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SBK, Razgatlioglu spiazza tutti: “Mai sognato la MotoGP”

Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea- Credit: Otto Moretti/IPA/ otogramma

SUPERBIKE24 gennaio 2022

SBK, Razgatlioglu spiazza tutti: “Mai sognato la MotoGP”

di Simone Colombo

Il ; campione del mondo, ha però aggiunto un “sono troppo vecchio” che rende criptiche le dichiarazioni

Con il Mondiale Superbike 2022 che inizierà ad aprile, il campione del mondo in carica della Yamaha pensa al futuro e, tra il serio e il faceto, esclude il passaggio in MotoGP nel 2023 come invece pronosticato da molti. In effetti per il pilota turco il dubbio è quasi amletico: provare a confermarsi con le derivate di serie dopo aver detronizzato Rea, o provarci con un salto di livello entrando nella classe regina del Motomondiale nel 2023.

 

 

Vincere il titolo iridato lo porterebbe direttamente nella storia del motociclismo visto che nessuno, nemmeno un mito come Troy Bayliss, è riuscito a fare doppietta tra classe regina e SBK. Ma, almeno leggendo l’intervista rilasciata a Roadracing World, il turco sembra deciso a proseguire l’attuale percorso confermadosi in Superbike e non ad “accettare” la sfida rappresentata dal salto in MotoGP.

 

Razgatlioglu, da capire se ironicamente o meno, non si vede nella classe regina fondamentalmente per un problema anagrafico: “Ho 25 anni. Mi sento vecchio per la MotoGP. Tutti raggiungono questo campionato ad appena 19, 20 o 21 anni”. Affermazione vera ma non del tutto.

 

Alla quale Toprak ha aggiunto un dettaglio non da poco: “Il mio sogno era diventare un campione Superbike, non ho mai pensato alla MotoGP. È come una galassia diversa. Adesso ho una porta aperta per passare nella classe regina, ma non ho mai sognato questa categoria. Preferisco concentrarmi sul mio campionato”.

 

La conclusione del turco, ad ogni modo, sembra far propendere per una dichiarazione ironica: “Se andassi in MotoGP e non mi dovesse piacere, potrei comunque tornare in Superbike e correre per una buona squadra. Tutti conoscono la mia velocità in questo campionato”.

 

Parole che aprono uno spiraglio più simile a un portone rispetto all’ambizione di provarci nella top class del Motomondiale come vorrebbe Yamaha, ma che con chiariscono davvero le intenzioni del classe 1996 capace di interrompere autorevolmente il dominio durato sei anni in Superbike del binomio Rea-Kawasaki.