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Ripartenza Nba: Bucks e Rockets subito ok, vincono anche Blazers e Spurs Giannis Antetokounmpo - Credit: Bob Donnan / IPA / Fotogramma
BASKET NBA 2020 1 agosto 2020

Ripartenza Nba: Bucks e Rockets subito ok, vincono anche Blazers e Spurs

di Federico Bandirali

Orlando batte i Nets e si prende il 7° posto a Est. Phoenix supera Washington e tenta l’assalto ai playoff

 

Sei le partite Nba nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto nella "bolla" del Disney Wold Resort di Orlando, sede della ripartenza della stagione sospesa lo scorso undici marzo e ripresa la nottata precedente con le vittorie di Jazz e Lakers rispettivamente contro Pelicans e Clippers nel derby di Los Angeles.

Ecco i risulati dei sei match in questione:

 

Milwaukee Bucks-Boston Celtics 119-112

Giannis Antetokounmpo, sempre più candidato ad essere eletto MVP della stagione, ritorna sul parquet dopo quasi cinque mesi ma sembra non aver mai smesso di giocare: 36 punti, 15 rimbalzi e sette assist il sontuoso bottino del greco di Milwaukee che ha chiuso con un eloquente 14/20 dal campo. Numeri da capogiro, utili ai Bucks per avere la meglio sui Boston Celtics al termine di un match combattuto nel quale Khris Middleton, con i suoi 18 punti, ha inaugurato le danze aprendo con una tripla.

 

Nei Celtics, con Kemba Walker a minutaggio limitato solo parzialmente dai problemi al ginocchio e tenuto a lungo in panchina da coach Stevens (16 in 19’), 23 punti per Marcus Smart in uscita dalla panchina a cui si aggiungono i 22 di un ormai costante Jaylen Brown. Pessimo ritorno per Jayson Tatum, incapace di trovare la via del canestro con un misero 2/18 dal campo e 5 punti a referto, anche se Boston conserva il terzo posto nella Eastern Conference dove, casualmente, comandano proprio i Bucks.

 

Polemiche per una “non chiamata” arbitrale nei momenti topici della partita, con Antetokounmpo graziato quando, invece che fischiare il sesto fallo che avrebbe estromesso il greco dal match, i grigi hanno invertito la decisione che sembrava scontata regalando alla stella di Milwaukee anche un viaggio in lunetta con un libero mandato a bersaglio e risultato determinante a fine gara.

 

Dallas Mavericks-Houston Rockets 149-153 D.t.s.

James Harden vuole far di tutto per entrare nel ristretto club di giocatori capaci di chiudere con 30 o più punti di media tre stagioni consecutive (l’ultimo a farlo è stato Michael Jordan) e lo ha fatto vedere subito nella vittoria in rimonta e al supplementare dei suoi Rockets contro i Dallas Mavericks. Il “Barba” autore di 49 punti a fine match, ha chiuso con 49 punti referto con 20 partite da 40 o più punti in stagione: meglio di lui solo Wilt Chamberlain (capace di farlo per 6 stagioni), Michael Jordan (2) e Elgin Baylor (2).

 

I Mavs, trascinati da un Luka Doncic alla ventitreesima tripla doppia carriera (28 con 13 rimbalzi e 10 assist), hanno assaporato a lungo il profumo della vittoria, trovandosi sul +7 a meno di 50” dalla fine dei tempi regolamentari, Poi un appoggio di Covington dopo libero sbagliato da Harden a rimandato il discorso al supplementare, dove Houston non ha avuto grossi problemi nel domare la resistenza di Dalla chiudendo i conti vincendo 153-149.

 

San Antonio Spurs-Sacramento Kings 129-120

Tra due squadre entrate nella “bolla” per provare quantomeno a strappare lo spareggio per accedere ai playoff tra ottava e nona classificata nella Western Conference, i San Antonio Spurs battono abbastanza agevolmente i Sacramento Kings trascinati da un DeRozan versione lusso. L’ex guardia di Toronto, autore di 27 punti con 3 soli errori dal campo, ne mette 17 nel quarto conclusivo dove la truppa di Gregg Popovich gira come un orologio svizzero in attacco, trovando tiri aperti per un sontuoso 53% abbondante dal campo.

 

Importante anche l’apporto di Marco Belinelli, impreciso dal campo nei 15’ sul parquet ma capace di mandare a bersaglio sette liberi in altrettante gite in lunetta, giocando con la giusta carica agonistica e la scritta “Uguaglianza” al posto del nome sul retro della canotta bianconera numero 18.

 

Sacramento, che non è entrata nella “bolla” al top, ha comunque tenuto testa agli “speroni” grazie alle magie di De’Aron Fox - career high 39 punti e sei assist con ben 33 tiri presi (di cui 17 a bersaglio) - fino ai 4’ conclusivi, nei quali gli Spurs hanno piazzato il break di 17-8 che ha, di fatto chiuso i conti.

 

Portland Trail Blazers-Memphis Grizzlies 140-135 D.t.s

In un match “caldo” tra l’ottava (Memphis) e la nona (Portland) forza all’Est, la spuntano i Blazers al supplementare. Avanti di otto alla pausa lunga, nella seconda metà di match Portland ha allenato la presa consentendo ai Grizzlies di ricucire lo strappo e, dopo un finale di tempi regolamentari a dir poco tirato, ha trovato nelle giocate di Carmelo Anthony (21) alla fine dei regolamentari le opportunità per chiudere i conti.

 

“Melo”, tirato a lucido fisicamente, dopo aver infilato due triple surreali a cercato di chiudere i conti con la terza conclusione della lunga, senza però bucare la retina. Poco male perché, nonostante una prestazione superlativa di Jaren Jackson (33), la premiata ditta McCollum (33) – Lillard (29 con 9 assist) ha dato man forte ad Anthony, mentre Nurkic ha preso possesso del pitturato (18 e 9 carambole) per la vittoria dei Blazers all’overtime.

 

Risultato che complica e non poco la vita ai Grizzlies, chiamati un’impresa quasi titanica per evitare di doversi giocare allo spareggio tra ottava e nona l’accesso ai playoff.

 

Brooklyn Nets-Orlando Magic 118-128

I derelitti Nets, nella “bolla” senza metà squadra tra Covid e infortuni, cedono all’immediata inseguitrice nella Eastern Conference, ovvero gli Orlando Magic, a conclusione di un match durato due quarti.

 

Impossibile per il solo LeVert, autore di 17 punti, compensare le troppe assenze nelle fila della seconda franchigia di New York, con i “quasi padroni di casa” dei Magic, inguardabile nella prima metà di gara e usciti nel terzo quarto con un maxi-parziale di 41-23 che ha mandato anzitempo i titoli di coda, rendendo inutile l’assalto all’arma bianca dei Nets nel finale di match.

 

Ottima prestazione per Vucevic, autore di 22 punti con 7 rimbalzi e 5 assist e migliore dei suoi dopo Fournier (24 con 10/15 dal campo e 5 assist),  on Orlando che si prende di forza il settimo seed ad Est lasciando l’ottava e ultima piazza per accedere ai playoff a Brooklyn.

 

Franchigia fortunata nella sfortuna perché quasi inattaccabile dagli altrettanto derelitti Washington Wizards, che salvo sorprese non dovrebbero riuscire a tornare a meno di 4 vittorie di distanza dai Nets entro la fine della regular season e, di conseguenza, impossibilitati a giocarsi l’accesso ai playoff nello spareggio.

 

Washington Wizards-Phoenix Suns 112-125

Due delle squadre entrate nella bolla quasi senza possibilità di giocarsi quantomeno il “play-in” per accedere ai playoff, ovvero Washington e Phoenix, hanno messo in scena una partita a senso unico, con i soli Suns a dare la sensazione di non voler lasciar nulla di intentato e i Wizards falcidiati dalle troppe assenze pesanti.

 

Partita solida dei Suns con Rubio a far girare l’attacco come un orologio con 9 assist e capace di mettersi in proprio quando necessario (15 a referto al 48’). Ovvero in poche situazioni, perché il solito Devin Booker, rigenerato dal lungo stop, ha realizzato 27 punti conditi da 5 rimbalzi e quattro assistenze, pur tirando con un appena discreto 8/21 dal campo.

 

Fondamentale, invece, l’apporto nel pitturato di DeAndre Ayton, quasi infallibile dal campo (24 punti con 3 errori su 14 tiri presi) e 12 rimbalzi. Washington, come da programma, può consolarsi solo con l’ottima prestazione del rookie giapponese, che ha chiuso con 21 punti e 8 rimbalzi predicando però nel deserto. Rui Hachimura. Bene anche Jerome Robinson (20), ma per i Wizards l’esperienza nella bolla si esaurirà in altre 7 partite e dunque a metà agosto, con l’unico obiettivo realistico di far crescere i giovani in vista della prossima stagione quando rientreranno le stelle John Wall e Bradley Beal.

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