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I consigli di Calvarese all’arbitro Serra

- Credit: Fotogramma/IPA

calcio19 gennaio 2022

I consigli di Calvarese all’arbitro Serra

di Franco Porto

L’ex fischietto di Serie A sull’episodio che ha condizionato Milan-Spezia

Dell’errore di Marco Serra nel finale di Milan-Spezia si continua a parlare anche molte ore dopo la partita. Resta un errore, un evento che può capitare a chiunque e per questo il direttore di gara, che si è immediatamente reso conto di aver sbagliato e ha chiesto scusa, non merita di essere crocifisso.

 

Su questa linea si è espresso anche l’ex fischietto di Serie A Gianpaolo Calvarese, fino allo scorso anno in campo, oggi commentatore televisivo, intervistato da Giulio Di Feo per La Gazzetta dello Sport.

 

“C’è poco da dire: è un errore, e questo tipo di errori capitano. È capitato uguale a me in Lega Pro, a Rocchi, anche a Orsato in Juve-Roma di recente. Questo però è un caso particolare, con quattro condizioni particolarmente sfortunate per Serra. La prima: il risultato era in bilico, se fossero stati sul 3-0 per il Milan oggi non ne staremmo parlando. La seconda è che è successo al 92’. La terza è che la partita contava tanto, il Milan si giocava il primo posto. E poi la quarta: il fallo è stato fuori area, e quindi il fischio non ha portato al rigore che poi avrebbe potuto ripagare il mancato vantaggio”.

 

Calvarese, però, sposta l’attenzione sull’atteggiamento dell’arbitro che si è subito reso conto dell’errore e ha chiesto scusa: “Riguardate cos’è successo dopo il fischio. Dalla mimica facciale e dalle braccia alte si capisce che Serra chiede scusa. Rebic parte con una foga pazzesca, ed è uno con un bel caratterino, poi si rende conto dell’ammissione di colpa e gli prende il volto come per consolarlo. Si guardano in maniera confortante, l’ho trovato un gesto bellissimo. Anche per questo gli altri poi non hanno protestato come di solito avviene per una situazione del genere, hanno visto che il loro compagno era comprensivo”.

 

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“Ora – prosegue – il regolamento non prevede certo che si mettano le mani in faccia all’arbitro, ma in questo caso la situazione lo consente. È la prima volta che vedo un’umanità del genere tra direttore di gara e calciatore, e nasce da quelle scuse spontanee. Arbitro e calciatore in caso di errore devono collaborare. E se domani stesso Serra venisse designato per arbitrare il Milan, i giocatori secondo me lo accetterebbero”.

 

E gli consiglia di continuare a lavorare con serenità: “Gli errori sono cicatrici, e le cicatrici sono visibili: ogni giorno ti guardi allo specchio e ti ricordi di quando te le sei fatte. Uno si deve chiedere: ‘Ho sbagliato, ok. Cosa devo fare per non sbagliare più’. Nello specifico anche un eventuale stop non va preso in maniera negativa, ma come occasione di lavoro. E sono sicuro che in queste situazioni ora Serra non sbaglierà più”.