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Nba, Doncic guida i Mavs al successo sui Kings, Celtics ko con Miami Giannis Antetokounmpo (All Star Game 2019) - Credit: Richard Mackson / IPA / Fotogramma
BASKET NBA 2019-2020 5 agosto 2020

Nba, Doncic guida i Mavs al successo sui Kings, Celtics ko con Miami

di Federico Bandirali

Bucks e Rockets: ko indolori. Phoenix stende i Clippers in volata, Portland si riprende il 9° posto a Ovest

Prosegue al Disney World Resort di Orlando la conclusione della regular season Nba, con altre 6 partite tra la serata italiana di martedì 4 e la nottata di mercoledì 5 agosto.

A dar spettacolo, al solito, Luka Doncic nel successo dei Mavs sui Kings al supplementare e un TJ Warren incontenibile per chiunque nella “bolla”, capace di chiudere a quota 32 dopo averne messi 53 e 39 nelle prime due uscite dei Pacers, vittoriosi nel duello con i Magic.

 

Cadono i Bucks contro i derelitti Nets, più per scelta in ottica playoff che altro, con i Clippers che li emulano lasciando strada libera al disperato tentativo dei Suns di acciuffare il nono posto ad Ovest, attualmente appannaggio di Portland. Nella partita più calda e probabile duello nella post season tra Heat e Celtics, Miami la spunta anche in contumacia Butler e manda un segnale importante a tutta la Eastern Conference.

 

Ecco i risultati delle partite Nba disputate nella notte tra il 4 e il 5 agosto:

SACRAMENTO KINGS-DALLAS MAVERICKS 110-114 DTS

I Dallas Mavericks, trascinati al solito da un Luka Doncic stellare e in tripla doppia con 34 punti, ben 20 rimbalzi e 12 assist (oltre a 2 stoppate, ma con 6 palle perse), faticano più del dovuto per battere i Kings nonostante la prova superlativa dello sloveno, piegando la resistenza di Sacramento all’overtime. Partenza a razzo per gli uomini di coach Walton, avanti di 10 alla prima sirena e poi riacciuffati dai Mavs in un match equilibrato fino al supplementare.

 

Dallas trova buone risposte da Porzingis e Tim Hardaway Jr, entrambi autori di 27 punti, con Finney-Smith centrare una doppia doppia da 16 e 16 rimbalzi. Inutili per Sacramento i 21 in uscita dalla panchina di Buddy Hield, unica spalla di un De’Aron Fox comunque positivo con 28 punti, 3 rimbalzi, nove assist e 2 rubate, macchiate dall’errore nel possesso decisivo di regolamentari che avrebbe potuto consegnare il successo ai Kings, con Bazemore autore di 16 punti.

 

LOS ANGELES CLIPPERS-PHOENIX SUNS 115-117

I Clippers possono serenamente pensare ai playoff cercando condizione fisica e nuovi automatismi. Lo si è visto nel match perso di misura contro i motivatissimi Suns, chiamati all’impresa per provare a conquistare nono posto e conseguente spareggio per l’accesso ai playoff, ma sfrontati il giusto per provarci.

 

In cattedra, come di consueto, Devin Armani Booker, assolutamente incontenibile in attacco con 35 punti a referto impreziositi dal canestro decisivo a fil di sirena con una giocata abbacinante dalla media nonostante la difesa dura di Paul George, autore di 23 punti a cui si sommano i 27 del “solito Kawhi Leonard.

 

MILWAUKEE BUCKS-BROOKLYN NETS 116-119

Anche i Bucks sono ormai con la mente ai playoff, e dopo aver incassato una sconfitta contro i Rockets non riescono a rialzare la testa contro i derelitti Nets, ancor più decimati con le assenze di Jarrett Allen, LeVert e Joe Harris, ovvero gli artefici del successo su Washington. Brooklyn parte a razzo con quella che in condizioni normali sarebbe non la seconda ma la third unit, gestendo il vantaggio nei quarti successivi.

 

A chiudere la rimonta di Milwaukee ci ha però pensato nelle fasi conclusive Garrett Temple bucando la retina nel possesso decisivo e capace di metterne 19 con 5 triple. Meglio di lui, almeno per le statistiche, Luwawu-Cabarrot, con 26 punti a referto in 31’ e 5 centri dalla lunga, mentre “mister nessuno” Chiozza trova la partita della vita andando in doppia doppia (10 e altrettanti assist), con la malasorte che non lascia pace ai Nets, che perdono al debutto il veterano Jamal Crawford, vittima di un problema muscolare nei 6’ sul parquet.

 

A riprova dell’approccio soft dei Bucks, coach Budenholzer ha tenuto a sedere per tutta la seconda metà di gara sia Antetokounmpo che Middleton. “The greek freak” ha chiuso comunque con 16 punti, 6 rimbalzi e 4 assist in soli 16’ mentre Korver ne ha messi 13 in uscita dalla panchina. DiVincenzo, autore di 11 punti con 6 assist, macchia la sua partita amministrando come peggio non poteva l’ultimo possesso, senza riuscire nemmeno a scoccare la tripla che avrebbe mandato le due squadre al supplementare.

 

MIAMI HEAT-BOSTON CELTICS 112-106

Privi di Jimmy Butler, gli Heat battono comunque i Celtics in una sfida che potrebbe riproporsi nei playoff. La coppia Adebayo-Robinson chiude con 21 punti a testa, mentre Goran Dragic si ferma a 20 dopo essere stato costretto ad abbandonare la contesa nei minuti finali per una distorsione alla caviglia.

 

Ai Celtics - ancora con Walker in “amministrazione controllata” ma comunque capace di metterne 15 trovando spesso il fondo della retina dalla lunga - non basta che l’intero starting five scollini la doppia cifra, con Tatum a quota 23 (più 7 rimbalzi). Boston, ad ogni modo, tiene la terza posizione nella Eastern Conference, con un margine di 1,5 vittorie di vantaggio proprio sugli Heat.

 

INDIANA PACERS-ORLANDO MAGIC 120-109

Si ferma a cinque la striscia di successi consecutivi dei Magic, travolti dai Pacers di un TJ Warren a dir poco in palla da quando la stagione è ripresa nella bolla. Per i “padroni di casa” 24 con 10 rimbalzi di Vucevic e 21 per Aaron Gordon, in un match deciso già nel primo quarto dal maxi-break (43-22) assestato da Indiana, con i Magic forse ancora storditi per il grave infortunio patito da Isaac nel match precedente.

 

Come detto Warren chiude ancora con più di 30 punti a referto (32), con 9/12 da due e 4 triple a bersaglio su 5 tentativi. L’ala ex Suns nella “bolla” ne ha messi ben 119 in tre uscite: difficile non sia l’MVP della settimana ad Est.

 

PORTLAND TRAIL BLAZERS-HOUSTON ROCKETS 110-102

Carmelo Anthony si era presentato “tirato a lucido” nella bolla, e non ha tradito le attese infilando la tripla decisiva per piegare la resistenza di Houston e riconsegnare a Portland il nono posto ad Ovest. Convincenti una volta di più le prestazioni di “Dame” Lillard (21) e di Jusuf Nurkic (18 e 19 rimbalzi), con il centro serbo che dalla ripresa (e dopo il grave infortunio patito negli scorsi playoff) ha messo ai margini delle rotazioni Whiteside.

 

23 e 9 assist per Harden con Green al season high (22): inutili per evitare la prima sconfitta dalla ripartenza con la mini-striscia di vittorie consecutive delle truppa di coach D’Antoni che si ferma a due. Male Westbrook, che dopo 36 partite da 20 o più punti e mette “solo” 15 con 9 assist sbagliando l’impossibile dalla linea della carità (5/12).

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