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Sbk, Estoril, Jonathan Rea è campione del mondo Superbike 2020 Jonathan Rea - Credit: Bradley Collyer / IPA / Fotogramma
WSBK 2020 17 ottobre 2020

Sbk, Estoril, Jonathan Rea è campione del mondo Superbike 2020

di Federico Bandirali

Quarto posto in Gara 1, vinta da Razgatlioglu, e sesto titolo iridato consecutivo per il nordirlandese

 

Toprak Razgatlioglu ha vinto Gara 1 del Round portoghese dell’Estoril, ultimo del 2020, cogliendo così il secondo successo stagionale in sella alla Yamaha del team Pata.

Ma, inutile nasconderlo, dopo la caduta nella Superpole del mattino i riflettori erano ben puntati sul campione del mondo in carica, Jonathan Rea, e sull’unico rivale ancora in grado di negare al nordirlandese la gioia del sesto titolo iridato consecutivo in sella alla Kawasaki, ovvero il ducatista Scott Redding.

 

Il britannico, in realtà, aveva pochissime chance di tenere aperto il discorso, costretto a centrare la vittoria in Gara 1 sperando che il Cannibale non cogliesse almeno 3 punti utili a chiudere aritmeticamente i conti nelle tre manche conclusive del mondiale 2020.

 

Incertezza durata una manciata di secondi, con Rea che come da soprannome, si è lanciato al via da vero “Cannibale” risalendo nel volgere di una manciata di curve la classifica con una raffica di sorpassi, portandosi in terza posizione mentre Redding scivolava nelle retrovie (13°). A chiudere definitivamente il discorso, dopo 6 tornate, la Panigale V 4R. Il ducatista, infatti, si è visto costretto ad abbandonare la contesa appoggiando la moto a bordo pista, e da lì in poi per Rea l’unico obiettivo, raggiunto, è diventato arrivare al traguardo.

 

Senza strafare, con lo statunitense Gerloff ancora sorprendente e Chaz Davies indemoniato nel suo ultimo Round sulla Ducati ufficiale, Rea ha lasciato passare entrambi, lasciando il secondo gradino del podio al gallese e il terzo alla matricola statunitense, mentre davanti Razgatlioglu - dopo aver centrato la prima Superpole in carriera – ha fatto corsa a sé salendo a quattro vittorie nelle derivate di serie.

 

Ma, ovviamente, con il quarto posto Rea si è laureato campione del mondo Superbike 2020, conquistando il sesto titolo iridato consecutivo e ha rubato la scena al contorno, permettendosi il lusso di festeggiare con il team della “verdona” che, appostato lungo il tracciato, lo aspettava con magliette celebrative e un casco color oro.

 

Alle spalle del quartetto di testa un gruppone che si è dato battaglia, dal quale stranamente è uscito a due giri dalla fine Alvaro Bautista complice l’ennesima caduta con la Honda Fireblade (che, sommata a quelle di tutta la stagione e alle altre con cui ha chiuso la stagione 2019 in Ducati, diventa il marchio di fabbrica dello spagnolo). Al traguardo, nell’ordine, Leon Haslam con l’altra Honda si è piazzato al quinto posto, precedendo la seconda Kawasaki di Lowes, Rinaldi, Fores, Baz, Sykes e la wild card Folger.

 

Out, oltre a Redding e Bautista, anche Ferrari, Van der Mark e Caricasulo, scivolati senza riportare conseguenze, con le due manche di domenica 18 ottobre sul tracciato lusitano che saranno passerella d’onore per il Cannibale e chiuderanno una stagione travagliata, segnata – e non poteva essere altrimenti – dalla pandemia e vinta, come ormai consuetudine, da uno strepitoso  Jonathan Rea e dalla Ninja, prossima al pensionamento ma ancora moto migliore del lotto.

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