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Oggi 01 luglio 2022 - Aggiornato alle 16:00

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Chiellini e Dybala salutano i tifosi della Juventus

- Credit: Fotogramma/IPA

serie a17 maggio 2022

Chiellini e Dybala salutano i tifosi della Juventus

di Franco Porto

Dopo la sfida con la Lazio l’ultimo abbraccio ai due capitani

Il risultato passa in secondo piano. Juventus-Lazio finisce 2-2 (alle reti di Vlahovic e Morata rispondono i biancocelesti con l’autorete di Alex Sandro e Milinkovic Savic allo scadere), rimanda all’ultima giornata i verdetti relativi a Europa League e Conference, ma soprattutto era la partita del saluto dei tifosi juventini a Giorgio Chiellini e Paulo Dybala.

 

Il primo organizzato dalla società, il secondo nato spontaneo dagli stessi calciatori con i tifosi. E con i fischi ad Andrea Agnelli quando il suo volto è comparso sui tabelloni dello stadio.

 

“La mia vera partita l’ho fatta mercoledì scorso (la finale di Coppa Italia contro l’Inter) – spiega Chiellini – l’ultima vera la voglio fare in Nazionale, tutto questo che è successo in mezzo è festa”.

 

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Il difensore, però, non scioglie le riserve sul futuro e sul possibile sbarco in Mls, il campionato americano: “Onestamente non lo so, devo confrontarmi in casa: un’esperienza all’estero è qualcosa che mi attrae, da dieci anni come sa chi mi segue, perché arricchisce a prescindere dalle performance, proprio a livello culturale. Penso che per il futuro uno sguardo al di fuori della mia vita abituale, cioè la Juventus che conosco benissimo, devo darlo, altrimenti non penso che sarei pronto per la mia nuova vita”.

 

“La lunga storia che mi ha portato fino a qua – prosegue il capitano bianconero – mi rende felice e orgoglioso. Lascio con gioia e serenità perché è una decisione maturata in mesi e non in giorni. Ho sempre detto che avrei voluto lasciare a livello alto e ci sono riuscito. È stata sicuramente un'annata difficile per tutto la Juve ma in cui ho dimostrato che quando sono riuscito a preparare le partite poi sono riuscito a giocarle al mio livello”.

 

“Ora la Juventus ha bisogno di ripartire e anche i ragazzi dopo essere stati guidati e un po’ coccolati hanno bisogno di prendersi le loro responsabilità e di maturare: in parte li ho aiutati e in parte ho tarpato le ali di qualcuno. Ora farò il tifo per loro e cercherò di stare vicino, da vicino o da lontano a seconda di quale sarà la mia decisione”.

 

La mancata qualificazione al Mondiale ha accelerato i tempi: “È chiaro che ha accelerato tutto, l’idea mia sarebbe stata di arrivare al Mondiale, era un pallino che mi era venuto dopo l'Europeo vinto. Naturalmente lasciando spazio anche agli altri perché non riesco a giocare le partite ravvicinate che vorrei. Ma lascio anche la Nazionale con un gruppo di ragazzi giovani e forti, il futuro è in buone mani. Bastoni è un difensore fortissimo ma sarà ricordato nella storia non come il nuovo Chiellini ma come Alessandro Bastoni”.