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Vettel si chiede se sia giusto correre in Formula 1

- Credit: Fotogramma/IPA

Ambiente13 maggio 2022

Vettel si chiede se sia giusto correre in Formula 1

di Franco Porto

Sostenibilità: il pilota dell’Aston Martin prende una posizione netta in un’intervista alla BBC

Da sempre attento ai temi dell’ambiente e della sostenibilità, Sebastian Vettel mette anche in discussione il proprio ruolo di pilota di Formula 1. Nell’ultimo weekend di gare a Miami, si è fatto fotografare con una t-shirt che invitava a prendere delle misure importanti per evitare che l’innalzamento dei mari sommerga la capitale della Florida nei prossimi decenni. E, in un’intervista alla BBC ha calcato ulteriormente la mano sull’argomento.

 

E non si è tirato indietro nemmeno sul tema al centro della discussione: il circus della Formula 1, per quanto si sforzi di essere il più sostenibie possibile, tra motori termici e viaggi, inquina: “Guidare un’auto – dice il pilota tedesco dell’Aston Martin – è la mia passione e ogni volta che entro in macchina lo adoro. Quando esco, chiaramente penso anche se sia la cosa giusta da fare, viaggiare per il mondo, sprecando risorse”.

 

“È qualcosa sulla quale mi interrogo – prosegue – perché ci sono certi aspetti sui quali ho il controllo e altri sui quali non lo ho. Ci sono cose che faccio e penso di poter fare meglio. Se prendo sempre un aereo? No, non quando posso usare l’auto. Altre cose però esulano dal mio controllo”.

 

E se la Formula 1 è anche una vetrina importante per diffondere messaggi, vista da un’altra prospettiva, rappresenta un’ipocrisia che lo stesso pilota ammette: “Correre in F1 mi rende ipocrita, avete ragione a ridere, perché sono interrogativi che io stesso mi pongo quotidianamente. Non sono un santo, sono molto preoccupato quando si tratta del futuro e di temi come l'energia, la dipendenza energetica, la direzione verso il futuro”.

 

E non si tira indietro nemmeno quando c’è da parlare di dipendenza energetica e della guerra in Ucraina: “Dobbiamo smetterla di dipendere dai combustibili fossili e possiamo farlo, perché ci sono le alternative. In Gran Bretagna sapete di avere una sorta di miniera d’oro sulla quale siete seduti: il vento. Potete aumentare la fornitura energetica con l'eolico, il solare. Ogni paese ha i propri punti di forza e deboli”.

 

“Dobbiamo cambiare marcia – conclude – non solo per diventare indipendenti energeticamente ma anche per prenderci cura del quadro di insieme, vivere su un pianeta che sia godibile quanto lo è oggi. Dovremmo pensare alla pace energetica o alla libertà energetica, rappresentata dalle rinnovabili. È quello il futuro, non solo un modo di proteggere la gente che non può permettersi le bollette ma di proteggerci dal futuro”.