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Tamberi è medaglia d'oro nel salto in alto agli Europei

- Credit: Fotogramma/IPA

a monaco19 agosto 2022

Tamberi è medaglia d'oro nel salto in alto agli Europei

di Franco Porto

L'azzurro salta 2,30 e torna sul gradino più alto del podio dopo Tokyo

Dopo l’oro olimpico di Tokyo (in condivisione con il qatariota Barshim), il bronzo mondiale indoor di Belgrado e il quarto posto ai Mondiali di Eugene di luglio, Gianmarco Tamberi torna a dominare il salto in alto.

 

L’azzurro salta 2,30 e vince la medaglia d’oro agli Europei di atletica in corso a Monaco di Baviera. Un oro che arriva dopo i problemi fisici che hanno condizionato la stagione outdoor del saltatore marchigiano (ha tribolato con il gluteo della gamba di stacco) e le tensioni con il papà-allenatore che avevano portato addirittura a una clamorosa separazione a pochi giorni dalla partenza per i Mondiali di Eugene, frattura ricomposta in extremis.

 

'Non è stata una gara facile, non lo è stato tutto l'avvicinamento – le parole di Gimbo – però è andata nel migliore dei modi. Quando ci sono situazioni difficili si assapora un qualcosa di diverso, è più magica la vittoria, so bene cosa significa dopo cinque anni vincere quella medaglia olimpica a Tokyo, e so bene quante difficoltà ho attraversato anche stavolta, pur in un periodo molto più breve'.

 

'Vincere dopo quello che ho passato da maggio a oggi è qualcosa di incredibile. In America avevo fatto quel passettino che mi aveva fatto sperare di aver risolto i problemi, poi arrivato a casa la botta del Covid, la stanchezza che non se ne andava, ho pensato anche di fermarmi. Mi sentivo morto, fiacco, senza energie. Da una settimana invece mi sono sentito meglio e sono contentissimo di questo risultato. E sono orgoglioso di essere il capitano di una delle squadre più competitive nella storia dell'atletica italiana'.

 

Pioggia, pedana bagnata, ritardo nell'inizio. Non hanno piegato il campione: 'È stata una sfida nella sfida. Ho avuto paura in riscaldamento, perché il mio è un salto di velocità, e ovviamente la pedana bagnata mi faceva scivolare. Nel bagnato quello che fa la differenza è la testa, è convincersi che si può entrare alla stessa velocità, essere fiduciosi che la gamba tenga lo stacco. È una lotta con se stessi in ogni salto. Ce l'abbiamo fatta e vale anche di più'.

 

Giocava in 'trasferta' ma per il gran numero di italiani 'sembrava di stare in Italia – ringrazia Gimbo – anche i tifosi tedeschi hanno fatto un tifo onesto e molto rispettoso'. La dedica è per Chiara, la sua metà: 'È una donna magnifica, sono innamorato di lei, non ho mai nascosto quanto sia importante per me in tutto quello che faccio'.