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pellegrini-quinta-finale-olimpica - Credit: Fotogramma/IPA
tokyo2020 27 luglio 2021

Pellegrini nella storia: quinta finale olimpica come Phelps

di Franco Porto

La Divina, dopo qualche difficoltà in batteria, centra la qualificazione

Federica Pellegrini si conferma la Divina.

L’obiettivo era arrivare in finale nei 200 stile libero e la Pellegrini, dopo aver fatto tanta fatica nelle batterie, lo centra in pieno e raggiunge il record di Michael Phelps: 5 finali in 5 Olimpiadi.

 

La divina Fede va a tutto gas dalla corsia 8 della seconda semifinale e chiude in 1’56”44 per il settimo tempo complessivo. Vince la batteria la statunitense Katheleen Ledecky (detentrice del record olimpico con 1’53”61) in 1’55”34, ma la più veloce di tutte è l’australiana Ariarne Titmus (già d'oro nei 400) con 1’54”82 nella serie precedente serie.

 

L’altra americana Allison Schmitt, olimpionica del 2012, chiude in 1’56”87 e rimane fuori. In cinque già nuotano sotto all' 1'56 con l'atleta di Hong Kong Siobhan Bernadette Haughey, 1'55"16, e la cinese Yang Junxuan, 1'55"98.

 

Piange di commozione Federica. In questa gara è condensata tutta la sua carriera. “Non trovo le parole”, dichiara emozionata. “Adesso sarà puro divertimento. Felice di esserci e di aver coronato un altro sogno”.

 

La sua prestazione nelle eliminatorie aveva un po' preoccupato ma lei, da grande campionessa quale è, lo aveva mascherato bene promettendo “il cambio di marcia”.

 

Sfida accettata, con il cronometro soprattutto, e sfida vinta per la quinta finale olimpica nella stessa disciplina: record mai raggiunto prima da una donna che eguaglia la serie di Michael Phelps nei 200 farfalla.

 

Federica Pellegrini, che dal 29 luglio 2009 detiene il record mondiale dei 200 stile libero (1'52"98), mercoledì 28 luglio sarà di nuovo tra le otto protagoniste di un’altra finale stellare. “Era l'obiettivo di questa olimpiade più che mai difficile. Ci abbiamo creduto fino alla fine, insieme ad uno staff incredibile", dice la 32enne di Spinea, 33 il 5 agosto, tesserata col il CC Aniene ed allenata da Matteo Giunta al centro federale di Verona che porta il nome del mentore del nuoto italiano e suo allenatore “Alberto Castagnetti” scomparso nell'autunno del 2009.

 

Nella sua lunga carriera - che l'ha vista olimpionica a Pechino 2008, nonché argento ai Giochi ad appena 16 anni e 12 giorni ad Atene 2004 e portabandiera a Rio de Janeiro 2016, quattro volte campionessa mondiale nel decennio dal 2009 al 2019 nei 200 stile libero ed unica ad averne conquistato la medaglia iridata in otto edizioni consecutive - di emozioni ne ha vissute tante e tutte condivise con il suo pubblico.

 

Questa volta il tifo arrivava soltanto da casa, ma lei porta nel cuore e nei muscoli tutto l'affetto degli italiani. “L’obiettivo di questa Olimpiade estremamente difficile, con un anno di ritardo, il Covid, la ricorsa alla preparazione, era senza dubbio il raggiungimento della quinta finale. Sarà l'ultima, come ho già detto, e cercherò di godermela fino alla fine. Forse sarà la prima finale olimpica divertente della mia carriera”.

 

Poi torna seria e analizza la gara. “Oggi sono andata da sola perché sapevo che in corsia laterale potevo nuotare solo così, aggrappandomi a tutta l'esperienza acquisita in questi anni. Un pochino vedevo le altre, ma mi basavo soprattutto su me stessa. L'ultimo cinquanta è quello in cui ho messo dentro tutto quello che mi era rimasto. Sono orgogliosa del terzo tempo nella batteria e della qualificazione”.

 

In batteria non si è piaciuta e a distanza di 24 ore lo ammette liberamente. Adesso può dirlo. “Ho disputato proprio una bruttissima gara, forse ho pagato il sotto ritmo della prima parte. Però alla fine è andata bene e sono contenta per tutto e per tutti; contenta anche per il mio staff che da due anni mi spinge in ogni allenamento: dal tecnico al fisio, dalla psicologa alla dottoressa al nutrizionista, alla mia famiglia, cani compresi”.

 

Chiude dicendo che “il reparto medaglie per domani è chiuso. Non sono una che si prende in giro. Non mi smonto, ma con l’età ho imparato a pormi degli obiettivi fattibili. È un anno che nuoto 1’56” e conosco il mio corpo. Farò del mio meglio e vedremo; me la godrò tutta. Secondo me vincerà la Titmus che potrebbe avvicinare il mio record mondiale. Ovviamente farò il tifo per la linea rossa”, conclude Fede. Con lei in vasca mai dire mai.

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