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Nba, no dei giocatori all’inizio della stagione il 22 dicembre 2020 - Credit: Kevin C. Cox / IPA / Fotogramma
BASKET NBA 2020-2021 30 ottobre 2020

Nba, no dei giocatori all’inizio della stagione il 22 dicembre 2020

di Federico Bandirali

Commissioner e franchigie concordi nel cominciare prima di Natale, ma i cestisti puntano al 18 gennaio

Chiusa la stagione 2019-2020 con il successo dei Los Angeles Lakers di LeBron James a metà ottobre nella “bolla” del Disney World Resort di Orlando, l’NBA era pronta ad iniziare quella 2020-2021 il prossimo 22 dicembre, con il Commissioner Adam Silver e i proprietari delle 30 franchigie concordi sulla data per la ripresa.

Tuttavia, il sindacato dei giocatori (Nbpa) non si è allineato alle decisioni, portando ad una sorta di muro contro muro. Per i giocatori, infatti, l’idea è ripartire il 18 gennaio 2021, con la free agency al via il 1° dicembre e la ripresa degli allenamenti spostata di conseguenza verso Capodanno e la data d’inizio della nuova stagione a coincidere con il “Martin Luther King Day”.

 

Una visione riproposta per l’ennesima volta anche dalla presidentessa dell’associazione giocatori Michele Roberts, secondo cui NBA e giocatori “stanno valutando tutte le informazioni a riguardo e non c'è alcuna intenzione di prendere una decisione affrettata. Abbiamo proposto una data e ascoltato le richieste della controparte, cercheremo di lavorare per trovare un accordo il più presto possibile”. “Non c'è ragione di aspettarsi una decisione definitiva entro il 1° novembre, non è stata fissata nessuna scadenza”, ha rammentato Roberts.

 

Il problema, però, è che dilatando troppo i tempi per stabilire il calendario automaticamente verrebbe meno la scelta di proprietari e Lega di partire a ridosso di Natale, proprio per le tempistiche troppo ravvicinate. La questione, che può sembrare quasi irrilevante, tale non è sotto il profilo economico, e le prime stime nel merito lo confermano.

 

Con il via alla stagione 2020/2021 il 22 dicembre, infatti, non mancherebbe il tradizionale appuntamento natalizio che catalizza l’attenzione di milioni di spettatori in tutto il mondo, e anche con un calendario ridotto a 72 partite rispetto alle 82 abituali, giocare a Natale porterebbe nelle casse della NBA (e quindi delle squadre e degli stessi giocatori) 500 milioni di dollari in più. Non bruscolini normalmente, ancor meno considerando che sono già state messe a bilancio perdite attorno al 10% rispetto al 2019/2020.

 

L’Association, visto il contesto, sta progettando un calendario diverso dal consueto con meno trasferte (circa il 25%) e delle piccole “serie” tra due squadre per limitare i viaggi nella stessa città nei mesi a venire.

 

Il tutto con un calendario compresso che partirebbe il 22 dicembre e permetterebbe alle stelle dell'NBA di prendere parte alle Olimpiadi di Tokyo arrivando a concludere la stagione a cavallo tra giugno e luglio 2021. I tempi, però, dopo la conclusione a metà ottobre 2020 sono davvero stretti, e molti giocatori non particolarmente favorevoli a procedere con questo ritmo frenetico.

 

“Considerando tutte le questioni che vanno risolte da qui al 22 dicembre, credere di poter ricominciare a giocare in maniera così rapida è contro il buon senso, anche se vengono addotte motivazioni economiche per questo”, ha proseguito Roberts. Ribadendo infine che “ai giocatori spetta il diritto di ragionare e valutare le proposte e. stando a un primo confronto nel merito, la proposta della NBA ha ricevuto parere negativo”.

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