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Tutti contro Wimbledon: Djokovic, Navratilova, Panatta e Rublev

Andrey Rublev- Credit: Lairys Laurent/ABACA / Ipa-Agency.net / Fotogramma

TENNIS22 aprile 2022

Tutti contro Wimbledon: Djokovic, Navratilova, Panatta e Rublev

di Tommaso Passera

Continua a fare discutere la decisione di bandire dal torneo i giocatori russi e bielorussi

La decisione degli organizzatori di Wimbledon di bandire il torneo ai tennisti russi, dopo essere stata pesantemente criticata sia da ATP e WTA, le due associazioni che gestiscono il circuito del tennis professionistico maschile e femmile, è stata commentata negativamente da molti giocatori, anche tra quelli non più in attività.


Uno dei primi a esporsi è stato il numero uno del mondo, il serbo Novak Djokovic che ha detto:

"Condannerò sempre la guerra, non sosterrò mai la guerra essendo io stesso figlio della guerra. So il trauma emotivo che lascia una guerra, tutti sappiamo cosa è successo in Serbia nel 1999. Nella storia recente nei Balcani abbiamo avuto molte guerre. Tuttavia, non posso sostenere la decisione di Wimbledon, penso sia pazzesca. Quando la politica interferisce con lo sport, il risultato non è mai buono".

 

Anche l’ex giocatrice Martina Navratilova, che ha vinto 9 dei suoi 18 titoli Slam sull'erba di Wimbledon, ha bocciato la decisione presa dagli organizzatori inglese.

"L'esclusione in questo modo, senza colpa di questi giocatori, non è il modo di procedere. ... Penso che sia la decisione sbagliata. Il tennis è uno sport così democratico. È difficile quando si vede la politica distruggerlo. E per quanto sia vicina ai giocatori ucraini e per il popolo ucraino - è semplicemente orribile quello che sta succedendo - penso che questo stia andando oltre il necessario".

 

Pure la leggenda del tennis italiano Adriano Panatta ha voluto dire la sua sull’argomento e, intervenendo alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, si è schierato contro il bando:

“La trovo una stupidaggine, un'ipocrisia assoluta… una stronzata, se posso utilizzare questo termine. Medvedev e Rublev sono due persone che fanno i tennisti di lavoro. Se così stanno le cose allora un ingegnere russo che vive a Londra non dovrebbe più lavorare?".


Infine ha parlato anche il russo Andrey Rublev, numero 8 al mondo, uno dei tennisti colpiti dal bando: 

“Le ragioni che hanno addotto per l’esclusione non hanno senso e non c’è una logica in quello che hanno proposto. Avrei potuto capire se escludere i giocatori russi e bielorussi avesse un qualche impatto, ma non servirà a niente e non cambierà niente. Quello che stanno facendo è una discriminazione nei nostri confronti. Quello che abbiamo proposto a Wimbledon – spero che sia una proposta sensata e spero che ci riflettano su – è di lasciarci almeno la possibilità di scegliere se giocare o meno. Se ci fosse una dichiarazione da firmare che ci costringesse a donare tutto il montepremi agli aiuti umanitari, alle famiglie e ai bambini che soffrono, la firmeremmo”.