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cosa-e-super-league - Credit: Fotogramma/IPA
competizione internazionale 20 aprile 2021

Un terremoto scuote il calcio: ecco che cos'è la Super League

di Pierfrancesco Catucci

Una lega europea con i 15 principali club tra cui Juve, Inter e Milan

Nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 aprile un terremoto ha scosso il mondo del calcio: è nata la Super League.

Le 15 più importanti e ricche squadre europee (anche se al momento i club fondatori sono 12) hanno creato un campionato internazionale che si dovrebbe giocare a metà settimana e al quale parteciperebbero 20 club europei (i 15 fondatori per diritto e altri 5 per meriti sportivi).

 

I club coinvolti

Il presidente della Super League è Florentino Perez, appena rieletto alla guida del Real Madrid, i suoi vice Andrea Agnelli, presidente della Juventus, e Joe Glazer, proprietario del Manchester United. Tra i 12 club che hanno firmato la costituzione della Super League ci sono anche le italiane Inter e Milan, le spagnole Barcellona e Atletico Madrid e le inglesi Liverpool, Manchester City, Chelsea, Tottenham e Arsenal. Non hanno aderito, invece, seppur invitate, il Paris Saint Germain e le tedesche Bayern Monaco e Borussia Dortmund.

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LEGGI ANCHE: Florentino Perez spiega le ragioni della Super League

Come funzionerebbe la Super League

Nei piani dei fondatori, la Super League sarebbe un’evoluzione dell’attuale Champions League con 15 squadre qualificate di diritto (le fondatrici) e 5 che si aggiungerebbero per meriti sportivi (da definire) sul modello dell’Eurolega di basket a cui partecipa l’Armani Milano. Le 20 squadre sarebbero divise in 2 gironi da 10 e giocherebbero un campionato (infrasettimanale) da 18 giornate (andata e ritorno) con inizio ad agosto. Le prime tre classificate di ogni girone si qualificherebbero automaticamente ai quarti di finale, mentre le quarte e quinte si affronterebbero in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrebbe utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata a fine maggio in uno stadio neutrale.

 

I motivi dello strappo

Quello della Superlega era un tema ricorrente ormai da tanti anni. Quando, però, sembrava tutto fosse rientrato, con la Uefa che aveva cambiato la formula della Champions League (dal 2024) per venire incontro ai grandi club europei. Le ragioni alla base della fondazione di questa nuova lega sono puramente economiche. I grandi club che la costituiscono sono quelli con il fatturato più alto e rappresentano tre quarti dei tifosi di tutto il mondo. Con una competizione come questa avrebbero una fetta molto più alta di diritti tv da spartirsi e, quindi, entrate molto più cospicue. “La creazione della Super League – si legge nel comunicato ufficiale sia dell’Inter che del Milan – arriva in un momento in cui la pandemia globale ha accelerato l’instabilità dell’attuale modello economico del calcio europeo. Inoltre, già da diversi anni, i club fondatori si sono posti l’obiettivo di migliorare la qualità e l'intensità delle attuali competizioni europee nel corso di ogni stagione, e di creare un formato che consenta ai top club e ai loro giocatori di affrontarsi regolarmente”.

 

Nel comunicato dei club si legge che “in cambio del loro impegno, i club fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro (complessivi, ndr) a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19”.

 

Le reazioni

Lo strappo ha chiaramente portato a reazioni furenti sia da parte delle attuali istituzioni del calcio, sia da parte di diversi esponenti politici di primo piano. La Fifa si esprime così: “Possiamo solo disapprovare la nascita di un torneo al di fuori delle attuali strutture internazionali del calcio e che non rispetta i principi in cui crediamo”. Toni molto simili da parte della Uefa e del presidente Ceferin: “I principi di solidarietà, promozione, retrocessione e campionati aperti non sono negoziabili. È ciò che fa funzionare il calcio europeo e la Champions League è la migliore competizione sportiva del mondo”.

 

La Figc si è espressa con un comunicato congiunto durissimo, condiviso con le federazioni e le leghe coinvolte dal progetto Super League: “Resteremo uniti nei nostri sforzi per fermare questo cinico progetto, un progetto che si fonda sull'interesse personale di pochi club in un momento in cui la società ha più che mai bisogno di solidarietà. Prenderemo in considerazione tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziario che sportivo, al fine di evitare che ciò accada. Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi; non può essere altrimenti”. Anche l’Eca (l’associazione dei club che partecipano alle competizioni europee) si è detta contraria, con la particolarità che a presiederla (almeno fino a domenica, poi sono arrivate le dimissioni) c’era lo stesso Andrea Agnelli, ora vice presidente della Super League.

 

Il premier inglese Boris Johnson ha definito la Super League “dannosa per il calcio”, spiegando in un tweet che “i club coinvolti devono rispondere ai loro tifosi e alla più ampia comunità del calcio prima di fare nuovi passi”. Stessa opinione per il presidente francese Macron che applaude al (momentaneo?) no del Psg. In Italia il primo a esporsi è stato il segretario del Pd Enrico Letta che parla di un’idea “sbagliata e decisamente intempestiva. In Europa il modello Nba non può funzionare. Nel calcio e nello sport la forza sta nella diffusione, non nella concentrazione. E nelle belle storie tipo Atalanta, Ajax, Leicester”.

 

Le minacce

Oltre ad annunciare battaglie legali con richieste di risarcimento per 50-60 miliardi, la Uefa ha detto che è pronta a punire duramente i club escludendoli da tutte le competizioni nazionali e internazionali (secondo questa interpretazione, quindi, Juve, Inter e Milan non parteciperebbero più alla Serie A e a tutte le altre competizioni) e addirittura escludendo i giocatori delle squadre di Super League dalle rispettive Nazionali.

 

Gli scenari futuri

Difficile prevedere quali saranno le conseguenze di questo terremoto. Le carte bollate sembrano inevitabili, come inevitabile è la trattativa che partirà per far rientrare un progetto che, però, alla base sembra avere basi solide. Nel comunicato dei 12 club c’è scritto che “i club fondatori desiderano attuare il progetto Super League in accordo con Fifa e Uefa, tenendo in considerazione gli interessi degli altri stakeholder che fanno parte dell’ecosistema calcistico. Al contempo, onde assicurare il buon esito del progetto e così darvi pronta esecuzione, la società costituita per la Super League potrebbe anche agire in via giudiziale al fine di tutelare i propri diritti”.

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