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Leonardo Spinazzola racconta il trionfo azzurro

Leonardo Spinazzola, 28 anni, terzino sinistro dell'Italia e della Roma- Credit: Rocco Spaziani / IPA / Fotogramma

EURO 202014 luglio 2021

Leonardo Spinazzola racconta il trionfo azzurro

di Gianluca Cedolin

“Noi come una classe delle medie in gita”, ha detto alla Repubblica

Fino al brutto infortunio contro il Belgio (la rottura del tendine d’Achille), Leonardo Spinazzola, 28enne terzino sinistro della Roma, era stato probabilmente il miglior giocatore dell’Italia, con le sue continue accelerazioni sulla fascia che avevano creato tantissimi problemi alle squadre avversarie. Intervistato dalla Repubblica, l’Azzurro ha parlato della sua avventura agli Europei, della rabbia per l’infortunio e della gioia infinita per il trionfo di Wembley. Le lacrime dopo il crack non erano di dolore, ma di rabbia, “erano la ferita di chi si sentiva invincibile e lo era - ha spiegato a Maurizio Crosetti -, perché noi tutti sapevamo che in finale si arrivava. Vincere, poi, è un altro conto e dipende da molte cose, ma questa specie di invincibilità era presente, reale”.

 

La forza di un gruppo consapevole della propria forza, ma soprattutto unito: “Sapete chi siamo, noi azzurri? Una classe delle medie in gita. Facciamo scherzi scemi, ci prendiamo in giro, ci diamo le botte e mai un battibecco vero in 45 giorni. La Nazionale è la prova di quello che può combinare un gruppo di persone solari, di amici veri che chiedono solo di divertirsi e volersi bene”.

 

Il terzino ha speso parole al miele per tutto lo staff e i giocatori, a cominciare da Roberto Mancini, il primo artefice del trionfo: “Impagabile nel tenere sempre il tono giusto, quando parla e quando sta zitto. La tranquillità del gruppo dipende da lui e dal suo staff”. Vialli è “l'anima saggia. Se vuoi il consiglio giusto, devi rivolgerti sempre a Luca. Un uomo grandissimo”, mentre il capitano Chiellini Giorgio “si è goduto tutto. Io l'ho osservato bene, ogni piccolo gesto dimostrava quanto fosse felice. Per lui sono state sette amichevoli, combattute però come un drago. La dedica a Davide Astori ci ha fatto piangere”. Lo stesso Chiellini ha detto a Spinazzola di andare per primo a ritirare la medaglia: “Vai tu, te lo meriti. E io sono scattato come un pazzo, ma avevo paura di cadere, pensate che figura avrei fatto, peggio di Fantozzi. Poi è stato meraviglioso”.