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Klay Thompson Il "cecchino" Klay Thompson tira da 3 con l'iconico pallone Spalding - Credit: Kirby Lee / IPA / Fotogramma
BASKET NBA 19 maggio 2020

L’Nba cambierà pallone: dopo 38 anni di Spalding tornarà a quelli Wilson

di Federico Bandirali

Chiusa una gloriosa era, la Lega torna alle origini con la “spicchia” usata dalla nascita (1946) al 1983

L’Nba, nell’attesa di capire se e come concludere la stagione 2019/2020 con il Commissioner Adam Silver che si è preso dalle due alle quattro settimane di tempo per decidere il da farsi, non resta comunque “ferma”, almeno per quanto concerne partnership e sviluppo del business.

Così, dopo aver siglato un accordo con Microsoft invero oscuro rispetto ai dettagli a metà aprile, sceglie di tornare alle origini per quanto concerne i palloni da gioco dalla stagione 2021/2022.

 

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La nuova “spicchia” arancione, infatti, smetterà di essere marchiata Spalding dopo 38 anni nei quali il binomio aveva assunto contorni iconici legati alle gesta di campioni intergenerazionali, da Larry Bird e Magic Johnson passando per Michael Jordan e Kobe Bryant per finire con LeBron James e Steph Curry (senza far torto a tutte le stelle non citate, ovviamente).

 

Svolta? No, per nulla, semplicemente quello che gli anglofoni definiscono “back to basics” (ovvero “ritorno alle radici”), perché a rimpiazzare il futuro ex fornitore di palloni da gioco sarà la Wilson.

 

Ovvero la casa produttrice con sede a Chicago che ha accompagnato, sin dalla nascita della Nba nel 1946, le gesta sul parquet di sterminate generazioni di campioni tra cui l’11 volte campione con i Boston Celtics Bill Russell, i 100 punti (record di tutti i tempi in una singola partita) messi a referto da Wilt Chamberlain e Kareem Abdul Jabbar fino a quando non aveva, nel lontano 1983, “passato il testimone” a Spalding, restando “solo” con il college basketball statunitense della NCAA “in mano”.

 

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Soddisfazione, ovviamente, per entrambe le parti in causa, con la divisione deputata alle partnership globali della Nba soddisfatta in primis economicamente e poi, come si conviene quando si parla di affari, per il ritorno alla “spicchia” che per 37 stagioni ha fatto “sviluppare e crescere” il gioco e il movimento cestistico nordamericano, e che si spartirà a metà la storia della Lega con Spalding.

 

Wilson, invece, con il prestigioso abbinamento punta a tornare un marchio globale, e non vede l’ora inizi la nuova “love story” grazie ad un lauto bonifico, continuando a utilizzare i materiali attuali per produrre i nuovi palloni della Nba, con il medesimo cuoio e la “struttura” ad otto “spicchie”, assimilando il pallone da basket all’arancia come consuetudine tra gli addetti ai lavori.

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