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MotoGP, Suzuki ha ufficializzato la decisione di lasciare dal 2023

La "tribuna Suzuki" a Misano (2019)- Credit: Suzuki

MOTOMONDIALE12 maggio 2022

MotoGP, Suzuki ha ufficializzato la decisione di lasciare dal 2023

di Federico Bandirali

Spiegando i motivi e precisando che, per risolvere il contratto senza penali, sono in corso “trattative con Dorna”

Dopo l’annuncio ufficioso di Suzuki, che, al termine del GP di Jerez ha colto tutti di sorpresa - compresi i piloti Joan Mir e Alex Rins oltre al team principal Livio Suppo - decidendo di lasciare la MotoGP nel 2023, la comunicazione ufficiale della Casa di Hamamatsu è arrivata alla vigilia del GP di Francia che si disputerà a Le Mans.

 

Nulla di nuovo da segnalare, se non un comunicato ufficiale nel quale il costruttore nipponico - dopo lo stop stante il contratto da poco rinnovato fino al 2026 da parte di Dorna (la società spagnola che organizza il Motomondiale) e la necessità di trovare un accordo – ammette di essere in trattative con il CEO della società iberica Carmelo Ezpeleta per trovare un’intesa che soddisfi entrambe le parti.

 

“Suzuki Motor Corporation è in trattative con Dorna in merito alla possibilità di terminare la sua partecipazione in MotoGP alla fine del 2022. Purtroppo, l’attuale congiuntura economica e la necessità di concentrare i propri sforzi sui grandi cambiamenti che l’automotive sta affrontando in questi anni, stanno costringendo Suzuki a spostare costi e risorse umane per sviluppare nuove tecnologie. Vorremmo esprimere la nostra più profonda gratitudine al nostro Team Suzuki Ecstar, a tutti coloro che hanno supportato le attività motociclistiche di Suzuki per molti anni e a tutti i fan che ci hanno supportato con entusiasmo”, recita la nota della Casa di Hamamatsu.

 

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Un testo breve ma dal significato chiaro ed esaustivo, che spiega le ragioni ufficiali dell’improvviso cambio di rotta (anche se non tutte) e la necessità, subito esposta da Dorna, di dover trovare un accordo onde evitare penali assai più care del mantenimento del team in MotoGP.

 

L’addio, evidentemente, è vicino. E, come ricordato da Dorna, l’uscita di Suzuki dal circus non può prescindere da un accordo a cui seguirà una valutazione rispetto al numero “ideale di team e piloti per la MotoGP a partire dal 2023”.

 

Tuttavia, finché le trattative non saranno concluse - e nonostante Mir si sia già accasato virtualmente altrove (Honda al posto dello scaricato Pol Espargaro) poiché in scadenza di contratto -, la parola per porre fine alla seconda avventura di Suzuki in MotoGP non è stabilita, con scelta tra “addio” e un assai più probabile “arrivederci”.