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NBA: OKC ko con Denver, vittorie per Raptors, Lakers e Philadelphia Serge Ibaka - Credit: KR4 / IPA / Fotogramma
BASKET NBA 2019-2020 4 agosto 2020

NBA: OKC ko con Denver, vittorie per Raptors, Lakers e Philadelphia

di Federico Bandirali

I Pacers di TJ Warren (34) stendono Washington, Memphis cade ancora contro i Pelicans. Lakers primi ad Ovest

Altra serata/nottata di spettacolo Nba nella “bolla” del Disney World Resort di Orlando, con i Thunder di un positivo Gallinari sconfitti al supplementare dai Denver Nuggets guidati dai 37 punti di un abbacinante Michael Porter JR (37) e dalla tripla doppia del “solito” Jokic.

New Orleans ritrova Williamson e coglie il primo successo dopo la ripartenza infliggendo il terzo ko consecutivo a Memphis, che vede avvicinarsi proprio i Pelicans e ringrazia Philadelphia, vincitrice al fotofinish contro i San Antonio Spurs: ad Ovest è bagarre vera per l’ottavo e il nono posto alla fine della regular season che valgono lo spareggio playoff.

 

Toronto vince ancora trascinata da un VanVleet incontenibile e sempre più in palla, piegando la tenace resistenza dei Miami Heat solo nel finale, mentre Indiana vede TJ Warren metterne a referto 34 (dopo i 53 della partita precedente) e si sbarazza agevolmente dei demotivati e derelitti Washington Wizards, a cui va dato atto di averci comunque provato fino all’ultimo. 

 

I Lakers, infine, piegano gli Utah Jazz, a cui non bastano le prestazioni offensive maiuscole della coppia Mitchell-Conley per spuntarla contro i gialloviola, trascinati dal solito James e da un sontuoso Anthony Davis, autore di 42 punti.

 

Ecco tutti i risultati delle partite disputate tra la serata di lunedì 3 agosto e la nottata di martedì 4 agosto:

 

OKLAHOMA CITY THUNDER-DENVER NUGGETS 113-121 D.t.s.

Denver si rifà immediatamente dopo la brutta sconfitta subita contro i Miami Heat nella prima partita disputata nella bolla del Disney World Orlando Resort battendo al supplementare gli Oklahoma City Thunder di Danilo Gallinari, che incassano il primo ko dalla ripresa della stagione.

 

Match sempre in equilibrio nei tempi regolamentari, con i Nuggets incontenibili all’overtime guidati da un sontuoso Michael Porter JR, noto anche come il “negazionista del Covid”, autore di 37 punti con 12 canestri dal campo su 16 tentativi e 12 rimbalzi. Ottimo l’apporto per coach Malone della coppia Milsap-Morris, entrambi con 17 punti a referto.

 

Determinante, però, Nikola Jokic, che in contumacia Murray è il faro di Denver. Il centro serbo ha dominato Steven Adams e, nonostante un pessimo 0/5 da tre, ha chiuso il match in tripla doppia con 30 punti, 12 rimbalzi e 12 assistenze, dominando nel verniciato come solo “The Joker” sa fare: impressionante.

 

Losing effort apprezzabile di un Danilo Gallinari che ha faticato ad attaccare il ferro, chiudendo con 4 triple a bersaglio su nove tentativi e 2/5 da due per un totale di 20 punti in 29’ di utilizzo, aggiungendo due assistenze e 3 rimbalzi, Ottimo anche Gilgeous-Alexander (24) con Chris Paul che ha messo a referto 23 inutili punti, come i 13 in uscita dalla panchina di un Abdel Nader cecchino dalla lunga (3/4).

 

WASHINGTON WIZARDS-INDIANA PACERS 100-111

Washington, incassata la sconfitta coi Nets, non ha praticamente più nulla da chiedere alla sua avventura nella bolla, e lo si è visto contro gli Indiana Pacers, usciti vincitori con T.J Warren che, dopo i 53 punti nella prima vittoria contro i Sixers, ha scollinato quota 30 punti (34) pur. tirando malissimo dalla lunga (1/6).

 

Partita comunque in equilibrio nelle fasi iniziali, con i Pacers unica squadra in campo nei quarti centrali guidata dalla sapiente regia di Brogdon (20 con 6 assist conditi da 7 rimbalzi), prima dell’effimero e solo apparente tentativo di rimonta timbrata Wizards nel finale, con Thomas Bryant ancora convincente e autore di 20 punti con 11 rimbalzi catturati.

 

MIAMI HEAT-TORONTO RAPTORS 103-107

I Toronto Raptors, dopo aver vinto e convinto nel match d’esordio della ripartenza Nba contro i Lakers trascinati dalla verve di Kyle Lowry, si ripetono contro i Miami Heat in un match sostanzialmente condotto dal 1 ° al 48° minuto. Abbacinante la prestazione di Fred VanVleet, che dopo la cavalcata vincente del 2019 ha trovato sempre più fiducia nei propri mezzi infilando triple a ripetizione da distanze siderali.

 

L’esterno dei Raptors ha chiuso con 36 punti, 7 triple a bersaglio (su 12 tentativi) e un percorso netto dalla lunetta aggiungendo 5 rimbalzi e 4 assist in 42’. Vene anche un redivivo Paskal Siakam, opaco all’esordio e capace di metterne 22 arpionando 6 rimbalzi, con Lowry (16) che ha lasciato il palcoscenico ai compagni con una prestazione tutta sostanza certificata da 5 assistenze e ben 8 rimbalzi.

 

Gli Heat, ad ogni modo, sono rimasti in scia con una reazione importante con il prezioso contributo di Dragic (25) e Olynyk (17), salvo perdere malamente due palloni senza senso nel tiratissimo finale, con i canadesi a ringraziare e Ibaka (15) a far vedere che quando c’è da lottare non si tira indietro. Il ruolo di outsider per il titolo sembra cucito su misura della truppa di coach Nurse, ma nei playoff si giocherà con altra intensità.

 

NEW ORLEANS PELICANS-MEMPHIS GRIZZLIES 109-99

I Pelicans di Nicolò Melli (5 con 4 rimbalzi e 2 assist in 20’ sul parquet) conquistano la prima vittoria nella bolla condannando invece Memphis alla terza sconfitta consecutiva, che mette a serio repentaglio non solo l’ottavo posto ma anche il possibile spareggio per entrare ai playoff tra ottava e nona della Western Conference, mentre ad Est i giochi sembrano fatti e resta solo da definire il seed nel tabellone di ogni franchigia.

 

Dopo due partite difficili, con la prima scelta assoluta all’ultimo Draft, Zion Williamson, costretto ad un minutaggio limitato, New Orleans ritrova l’apporto fondamentale della 20enne futura superstar dell’Associatom, fondamentale con i suoi 23 punti in 25’ nella vittoria contro i Grizzlies. Degne di menzione anche la prestazione di Brandon Ingram (24 con 7 rimbalzi e 5 assist) e la verve realizzativa di Redick (16), Jrue Holiday e Josh Hart (15 a testa).

 

Memphis, tradita dal probabile Rookie of The Year Ja Morant, autore di 11 punti con un misero 25% scarso dal campo e un osceno 1/10 da 3, non è riuscita a ritrovare la vittoria nonostante i 13 con 13 rimbalzi di Valanciunas e i 22 di Jaren Jackson.

 

Se il discorso playoff si complica per i Grizzilies, New Orleans rientra in scia sia ai diretti avversari che, prima di loro, ai San Antonio Spurs, con la possibilità di giocarsi la post-season nelle restanti partite di stagione regolare, con obiettivo minimo il nono posto, che potrebbe diventare anche ottavo se Memphis continuerà a inanellare solo sconfitte.

 

PHILADELPHIA 76ERS-SAN ANTONIO SPURS 132-130

Philadelphia ritrova il successo battendo in volata i San Antonio Spurs, che perdono l’occasione per avvicinarsi sempre più all’ottavo posto nelle Western Conference ancora occupato dai Grizzlies. Sopra di uno con l’ultimo possesso per Philly, ci ha pensato Shake Milton (16) con la tripla del definitivo sorpasso a 7” e due decimi dalla sirena conclusiva a chiudere i conti.

 

Bene per tra i 76ers il solito Joel Embiid, con 27 punti e nove rimbalzi, mentre Ben Simmons è stato limitato da problemi di falli, commettendone sei prima di aver messo soltanto otto punti a referto, compensati dai 25 (con 6 rimbalzi e 4 assist) di Tobias Harris e dai 19 di Josh Richardson, a cui si sono aggiunti i 12 di Korkmaz in uscita dalla panchina.

 

Popovich, invece, non si consolerà di certo per il canestro subito che ha mandato i titoli di coda con i 30 del solito DeRozan e ai 24 di Rudy Gay, con Dejonte Murray che si conferma in forma e ne mette altri 20. Pesa, molto, l’assenza di Aldridge, ma mai dare per morti gli Spurs prima di scavare la fossa per la bara: la lotta per l’ottavo e il nono posto a Ovest resta aperta a sorprese di ogni tipo: lo spettacolo dell’Nba…!

 

UTAH JAZZ - LOS ANGELES LAKERS 108-116

Vittoria facile per i Lakers, che dopo essere scappati via a inizio terzo quarto si sono limitati ad amministrare il vantaggio permettendo a Utah di ricucire facendo apparire la sconfitta contro i gialloviola quasi combattuta. Lakers che, peraltro, con questo successo si assicurano il primato nella Western Conference, anche se nella “bolla” il fattore campo durante la post-season avrà un peso relativo.

 

Serviva comunque un successo dopo il brutto ko con i Raptors ed è arrivato, grazie a un Anthony Davis da antologia con 42 punti, 12 rimbalzi, 4 bombe e 28 tiri presi dopo i soli 7 contro i canadesi (di cui 13 a bersaglio). Il resto, al solito, lo ha fatto LeBron James, ormai “maestro” del gioco e capace di sfiorare una volta di più la tripla doppia con 22 punti, 8 rimbalzi e nove assist.

 

Inutili per i Jazz i 33 di Donovan Mitchell e i 24 di Mike Conley, come la doppia doppia da 16 punti e 13 rimbalzi del centro francese Rudy Gobert, unici tre giocatori in doppia cifra della truppa di coach Snyder: troppo poco.

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