Enea Bastianini, sul gradino più basso del podio nella gara di casa con la Desmosedici del team Avintia (in versione 2020) e al miglior risultato in carriera nell’anno del debutto tra i big, con Marc Marquez quarto nonostante evidenti problemi fisici dovuti all’infortunio che lo ha tenuto fuori per tutto il 2020 e costretto a tre interventi chirurgici, evidentemente ancora non risolutivi nonostante la tenacia del fuoriclasse spagnolo.

 

Andata dunque in archivio la prima delle due tappe a Misano in questo 2021 con un Valentino Rossi pessimo in gara ma gratificato dal calore dei tifosi nel suo penultimo passaggio nel circuito italiano prima dell’addio alle moto, è tempo di dare i voti ai protagonisti del weekend in riva all’Adriatico nella classe regina.

MotoGP 2021: le pagelle del GP di San Marino a Misano

Pecco Bagnaia: 10.

Dimostrazione di maturità impressionante e vittoria strepitosa, la seconda in fila. Abbatte il record della pista in qualifica, scatta come un fulmine dalla pole e approfitta della bagarre al via tra Miller e Quartararo per lanciarsi in fuga.

Amministra, consapevole che la sua Ducati deve preservare gli pneumatici della sua Ducati in condizioni difficili da interpretare causa calo della temperatura dell'asfalto, poi quando il leader iridato rimonta anche per le migliori condizioni delle gomme limita i danni ed estrae dal cilindro un capolavoro nell’ultimo giro e mezzo sedando le velleità del francese della Yamaha. Chapeau.

Enea Bastianini: 10

Altra gara da incorniciare, e risposta sulla pista di casa a chi si attendeva una conferma dopo il sesto posto di Aragon. Si piazza bene in qualifica, poi esce alla distanza e trita gli avversari sorpasso dopo sorpasso prendendosi anche lo sfizio di infilare la Ducati ufficiale di Miller con la sua in configurazione 2020 (affidata al team Avintia) e si prende il primo podio in MotoGP nella stagione del debutto sulla pista di casa. Il riminese promette davvero bene, e non è una novità. Volitivo.

Fabio Quartararo: 9,5

È consapevole di dover amministrare gli penumatici per poi imporre il miglior passo gara del lotto, e dopo aver duellato nelle prime curve con Miller si prende sostanzialmente una pausa. Poi, quando il momento è maturo, “El Diablo” si lancia all’inseguimento di Bagnaia e arriva sul codone della Ducati mostrando uno stile di guida a dir poco impeccabile, ma Pecco estrae un coniglio magico dal cilindro e deve accontentarsi di un secondo posto comunque preziosissimo in ottica Mondiale, visti i 48 punti ancora di vantaggio, che però non pare andargli troppo giù. Combattivo.

Marc Marquez: 8

Prima della partenza, ai microfoni di Sky, ha gli occhi davvero provati (nelle Libere del venerdì si era toccato la spalla destra rallentando piegandosi sulla moto in quella che deve essere stata una tremenda botta di doloro) e sembra che i postumi dell’infortunio di Jerez non si siano esauriti in tre interventi chirurgici e un lento recupero.

Ma l’otto volte iridato, per quanto stremato e probabilmente prossimo a tornare sotto i ferri, doma una Honda comunque discreta, resta sempre nelle posizioni di vertice, e nella bagarre a tre per il quarto posto con Miller e Mir si tiene fuori dai guai e dalle penalità mettendosi davanti a tutti. Stoico.

Aleix Espargaro: 6,5

Non è il miglior weekend per lui e per l’Aprilia, ma in gara mostra i muscoli nelle battute iniziali portando la RS-GP sotto i codoni di Quartaro e Marquez, poi paga l’usura delle gomme ma esce vincitore dal duello con il fratello Pol, chiudendo nel migliore dei modi possibili (7°). Solido..

Valentino Rossi: 6

10 alla festa che lo ha accolto da parte dei suoi tanti tifosi, una vera e propria marea gialla con numeri 46 al vento e emozioni uniche nel penultimo passaggio della carriera a Misano (l’ultimo sarà a ottobre, e le lacrime non mancheranno); 2 alla gara e al weekend in generale, passato nelle retrovie e salvato da un 17esimo posto che purtroppo certifica tutte le difficoltà dell’ultima stagione nonostante la M1 del team Petronas sia identica alle due ufficiali. Toccante.

Joan Mir: 5,5

Sembrava avere un gran passo nonostante i problemi in qualifica, ma in gara ci mette molto più del previsto e arriva a giocarsi il quarto posto con Marquez e Miller molto più lontano dai primi di quanto si potesse pensare. Si innervosisce, e nonostante sia il campione in carica sconfina sul verde all’ultimo giro perdendo così la quinta posizione a favore del comunque deludente australiano della Ducati ex post causa penalità. In regresso.

Franco Morbidelli: 5

Balzare dalla M1 in versione 2020 (forse, più un ibrido con quella del 2019) ad una ufficiale al rientro dopo un’operazione fastidiosa come quella al legamento crociato anteriore del ginocchio non è cosa facile. Però in gara, visto il potenziale della Yamaha, era lecito attendersi qualcosa in più, inutile nasconderlo. Il Morbido avrà sicuramente modo per rifarsi, e a questo giro realisticamente ha fatto ciò che poteva e il suo fisico gli consigliava. Cautela.

Andrea Dovizioso: 4,5

Sbalzato su una Yamaha sostanzialmente ufficiale dopo 10 mesi di nulla o quasi tolta una manciata di test con Aprilia, inizia il weekend nel peggiore dei modi e nonostante colmi mano a mano il gap dalla vetta togliendosi un po’ di ruggine dal manico in qualifica colleziona l’ultimo posto, dietro al nuovo compagno di team in Petronas Rossi.

La gara è da “chi l’ha visto” per gli amanti del genere, noi non lo siamo ma di sicuro stante il lungo stop e 3 soli giorni in sella alla M1 non ci si poteva attendere molto di più. Il vero “Dovi” si vedrà nel 2022, anche se nel frattempo ha tutto per migliorare e nonostante l’ultimo posto, visti anche i piazzamenti dei piloti Yamaha (tolto Quartararo, ovviamente) è “rimandato con attenuanti”. Ancora per poco.

Johann Zarco: 4,5

Inutile infierire sul francese, che in qualifica ci prova ma in gara pur lottando nostra perché dovrà passare sotto i ferri vista la sindrome compartimentale. Il weekend del team Pramc è un disastro, ma lui rispetto a Martin quantomeno resta lucido, anche in virtù della maggior esperienza. Sofferente.

Jack Miller: 4

Scatta bene al via prendendosi la seconda posizione, poi la sua gara diventa l’opposto di quella di Bagnaia con la Desmosedici dell’australiano a perdere terreno e posizioni, fino ad essere passato da Mir nella volata finale. “Salvato” dagli sconfinamenti sul verde dello spagnolo, chiude al quinto posto nella volata a tre ma ben dopo aver tagliato il traguardo. Gambero.

Jorge Martin: 3

Parte come una furia, e come una furia esce domato da Quartararo terminando la prima parte di “corrida” nella ghiaia. Si rialza, riparte, taglia curva uno e invece che scontare la penalità si ritira mestamente. È giovane, ma strafare non serve a nulla. Ansioso e sconsiderato. Troppo.

Alex Rins: 2

Dare continuità con due belle prestazioni, migliori di quelle di Mir e a ridosso dei primi in sella alla Suzuki sembrava possibile. Sembrava, perché poi lo spagnolo è ricaduto nel consueto vizio di voler strafare e ha “inconsapevolmente” preferito la ghiaia alla possibile gloria. Come accaduto tante, troppe volte. Eterna incompiuta.

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