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Nba, la stagione riparte a Disney World il 31 luglio con 22 squadre LeBron James, Anthony Davis e Rajon Rondo (Lakers) - Credit: Robert Hanashiro / IPA / Fotogramma
BASKET NBA RIPARTENZA 2019-2020 7 giugno 2020

Nba, la stagione riparte a Disney World il 31 luglio con 22 squadre

di Federico Bandirali

Isolamento fino a metà ottobre nella “bolla” di Orlando. Format rivisto: ecco come

 

L’attesa per la decisione dei 30 proprietari delle franchigie Nba in merito alla ripresa della stagione interrotta lo scorso 11 marzo a causa della positività al Covid-19 del centro francese degli Utah Jazz Rudy Gobert e sospesa per via della pandemia è finita.

Dopo aver valutato quattro proposte del Commissioner Adam Silver rispetto al format, l’assemblea dei proprietari ha scelto quasi all’unanimità (un solo voto contrario) come riprenderà la stagione: 22 squadre coinvolte (su 30) per 88 match di regular season a cui faranno seguito i playoff che, come di consueto, saranno al meglio delle 7 partite.

 

Il tutto, come già noto, a partire dal 31 luglio (poi anticipato al 30( nella “bolla” del Walt Disney World Resort di Orlando (Florida), con termine della stagione fissato per ottobre, con le squadre in isolamento per quasi 4 mesi nel paradiso dei bambini.

 

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Preso atto di come fosse sostanzialmente improponibile riprendere coinvolgendo tutte e 30 le squadre per disputare i 259 match che mancavano al termine della regular season al momento della sospensione, con una soluzione che limita i danni economici mediando tra fatturato e sicurezza.

 

Il nuovo format e gli "spareggi" playoff

La scelta delle 22 franchigie, ovviamente, non è causale, e include tutte le squadre ancora in corsa per i playoff nel marzo scorso, che giocheranno 8 partite ciascuna per un totale di 88 solo per quanto riguarda la regular season: uno stratagemma che porterà le 22 prescelte a superare la soglia dei 70 match stagionali incassando così il bonus dalle televisioni pari a due miliardi di dollari.

 

Il format prevede che, qualora la distanza tra l’8ª e la 9ª classificata delle due Conference sia inferiore a 4 partite, si disputi uno spareggio playoff tra le due interessate. Se a vincere lo spareggio sarà l’ottava, si andrà dritti ai playoff, mentre in caso di upset si giocherà una sorta di ulteriore spareggio per accedere alla post season.

 

Determinato il ranking e il tabellone dei playoff, il resto della stagione procederà come di consueto (o quasi) con la formula tradizionale anche se, ovviamente, verrà meno il vantaggio del fattore campo. Un percorso lungo, che qualora si arrivasse a gara 7 delle Finals si concluderà il 12 ottobre 2020, data vicinissima al tradizionale via della stagione.

Di conseguenza, come già ipotizzato, le 8 squadre fuori dai giochi torneranno in campo non prima di dicembre, verosimilmente a Natale, con annesse difficoltà nella partecipazione delle stelle del basket a stelle e strisce (per l’Italia Danilo Gallinari, Nicolò Melli, Marco Belinelli e, forse Nico Mannion) ai giochi olimpici di Tokyo 2021.

 

Le 22 squadre che riprenderanno la stagione

Come detto le 22 squadre che si isoleranno a Disney World sono quelle ancora in lotta per i playoff al momento dell’interruzione, ovvero 6 squadre di cui solo i Washington Wizards nella Eastern Conference.

 

A Ovest, con i soli Lakers che hanno già conquistato l’accesso ai playoff, ci saranno altre 12 franchigie: Los Angeles Clippers, Denver Nuggets, Utah Jazz, Oklahoma City Thunder (con Gallinari), Houston Rockets, Dallas Mavericks, Memphis Grizzlies, Portland Trail Blazers, New Orleans Pelicans (nuova squadra di Nicolò Melli), Sacramento Kings, San Antonio Spurs (sempre con Marco Belinelli) e Phoenix Suns.

 

Nella Eastern Conference, invece, oltre ai Milwaukee Bucks e ai Toronto Raptors – entrambe già in possesso di biglietto per giocarsi il titolo nei playoff, saranno invece solo 7 le squadre in corsa: Boston Celtics, Miami Heat, Indiana Pacers, Philadelphia Sixers, Brooklyn Nets, Orlando Magic e Washington Wizards, noni e con l’obiettivo di provare a ridurre il divario attuale di 5,5 partite dai Magic per strappare il ticket per la post season.

 

E le otto che hanno già finito di giocare

A Orlando, invece, non andranno i Golden State Warriors (finalisti nelle ultime stagioni ma reduci da un’annata volutamente opaca), i Minnesota Timberwolves, gli Charlotte Hornets, i Chicago Bulls, i New York Knicks, i Detroit Pistons, gli Atlanta Hawks e i Cleveland Cavs.

 

Draft e Free agency: tutto da decidere

Ancora da chiarire le date del draft e della free agency, con l’ipotesi concreta che il 2020 segni un’inversione a U posticipando la scelta dei giocatori in uscita dal college (e stranieri) dopo la free agency, anche se manca l’ufficialità essendo, evidentemente, un problema secondario rispetto alla ripresa.

 

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A Disney World massimo 35 persone per franchigia

Il protocollo, che deve ancora ricevere lo scontato sì del sindacato dei giocatori, prevede che le 22 squadre arrivino al Disney World Center per l’inizio di luglio. Appena arrivati, come ovvio, giocatori dove i giocatori e staff di ogni franchigia verranno sottoposti a tampone, e lo rifaranno prima di giocare ogni singola partita.

 

Ogni squadra, tra staff tecnico e giocatori, potrà portare in isolamento in Florida solo 35 persone, mentre eventuali positività al Covid-19 non decreteranno un’altra sospensione della stagione.

 

Cosa succederà in caso di cestista “positivo”

Di fatto, quindi, un eventuale positività di un giocatore sarà parificata a un normale infortunio, lasciando la squadra senza il “positivo” fino alla guarigione.

Deciso tutto o quasi, manca ancora l’ok del sindacato dei giocatori che sin dall’inizio aveva spinto per poter far sì che i cestisti potessero portare con sé nella “bolla” le rispettive famiglie: non succederà, almeno fino a settembre, perché sarebbe logisticamente complesso da gestire e l’obiettivo di tutti è concludere la stagione “in sicurezza” per salvare fatturato e stipendi...

 

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