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Nba verso la ripresa della stagione a luglio nella “bolla” Disney World L'MVP del 2019 Giannis Antetokounmpo e Kemba Walker - Credit: Bob Donnan / IPA / Fotogramma
BASKET NBA 2019-2020 24 maggio 2020

Nba verso la ripresa della stagione a luglio nella “bolla” Disney World

di Federico Bandirali

Trattative ufficiali e in stato avanzato per giocare a Orlando. Format da deifinire, ma la ripartenza pare certa

La pandemia da coronavirus SARS-CoV-2 in diversi Stati degli Usa è tutto fuirché sotto controllo, situazione che determina come alcuni centri di allenamento delle franchigie Nba – autorizzate a far allenare i propri giocatori individuali solo nelle facility di proprietà – di fatto impedisce ad alcuni atleti di riprendere ad allenarsi, nonostante l’Association abbia dato l’ok a partire dallo scorso 8 maggio.

Una circostanza che, evidentemente, non modifica i piani del Commissioner Adam Silver, il quale 7 giorni orsono si è preso dalle 2 alle 4 settimane per decidere ed eventualmente programmare il da farsi. Ora, però, più che i rumors, attendibili fino a un certo punto, la ripresa della stagione – ferma dall’11 marzo a causa della positività al Covid-19 del centro francese degli Utah Jazz Rudy Gobert – sembra sempre più vicina.

 

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Mike Bass, portavoce del board direttivo della Lega, ha infatti reso noto che l’Nba e il sindacato dei giocatori guidato dal play degli Oklahoma City Thunder, Chris Paul, hanno ufficialmente avviato colloqui (che, invero, sono iniziati da circa un mese ma restando sul vago) con la Walt Disney, in modo da ripartire nella “bolla” (ovvero senza contatti con l’esterno per tutto il periodo in cui si potrebbe giocare) del “Disney World” di Orlando da fine luglio.

 

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“L’Nba assieme alla Nbpa (il sindacato giocatori) ha avviato contatti esplorativi’ con la Walt Disney Company per ricominciare la stagione 2019-20 a fine luglio nel Espn Wide World of Sports Complex, parte di Disney World in Florida. Sarebbe il sito unico per partite, allenamenti e alloggi - ha dichiarato Bass. La nostra priorità resta quella di assicurare la salute e la sicurezza di tutte le persone coinvolte, e per questo stiamo collaborando con esperti di salute pubblica e autorità governative in modo da assicurarci di ottenere linee guida ben definite, in modo da consentirci di stabilire protocolli medici e di sicurezza appropriati con le opportune protezioni”.

 

La svolta è evidente, perché se prima si ipotizzava la ripresa solo sulla base di indiscrezioni diffuse da fonti a dir poco attendibili, ora la parola è inserita in un annuncio ufficiale, che chiarisce come l’intenzione della Nba sia davvero “rinchiudersi” in una sorta di bolla chiudendosi in sé stessa rispetto al resto del mondo per concludere la stagione 2019-2020.

 

Il tutto, chiaramente, a porte “chiusissime” (ma i giocatori premono per avere le famiglie presenti), rendendo l’ipotesi Disney World concreta: il “micro-mondo” della Disney, regno della fantasia e della creatività per i bambini, appare evidentemente perfetto per farlo.

 

Situata a pochi chilometri da Orlando, Disney World non ha certo problemi di capienza rispetto alla possibilità che le 30 franchigie vi si “trasferiscano” con coach, staff (35 persone per franchigia) e personale della Nba (arbitri ovviamente inclusi) nei vari alberghi e resort, è dotato di campi d’allenamento e arene per le partite con tanto di infrastruttura per la trasmissione televisiva già pronta, e non meno importante la proprietà e sì privata, ma unica contrariamente a Las Vegas, l’altra “bolla” ipotizzata per ripartire, e questo faciliterà le trattative.

 

Inoltre, la struttura dovrebbe essere facilmente rimodellabile in tempi brevissimi per introdurre tutte le misure di sicurezza necessarie, in modo da limitare l’accesso dall’esterno ed evitare che il coronavirus possa entrare nella “bolla”.

 

Altro fattore, non da poco visto che anche altre Leghe sportive statunitensi si sono rivolte alla Walt Disney, il rapporto stretto e con origini “antiche” tra le due parti: Disney, infatti, possiede l’emittente televisivo Espn, che rientra nell’ampio network di televisioni che “portano” le partite sugli schermi degli Usa e di mezzo mondo pagando la misera cifra di 2,8 miliardi di dollari per i diritti.

 

Lo Espn Wide World of Sports Complex all’interno del parco di divertimenti comprende un'area abbastanza grande ma, ben più importante vista l’assenza di pubblico, 12 campi da basket coperti e già attrezzati per le dirette tv dove svolgere tutte le attività agonistiche. Anche in ragione delle porte chiuse, si rende inutile l’utilizzo della “casa” degli Orlando Magic sponsorizzati – non a caso – proprio dalla Disney, ovvero l’Amway Center.

 

Detto dei rapporti privilegiatissimi tra le due parti in causa consolidati negli anni con partnership e iniziative congiunte, resta il nodo del format, al momento ancora da definire.

I discorsi sono, e non ne è stato fatto mistero, “esplorativi”, e tuttavia questa sembra la strada scelta dalla Nba dopo aver scartato Las vegas anche per l’intenzione del governatore del Nevada di riaprire i casinò aprendo la “bolla” desiderata dall’Association.

 

Venerdì 29 maggio il Commissioner Adam Silver incontrerà nuovamente i proprietari a due settimane dal primo meeting, ma la scadenza ultima per decidere cosa fare imposta a team e giocatori e fissata per il 5 giugno. Resta molto da definire, dunque, ma la corsa contro il tempo è partita e, sebbene il come sia ancora ignoto, sembra davvero che l’Nba riprenderà e concluderà la stagione interrotta. Di fatto l’annuncio di Bass è un’ammissione: il basket a stelle e strisce vuole ripartire, e se non ci saranno intoppi è quello che accadrà

 

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